3 luoghi curiosi per un giorno nella natura

di Redazione
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Cumuli di ciottoli, cavalli bradi, fenicotteri e una sorgente dal colore incredibile. Giusto 3 idee fuori dai luoghi comuni per trascorrere una giornata immersi nella natura.

La riserva della Bessa: l’oro dei romani

Riserva della bessa 01

La riserva della Bessa è un posto curioso. Un paesaggio a tratti lunare figlio di una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto dell’antichità. Un posto in cui passeggiare tra montagne di ciottoli o scoprirsi cercatori d’oro per un giorno. Non pensate a un’oasi verde: non è forse il Klondike di Paperon de Paperoni ma certo, alcuni scorci, sono del tutto inaspettati.
Tra Biella e Ivrea c’è un “angolo di natura” di circa 8 km quadrati in cui camminare su sentieri e tra grandi cumuli di ciottoli; si tratta delle pietre di scarto della ricerca dell’oro, piccole “colline” che raggiungono però anche i 10 metri di altezza e larghezze variabili da pochi metri fino a centinaia. Non solo. Nella riserva si è sviluppata una flora rara e la natura offre riparo a molte specie animali; se vi fermerete fino a tardi, i richiami che vi faranno compagnia, saranno quelli di Allocchi e Barbagianni. Partite dal centro visite a Zubiena, raccogliete le informazioni per una buona escursione e scegliete se scoprire la riserva della Bessa con una visita guidata oppure lungo 3 piste ciclabili, piuttosto che con un trekking, a cavallo o in MTB seguendo uno dei 5 sentieri presenti. Se cercate qualcosa di unico, a Victimula, il villaggio dei cercatori d’oro, c’è l’arena che ha ospitato i Campionati Mondiali dei Cercatori d’Oro; fate un giro al museo, partite per un’escursione archeologica o diventate cercatori d’oro sul torrente Elvo. Chi cerca trova, si sa mai…
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La natura selvaggia dell’oasi di Boscoforte

La natura selvaggia di boscoforte 02

Immaginate di esplorare una lingua di terra che si protende esile nel blu delle valli di Comacchio; immaginate di lasciarvi avvolgere dai mille richiami degli uccelli e cullare dal vento che agita le criniere dei cavalli bradi. L’oasi di Boscoforte è speciale! Lo capirete arrivando: superate le case di Sant’Alberto infatti, sarà un piccolo traghetto a fune a portarvi con aria nostalgica e nessuna fretta, oltre il corso del fiume Reno. È lì che, oltre l’argine, inizia lo sterrato solitario e assolato che costeggia le valli fino al cancello sui cui campeggia la scritta Bosco Forte; oltrepassarlo sarà come superare l’ingresso di Jurassic Park.
Giusto a metà strada tra le province di Ferrara e Ravenna, a un passo dal mare Adriatico, vi aspetta un angolo piuttosto riservato del parco del Delta del Po, una lingua che si allunga sottile per circa 6 km in un ambiente ricco di biodiversità per la presenza di acqua dolce e salmastra. Vi aspettano 40 specie che hanno scelto di abitare questa penisola segreta perciò, binocolo obbligatorio e macchina fotografica da non dimenticare! La visita può essere fatta solo accompagnati dalle guide ambientali che sapranno raccontarvi i diversi ambienti e gli animali che la popolano: in silenzio potrete passeggiare e appostarvi per ammirare i tanti uccelli ma anche gli splendidi cavalli bianchi Delta/Camargue che vivono nella riserva allo stato brado o, se deciderete per un giro in primavera o in autunno, avvistare la grande colonia di fenicotteri rosa.
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Alle sorgenti sulfuree del Lavino

Alle sorgenti sulfuree del lavino 04

Le sorgenti del Lavino si trovano all’interno di un parco in cui l’acqua di colore azzurrissimo nasce da risorgive nel bosco; vi sorprenderà vederla sgorgare da piccole polle del terreno dando vita a ruscelli e laghetti che confluiscono in un unico corso d’acqua. Vi sorprenderà anche l’odore di zolfo che resta un piccolo prezzo da pagare per tanta bellezza…
Troverete un’area attrezzata con strutture e giochi per i più piccoli e con tavoli e panche per un pic-nic all’aperto; poco distante vi aspetta il primo laghetto e l’inizio del percorso che vi porterà alle sorgenti o al mulino. Si tratta di una passeggiata in piano su un sentiero nel bosco, davvero alla portata di tutti, gradevole anche in estate. Senza calcolare soste, si cammina 30/40 minuti. Boschi di pioppi, salici e sambuco coprono i quasi 40 ettari del parco alternandosi a zone di ginestre, biancospini e piante palustri che sono la casa di alcune specie di animali come il martin pescatore, le ballerine gialle, le gallinelle d’acqua e tanti piccoli uccelli che sbucano nel verde come i ricci e qualche guardinga volpe. Il parco raccoglie anche testimonianze del lavoro dell’uomo che nel corso dei secoli ha impiegato l’acqua del fiume per scopi diversi, alimentando una centrale o costruendo canali e barriere per irrigare i campi; l’impiego più affascinante lo vedrete arrivando al seicentesco mulino Farnese, che ci auguriamo possa tornare presto visitabile.
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