Dall’alto della Torre

di Redazione
Lombardia
|
Città d'arte
|
Pianura
|
Il cuore antico di una cittadina di pianura e la sua torre più alta che racconta laghi, splendide piazze, portici e un’infinità di storie. Aspettando anche la vostra…

I sassi della piazza erano lucidi di pioggia. Quella sottile e impalpabile che disegna minuscoli fili piuttosto che vere e proprie gocce. Quella della pianura, che avvolge silenziosa ogni cosa e disegna all’orizzonte un trasparente velo grigio che si appoggia in lontananza sui laghi, dello stesso colore.

All’angolo del Duomo fece la sua comparsa un grande ombrello bianco. Si spinse piano verso il centro di quello spazio deserto proteggendo risate leggere e l’avanzare di tacchi sul selciato. Poi improvvisamente si chiuse, lasciando allo scoperto due teste strette in un abbraccio.
Nera quella di lei, con i capelli appoggiati sulle spalle in un intreccio di mille boccoli meravigliosamente disordinati, grigia quella di lui, quasi il prolungamento di una barba curata che sale dopo aver vestito il mento con un appuntito pizzetto sale e pepe.

Si guardarono attorno forse sorpresi dalla bellezza delle merlature sui palazzi o forse incerti, alla ricerca di altri sguardi, gesti o persone. L’ombrello si riaprì e, anche se non posso giurarlo, mi sembrò di vederli rifugiarsi in un bacio lento. Lo riposero poi sul braccio di lui che sembrava ora più inquieto, e camminarono verso di me alzando gli occhi ben presto respinti dalla pioggia.
Gli prese la mano di sorpresa e accennò due volteggi che fecero danzare la gonna corta e i suoi occhi verdi. Poi lo fissò e gli sorrise mettendo a nudo due meravigliose fossette che decoravano gli angoli della bocca. Lui ne pizzicò una e fece un cenno col capo.
-Prediamo qualcosa, ti va?
Si strinsero la mano in un’ansia di dita che sembravano non desiderare altro che incrociarsi, e presero a camminare più svelti. Sparirono per qualche attimo protetti dal Voltone di San Pietro e s’infilarono sotto ai portici.

Il cielo sembrò allora concedere una breve tregua lasciando filtrare qualche bagliore tra le nuvole scure. Ne approfittarono per sedersi a riempire lo spazio di un tavolino appartato mentre la luce riverberava le tonalità calde rubate ai mattoni degli edifici tutt’intorno. Dopo aver scandito il tempo con un rintocco dei calici, lei appoggiò il braccio sulla tovaglia cercando la mano di lui che si ritrasse goffa indicando la torre dell’orologio sul lato opposto della piazza.
-Finalmente siamo noi…
Disse lei riempiendo la pausa con un sorriso.
-Si
Balbettò lui alzando gli occhiali sulla testa.
-Beh, cosa te ne pare? Raccontami!
Lo incalzò lei entusiasta.
-Ci vorrà tempo…
Iniziò. Ma fu distratto da un movimento alla sua sinistra; si girò e la vide sbucare rapida dalla sagoma della Rotonda.
-Ho già pagato.
Aggiunse allora senza voce. Poi scostò di scatto la sedia con una spinta delle gambe e si alzò.

Qualche metro più in là lo vidi preso sottobraccio da una signora poco slanciata, con una chioma increspata color camomilla che non bastava a nascondere i segni dell’insistente ricrescita. Lo vidi adeguarsi al ritmo rigido della sua camminata, e ripiombare nella sua vita.

Da quassù scorgo mille storie nell’incessante andirivieni di teste. Osservo e a volte racconto. Privilegio e mistero dei mille e più anni da cui resisto al tempo e dei cinquanta e più metri che mi slanciano da terra.
Ma non fidatevi troppo; presto potrete salire e guardare con i vostri occhi…

Già, ma dove potrete salire e cosa guardare? Scopritelo a questo link 

Cerca altre METE

Scopri le nostre proposte per il weekend in tutta Italia

Cerca altre IDEE

Al mare, in montagna, turismo attivo, di fede, in camper e molto altro ancora

Potrebbe interessarti anche

idee per il tuo weekend?

Lasciaci la tua e-mail
Ogni settimana riceverai le nostre proposte