Nel parco dei Cento Laghi

di Redazione
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Dal lago Santo parmense a Prato Spilla alla scoperta del parco dei Cento Laghi lungo la seconda tappa dell’Alta Via dei Parchi: un unico lungo percorso nella natura che collega otto aree protette dell’Emilia-Romagna.

Il parco dei Cento Laghi è solo una delle tappe di un itinerario ben più lungo da fare a piedi immersi nella natura dell’Emilia Romagna: l’Alta Via dei Parchi. Ecco qualche info per saperne di più e per assaggiarne un tratto.

L’Alta Via dei Parchi

Natura allo stato puro, alla portata di tutti. 8 parchi, 27 tappe e oltre 500 km di panorami attraverso i territori verdi delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini correndo lungo il crinale appenninico dal Passo della Cisa a La Verna, e fino a Carpegna, nel marchigiano.
Questi sono i numeri dell’Alta Via dei Parchi che ha permesso il miglioramento della rete sentieristica esistente, il rifacimento di una segnaletica coordinata e la creazione di una guida e di una cartografia escursionistica per fruire del percorso e dell’intero territorio. Lungo il tracciato, i centri visita e le strutture ricettive sono tappe da raggiungere ma anche luoghi dove consultare o acquistare materiale informativo e, naturalmente, riposarsi e gustare i sapori tipici.

La seconda tappa: nel parco dei Cento Laghi

Di questo lungo e affascinante percorso abbiamo scelto e “provato” per voi la seconda tappa, quella che dal lago Santo parmense raggiunge Prato Spilla percorrendo il “crinale dei laghi”; itinerario quasi interamente compreso nel parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e per un breve tratto anche nel parco regionale delle Valli del Cedra e del Parma.
La partenza è dal rifugio Lagdei, a 1.250 metri di altitudine, che si raggiunge in auto (e perfino in camper) se non vi spaventa il breve pezzetto di strada sterrata che conduce al parcheggio circondato da boschi di faggi e conifere. Il profumo intenso apre e prepara i polmoni a boccate d’aria pura; vi aspettano circa otto ore di camminata tra creste e laghi in un territorio che ha conservato le tracce delle ultime glaciazioni. Il sentiero (723a) parte dalla piana di Lagdei e si porta sul versante orografico destro prima tra gli alberi, quindi tagliando in costa la dorsale con un tratto lastricato che porta nella faggeta e fino al lago Santo in corrispondenza del suo emissario. Avrete così coperto i primi 300 metri di dislivello in poco meno di 1 ora; da qui piegate verso destra fino al rifugio Mariotti, a pochi minuti. La struttura – di cui vi consigliamo di assaggiarne la cucina – è raggiunta anche da una seggiovia che, suggeriamo solo ai più svogliati o a chi non potesse affrontare una salita (verificare sempre l’apertura degli impianti). Dopo una breve sosta ripartite camminando in piano lungo le rive dello specchio d’acqua e proseguite lungo il sentiero 723 che, in decisa salita, abbandona la macchia a favore dei prati d’alta quota fino a raggiungere il crinale tra il monte Marmagna e il monte Aquilotto in circa 45 minuti dal lago.
Giunti sulla cresta il tracciato richiede qualche attenzione in più anche se la dorsale resta piuttosto comoda e ampia senza presentare difficoltà. Il panorama intorno è spettacolare e sarete esattamente sul confine tra Emilia-Romagna e Toscana, lungo un balcone naturale: con lo sguardo verso il Tirreno potrete spaziare dal golfo di La Spezia al vicino versante che precipita ripido sui boschi di Lunigiana e Garfagnana mentre sul lato emiliano i costoni digradano più dolcemente. Il sentiero prosegue sempre ben segnalato con paline in corrispondenza di bivi e passi; lungo il tracciato alla vostra sinistra, ammirerete (senza raggiungerli, a meno di deviazioni) numerosi laghetti e torbiere, interessanti per le specie botaniche che ospitano. Dopo aver superato la conca del lago Pradaccio e gli specchi dei Lagoni abbandonate la val Parma per raggiungere a quota 1.796 metri il monte Brusa sullo spartiacque. Entrando nelle Valli del Cedra, procedete lungo il monte Sillara, la cima più alta dell’Appenino parmense (1.859 m), e il monte Losanna, con i mirtilli che scendono fino ad abbracciare i laghi di Sillara. Poi di nuovo un passo, quello di Compione che apre lo sguardo sulla valletta successiva che nasconde i laghetti omonimi poco più in basso. Salite ora al monte Bregalata oltre il quale la cresta “spiana” leggermente fino a raggiungere il passo del Giovarello che guarda già all’appennino reggiano e da cui, per noi, inizia la discesa.
Giunti al bivio dopo circa 4 ore di cresta e 6 totali, si incrocia il sentiero 705 che porta a Prato Spilla; noi però vi consigliamo il 707 che allunga il percorso ma offre ancora parecchie sorprese. La prima è appena a valle del passo con il piccolissimo lago Martini, profondo poco più di un metro e circondato da brughiera di mirtilli e basso ginepro. Da qui arrivate fino al prossimo bivio dove tenete la sinistra verso il bivacco Cagnin, una delle strutture autogestite che fungono da riparo in quota. Continuando a scendere tra i prati perdete quota fino alle sponde del lago Verde la cui conca è un ottimo riparo nelle giornate ventose. Il sentiero torna definitivamente all’ombra del bosco in sensibile discesa fino all’area sosta del lago Ballano e alla sua diga, costruita nei primi del ‘900 e raggiungibile in estate dalla strada che sale da Trefiumi. Da questo punto una rilassante passeggiata in falsopiano nel bosco di faggi vi porterà fino a Prato Spilla. Per la gioia dei più piccoli e non solo, poco prima dell’arrivo si incontra il “Parco 100 avventure” un’area attrezzata con alcuni itinerari tra gli alberi. Non resta che entrare in rifugio e gustare la tavola emiliana per non perdersi davvero niente di questo territorio

Scheda tecnica

Partenza: Lago Santo parmense (1508 m)
Arrivo: Prato Spilla (1350 m)
Dislivello: +1480 m / -1640 m
Lunghezza: 15,1 km
Difficoltà‘: escursionistica
Tempo: 8 ore e mezza

 

Informazioni per visitare il parco dei Cento Laghi

Appennino e Verde Emilia Romagna
www.appenninoeverde.it

Rifugio Lagdei
www.rifugiolagdei.it

Rifugio Mariotti
www.rifugiomariotti.it

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