Weekend in camper nelle Langhe

di Tiziana Crimella
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Le Langhe sono un territorio da esplorare adagio in camper, rincorrendo le geometrie perfette dei filari d’uva, con soste nei piccoli borghi, nei castelli e nelle cantine. Scoprirete in fretta come mai questo territorio è diventato patrimonio UNESCO.

I colli delle Langhe, sono un un rincorrersi di ondulazioni verdissime che si inseguono a perdita d’occhio in una geometria regolare, interrotti qua e là da piccoli borghi spesso raccolti attorno a una torre o a un castello.

Perdersi tra le Langhe

Difficile tracciare un percorso, o meglio, difficile sarà poi mantenerlo. Le colline, le stradine che tagliano i filari, i borghi sui crinali, i castelli, le insegne delle strade del Vino o le aziende agricole che invitano a degustazioni e acquisti, saranno un richiamo irresistibile per compiere deviazioni e soste fuori dalla tabella di marcia. Se non viaggiate con un mezzo di grandi dimensioni, infilate senza indugio le strade laterali e godetevi il giro in libertà, seguendo l’istinto. C’è una torre quasi in ogni luogo e ci sono i vini, le enoteche, i laboratori gastronomici. Insomma, c’è da vedere, da bere e, ovviamente, da acquistare! Noi vi suggeriamo un percorso fatto davvero di tanti piccoli “assaggi”, voi sceglierete quanti ne vorrete fare…

Alba, partenza certa!

Il giro non può che partire da quella che ne è considerata la capitale: Alba. Città antica, città del tartufo oltre che del vino, centro vivo dal punto di vista culturale ma anche città delle torri in cui, un tempo, se ne contavano cento). Prendetevi dunque il tempo per passeggiare almeno lungo via Vittorio Emanuele, per gli albesi la Via Maestra, e via Cavour, tra bei palazzi e architetture dove, naso all’insù, vi sorprenderete di trovare impronte Liberty e fregi rinascimentali. Stupendo quello di casa Fontana, sulla Via Maestra, le cui formelle riproducono musicanti, dame e cavalieri danzanti, circondati da ghirlande di fiori.

Immersi nelle ondulazioni

Volendo dare un ordine al viaggio, lasciata Alba, puntate verso Grinzane Cavour da cui vi separano 10 km e poco più di un quarto d’ora di strada. Respirate la sua storia con una visita all’imponente castello trecentesco (ampliato poi nel Seicento), che nasconde un magnifico salone delle Maschere: qui soggiornò il conte Camillo Benso dal 1832 al 1849.
Giusto il tempo di accendere il motore e, dopo 8 km scarsi, sarete a Barolo un nome che da solo è già una garanzia! Nome di origine celtica, “bas reul”, indica la posizione dell’abitato, in mezzo a una conca, con le case a circondare il castello Falletti, nelle cui sale sono ospitati anche il museo del Vino e la biblioteca storica riordinata da Silvio Pellico. Sempre qui, non perdete una insolita, quanto curiosa, puntata al museo dei Cavatappi, in piazza Castello.
In un mare di vigne e campi coltivati, godetevi i 17 km di curve e saliscendi della SP57 che vi accompagna fino a Pedaggera dove deviare a destra sulla SP32 coprendo 11 km fino a Bossolasco, uno dei comuni più alti della Langa, affacciato sulla valle del Belbo. La sua storia è segnata dalle liti tra le famiglie dei marchesi del Monferrato e dei marchesi del Carretto. A imperituro ricordo delle signorie, resta il seicentesco castello del Balestrino, edificato utilizzando pietre e ruderi del trecentesco, castello dei Del Carretto, lasciato cadere in rovina dopo la conquista, nel 1431, da parte dei Visconti. Segni dei marchesi del Carretto sono presenti anche nell’architettura maestosa del castello di Saliceto, vicinissimo al confine con la Liguria, lungo la Via del Sale. La visita guidata al castello comprende anche quella al borgo medievale e ad alcune chiese antiche riccamente affrescate. Ancora nel territorio di produzione della patata dell’alta valle Belbo, come indicato dai cartelli a bordo strada, scendete con qualche tornante lungo la SP162 e al bivio tenete la sinistra per la SP339 prima del torrente. Dopo un tratto nel bosco la strada alterna bosco a coltivazioni coprendo i 9 km che vi separano dal paesino di Feisoglio, che ogni anno dedica alla nocciola una festosa sagra. Seguendo per Cravanzana imboccate la SP 31 che si allunga sul crinale e, piegando a destra, arriva a Cortemilia (18 km) se avete letto Cesare Pavese, ecco, vi sembrerà di essere nelle pagine dei suoi romanzi. Non perdetevi qui una passeggiata nella capitale della nocciola, spaccata in due dal corso della Bormida: da una parte il borgo di San Pantaleo, dall’altra quello di San Nicola. Nell’ex palazzo della Pretura è ospitato il centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dei Terrazzamenti: alle spalle del borgo, il paesaggio terrazzato è un’opera monumentale che accoglie 6 itinerari che si snodano nella storia e nelle tradizioni della comunità locale. Cortemilia con la sua tranquilla area sosta è anche il posto perfetto per fermarsi a dormire.

Verso il Bormida e ritorno

Prossima tappa è Roccaverano, il comune più alto, quasi 800 metri, che si individua spesso durante il girovagare tra le colline per la sua torre, un tempo parte del castello. Nella piazzetta del borgo c’è una graziosa chiesa costruita all’inizio del 1500 su disegno del Bramante mentre poco fuori, svetta isolata, la torre di Vengore. Potrete raggiungerla sulla SP24 percorrendo ca 15 km oppure scegliere una via più tortuosa per una deviazione verso il parco regionale di Piana Crixia oltre il confine ligure; in questo caso da Cortemilia seguite la SP429 deviando poi sulla SP9 che con mezz’ora abbondante di curve vi porterà nel paesaggio dei calanchi dove sgranchirvi le gambe con la passeggiata fino al Fungo di Piana Crixia o lungo uno degli itinerari segnalati.
Da Roccaverano, seguendo il corso del torrente Tatorba sulla SP56, arriverete a Monastero Bormida (13 km), dove la sorpresa sta nel fatto di trovare il castello in basso (perché un tempo era un monastero), a un passo dalla Bormida di Millesimo, appena oltre il ponte medievale costruito dai monaci benedettini nel XIII secolo. Da vedere c’è anche la vicina torre campanaria collegata al corpo del castello con un arco a tutto sesto.
Se non volete uscire dalla lentezza e dall’unicità di questi paesaggi, prendete verso Bistagno ma svoltate subito a sinistra per Rocchetta Palafea prima di chiudere il giro con un salto a Mango, per passeggiare lungo un itinerario fenogliano e scorgere i molti luoghi del paese citati nei romanzi di Fenoglio. Infine, allungato su un crinale affacciato sul Tanaro, incontrerete Barbaresco già visibile per la millenaria torre del Bricco: a pianta quadrata, alta 36 metri, è visitabile e regala un panorama di colli a perdita d’occhio.

Il vino e le cantine

Barbaresco, Barolo, Nebbiolo e Moscato; i Dolcetti d’Alba, di Diano d’Alba e di Dogliani; infine i Barbera d’Asti e d’Alba. Sono solo i più famosi tra i rossi che distinguono la produzione vinicola delle Langhe. Cercateli! E perdetevi tra centinaia di pregiate etichette locali. Ascoltate la storia dei vini, che racconta gente e passione da portare a casa in una bottiglia. Ecco alcune indicazioni.
L’enoteca regionale di Barbaresco è nella suggestiva ex Confraternita di San Donato. Si va in castello, invece, per l’enoteca di Barolo, tra le mura del castello Falletti e per l’enoteca regionale Cavour, a Grinzane Cavour. Nel castello di Mango c’è l’enoteca regionale del Moscato di Mango che promuove tre tipicità: il moscato, la nocciola, l’olivo. In un edificio storico, a Diano d’Alba, c’è la cantina Comunale come a La Morra, nelle cantine settecentesche del palazzo dei Marchesi del Barolo, sede della Compagnia dei Vignaioli di La Morra, 73 produttori di Barolo, Nebbiolo, Dolcetto e Barbera. E non sono mica tutte qui!

Soste di gusto

Il tartufo bianco di Alba non ha bisogno di presentazioni; è protagonista di una fiera internazionale tutti gli anni in autunno. Assaggiate poi la varietà di nocciola Tonda Gentile delle Langhe, che troverete in tutte le pasticcerie artigianali sparse nei borghi (provate a Cortemilia!). Squisite sono tutte le robiole delle Langhe e, in particolare, la robiola di Roccaverano Dop, un formaggio a pasta molle, senza crosta, prodotto con almeno il 50% di latte di capra. Cercate gli agnolotti del Plin (il plin è il “pizzicotto” che serve a chiuderli) e ingegnatevi a scoprire la differenza tra questi e l’agnolotto torinese. Assaggiate le salse, o “bagne” tra cui, con moderazione, quella “d’infern”, a base di peperoncino; e mettete in borsa i salumi langaroli, dopo aver assaggiato la salsiccia cruda di Bra, rigorosamente annaffiata da Barbera o Dolcetto.

Scheda tecnica

Partenza: Alba
Arrivo: Barbaresco
Lunghezza: 133 km (senza deviazione al parco regionale di Piana Crixia che allunga di ca 30 km);
Durata: 3 giorni
Tappe: Alba, Grinzane Cavour, Barolo, Bossolasco, Cortemilia, Roccaverano, Monastero Bormida, Rocchetta Palafea, Mango, Barbaresco.

 

Per chi viaggia in camper nelle Langhe

Grinzane Cavour
Camper Service
Piazza Ugo Genta a 50 mt. dal castello
Servizi; acqua, pozzetto scarico (anche nautico)

Cortemilia
Area camper San Rocco
Strada San Rocco
Tel. 0173.81.027
www.comune.cortemilia.cn.it
Servizi: acqua, pozzetto scarico, illuminazione. Apertura annuale, ammessi animali domestici.

Roccaverano
Area sosta, c/o impianti sportivi
Servizi: acqua, pozzetto scarico, elettricità

Barbaresco
Camper Service
Strada Giro del Mondo, nel piccolo parcheggio comunale
Servizi: acqua, pozzetto scarico, illuminazione.

 

Informazioni per visitare le Langhe

Turismo in Langa
www.turismoinlanga.it

Ente turismo Langhe Monferrato e Roero
www.langheroero.it

 

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