Weekend tra Castell’Arquato e Vigoleno

di Redazione
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Un weekend e due borghi per fuggire in un mondo medievale, tra possenti torri e leggende lontane. Dove? A Castell’Arquato e Vigoleno tra i colli piacentini: natura, storia e atmosfere cariche di mistero…

Superato il Po, la via Emilia piega verso la Romagna e il mare, attraversando le città dell’Emilia; non più solo geometrici campi coltivati ma finalmente curve e colline. Deviando verso l’appennino troverete anche cavalli e cavalieri, dame e signori, battaglie e magia; per scappare dal caos e vivere un weekend di relax passeggiando per i borghi di Castell’Arquato e Vigoleno.

Atmosfere medievali per un weekend tra Castell’Arquato e Vigoleno

Situato strategicamente sulle prime colline della val d’Arda, Castell’Arquato conserva tutti i tratti caratteristici dell’antico centro medievale. Il suo nucleo storico sorge sulla riva sinistra del torrente Arda, arroccato su un colle, a metà strada tra Piacenza e Parma. Il borgo disegna uno scenario da fiaba, dove le torri sfiorano il cielo, il fossato racconta di antiche battaglie e i mattoni dipingono uno tra i borghi più belli d’Italia. Nel guardare la rocca viscontea, si pensa subito a quanti passi, quante mani, quante vite ne hanno attraversato le stanze, toccato i mattoni, brandito le armi o conquistato le dame, nei suoi oltre seicento anni di storia. Da ogni stradina o bottega potrebbero sbucare prodi cavalieri avvolti nei loro costumi. Ed è quello che deve aver pensato il regista Richard Donner quando decise, nel 1985, di ambientare proprio tra le pietre di Castell’Arquato alcune scene del celebre film “Lady Hawke“. Che vogliate ripercorrere le orme dei due innamorati tra le case del borgo o vi accontentiate di respirare un pò di “bello”, questo è il posto giusto.

Primo giorno: cosa vedere a Castell’Arquato

Arrivando nel borgo dimenticate l’auto e perdetevi un po’ tra le strette viuzze acciottolate; incontrerete botteghe, negozietti e ottimi locali per un caffè o per assaggiare i prodotti tipici. Tra le case non faticherete a riconoscere l’elegante palazzo del Duca affiancato dall’originale quanto misterioso (per via delle sue incerte origini), torrione Farnese con la pianta quadrata e la ripida scala a chiocciola che collega gli ambienti. Al termine della strada girate a sinistra e sarete in vista di palazzo Stradivari; camminate in salita fino a passare sotto il suo arco per accedere alla parte alta del borgo. Comunque vada, un giro vi porterà di sicuro nella centrale piazza del Municipio dove sono sopravvissuti al tempo tutti i simboli del potere temporale accanto a quello religioso.
Iniziate dalla rocca Viscontea; il registrum magnum di Piacenza indica il 1343 come anno di inizio della costruzione del maniero, per volere di Luchino Visconti e ci vollero sette anni per completare l’opera. Potrete ammirare la struttura perimetrale esterna con le quattro torri difensive, delle quali è ancora integra solo quella orientale; la più alta serviva da strategico punto di avvistamento, per tenere sotto controllo l’intero territorio. Vi accederete attraversando un ponte, un tempo levatoio, che valica il fossato alla base del grande mastio che ospita locali sovrapposti, messi in comunicazione da una scala che conduce alla sommità dalla quale si domina, oggi come seicento anni fa, il paesaggio a 360 gradi. La salita al dongione permette di gustare non solo un’impareggiabile vista, ma di visitare anche il museo allestito nelle sale. L’edificio, tutto in cotto, comprende due corpi collegati tra loro, una cinta inferiore, più ampia e una minore costruita più in alto.
Di nuovo in piazza, entrate nella collegiata di Santa Maria Assunta in cui godere della semplicità del romanico che ne distingue le forme dal 1122 quando fu terminata dopo una precedente distruzione a causa di un terremoto. Da vedere sono gli affreschi del XV secolo della cappella di Santa Caterina d’Alessandria e l’intimo chiostro con il pozzo. Se vi va di approfondire, troverete anche un museo con arredi e paramenti sacri, dipinti e sculture. La piazza è completata dalle abitazioni e dall’affascinante profilo merlato del palazzo del Podestà che chiude il lato settentrionale. Risale al 1292 il corpo principale a cui si aggiunse nel ‘400 la loggia con i suoi archi acuti e alcune parti della scala esterna; sulla facciata in cotto spicca lo stemma cittadino e il grande orologio sulla torre. Per finire il giro sedetevi nei giardini a lato della rocca e godetevi la brezza della vallata o scendete verso il parcheggio dove incontrerete di certo qualche buona occasione per una pausa di gusto.

Secondo giorno: al borgo di Vigoleno

Se Castell’Arquato è forse il borgo fortificato più noto del piacentino, il castello di Vigoleno, tra Salsomaggiore Terme e Lugagnano val d’Arda, è certamente tra i meglio conservati e conserva un sistema difensivo integro. La sua posizione dominante permette di godere di un panorama suggestivo e aperto sul parco regionale dello Stirone con la serpentina azzurra del torrente che scendendo dalle dolci colline, scorre verso Fidenza.
Le mura non racchiudono solamente il castello e il piccolo borgo, ma anche tutto il fascino di quel Medioevo che i vostri figli evocheranno attraversando l’arco d’ingresso tra urla e spade (speriamo di legno) pronte alla conquista.
Il castello fu costruito nel X secolo con scopi difensivi; e solo successivamente venne riadattato a dimora di campagna dalla nobiltà padana, passando di proprietà tra le famiglie più importanti dell’epoca dopo che gli Scotti ne ebbero possesso per quasi 600 anni. La caratteristica di elegante ambiente ricreativo rimase costante nonostante il passare dei secoli, e nei primi decenni del Novecento, la duchessa Maria Ruspali Grammont Hugo, moglie di seconde nozze di Jean Hugo, figlio del celebre romanziere, acquistò il castello trasformandolo in punto di riferimento artistico e culturale. Tra le stanze del castello passarono il pittore Max Ernst, la scrittrice Elsa Maxwell, il poeta Gabriele d’Annunzio, il pianista Arthur Rubinstein e molti, molti altri…
All’interno della cinta muraria con gli edifici che si fronteggiano, sarete subito nella piazzetta che si distingue per il contorno scenografico e la cinquecentesca fontana che regala suono e magia allo spazio. Il mastio che la sovrasta, un tempo baluardo difensivo principale, oggi rappresenta l’attrattiva maggiore dell’intero complesso e potrete ammirare i suoi quattro piani con una visita tra torri e camminamenti di guardia. L’attuale gestione permette anche di organizzare eventi o di soggiornarvi se deciderete di regalarvi una notte da Signori. Dopo una strettoia tra le case, in prossimità delle mura orientali, si incontra la romanica pieve di San Giorgio del XII secolo, assolutamente da non perdere. Stanchi o meno, non ve ne andate senza aver assaggiato i salumi della zona, magari accompagnati da un buon vino della val d’Arda. Se avete ancora tempo ed energie, scendete verso il parco dello Stirone per una passeggiata a contatto con la natura.

Per chi viaggia in camper

Castell’Arquato
c/o Podere Palazzo Illica
Via Canale 5 San Lorenzo
Tel. 0523.80.39.65
www.podereillica.com
Servizi: acqua, pozzetto scarico, elettricità. Area a pagamento

Vigoleno
Area sosta comunale c/o Parcheggio Rio delle Noci
Servizi: acqua, pozzetto scarico, elettricità. Area gratuita

 

Informazioni per il vostro weekend tra Castell’Arquato e Vigoleno

IAT Castell’Arquato e Val d’Arda
www.castellarquatoturismo.it

Vigoleno – Comune di Vernasca
visitvigoleno.it

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