In moto da Cortina d’Ampezzo

di Tiziana Crimella
Veneto
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Montagna
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Moto
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Cortina d’Ampezzo, regina delle Dolomiti, è un'ottima base per divertenti tour in moto sulle curve spettacolari delle sue montagne. La sera, la cittadina è perfetta per il relax, per qualche spunto culturale e per tuffarsi nella mondanità.

Curve, tornanti e pendenze fino a farne indigestione. Ma anche percorsi rilassanti e panoramici, perché l’intero scenario è da scoprire senza fretta. Immergetevi nella natura, avvolti dal profumo del rododendro e dei fiori selvatici, tra incredibili scorci, in un saliscendi che spazia dal passo Tre Croci al passo Giau e al Falzarego, alla ricerca della curva perfetta e del panorama migliore. Tra i tantissimi itinerari possibili su e giù per le Dolomiti, ve ne proponiamo tre con partenza da Cortina d’Ampezzo, ognuno con una sua caratterizzazione.

L’itinerario romantico: Cortina d’Ampezzo – passo Tre Croci

Accendete la moto nel centro di Cortina e infilate la statale 48 delle Dolomiti verso il passo Tre Croci; in poche curve, sarete tra le distese di prati sopra ad Alverà. La vista sul gruppo del Pomagagnon è meravigliosa e, alle spalle, lo sguardo si posa sulla Tofana e su Cortina. Proseguite tra boschi e prati, con tornanti spigolosi alternati a lunghi rettilinei; le pendenze, ora dolci, contrastano con le aspre e imponenti crode sovrastanti. Salendo, il maestoso gruppo del Cristallo, che impone la sua mole sulla sinistra, si fa più vicino e in breve raggiungerete il passo a quota 1805 metri. Da qui il viaggio può continuare verso le vallate e i passi limitrofi, in un susseguirsi di saliscendi e cambi di quote. Molti i punti di ristoro dove fare una sosta per apprezzare i tipici piatti della cucina ampezzana, spesso tra prati verdissimi attrezzati con sdraio a disposizione degli ospiti.

L’itinerario storico: Cortina d’Ampezzo- passo Falzarego

Ancora lungo la statale 48 delle Dolomiti, ma questa volta in direzione opposta, verso il passo Falzarego. Appena dopo le case del paese vi aspetta il primo ampio curvone a gomito. Poco oltre, vedrete la deviazione per gli impianti di risalita di Piè Tofana, della mitica pista Olympia, quella della Coppa del Mondo di sci alpino femminile. Il folto del bosco chiude lo sguardo sulla conca ampezzana; la strada si infila in un breve tunnel scavato nella roccia e con una serie di tornanti raggiunge Pocol, panoramica località a quota 1500 metri dove si trova il sacrario militare dove sono conservate le ossa dei caduti della Prima Guerra Mondiale; la strada trasuda di storia. Superato il bivio per il passo Giau, si incontra la chiesetta militare in legno di pian de ra Costaza. Molti itinerari di interesse non solo naturalistico e alpinistico, ma anche storico, partono dalla strada: i siti della guerra sono visitabili a piedi, con il supporto di tabelloni descrittivi, seguendo le trincee e i sentieri. Salendo di quota, appaiono in tutto il loro splendore le montagne più famose delle Dolomiti: la Tofana, il Lagazuoi, il Sass de Stria, l’Averau, il Nuvolau, le 5 Torri, i Lastoni del Formin, Cima Gallina, la Croda Negra. Quando il bosco si dirada, conquisterete presto il passo Falzarego, 2109 metri di altitudine che tolgono il fiato per la straordinaria bellezza del paesaggio.

L’itinerario paesaggistico: Cortina – passo Giau

Il passo Giau, il più elevato dell’area di Cortina d’Ampezzo, costituisce un’alternativa al passo Falzarego per raggiungere l’agordino. I suoi tornanti particolarmente ripidi regalano emozioni forti. Dal centro della cittadina, superato il fiume Boite si segue la statale 48 delle Dolomiti in direzione del passo Falzarego. La strada per i due passi è comune fino alla località di Pocol, dove si devia a sinistra per il passo Giau.
Un primo tratto pianeggiante, se non addirittura in leggera discesa, non lascia certo presagire l’asprezza e la durezza del tracciato. La salita vera comincia dopo un pascolo incantevole; la pendenza media dell’8,3% si sente soprattutto nella parte centrale e finale. Il paesaggio si colora del verde degli abeti, del blu del cielo e del grigio sfumato al rosa delle crode; lungo la corsa spuntano i resti della muraglia costruita nel 1753 dagli abitanti di San Vito di Cadore, obbligati dalla Commissione Internazionale Austriaco-Veneta a segnare i propri confini e il proprio dominio sul passo Giau. Più in alto, invece, sono visibili i resti delle vecchie miniere di piombo accanto al tracciato della vecchia strada. Potrete scorgere marmotte, volpi e caprioli. Poi la meta: dai 2236 metri del passo non si può non restare incantati dal panorama. La vista corre a perdita d’occhio sulle cime dei vicini monti Nuvolau, Lastoni del Formin, Cernera, sulla Croda da Lago e sulle Tofane; più lontano entrano in campo il Cristallo, il Sorapiss, la Marmolada e il gruppo del Sella. La strada ai vostri piedi è un serpente attorcigliato sull’ampio catino erboso: i tornanti in discesa sono lì che aspettano!

Scheda tecnica

Partenza: Cortina
Arrivo: Cortina
Lunghezza: Cortina-Passo Tre Croci: 9 km. Cortina-Passo Falzarego: 20 km circa. Cortina-Passo Giau: 20 km circa.

Informazioni per visitare Cortina d’Ampezzo

Cortina Turismo
www.dolomiti.org

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