Azzurro, verde e rosso saranno i colori per una “due giorni Svizzera” a spasso nella natura del Canton Ticino; tra boschi e prati fioriti verso i laghetti in quota, o avvolti dal fascino senza tempo dei castelli di Bellinzona.

Primo giorno: Bellinzona e i suoi castelli

Per iniziare in totale relax concedetevi una passeggiata nel cuore della vivace Bellinzona, di cui non perdere assolutamente i castelli che, dal 2000, sono patrimonio UNESCO. Raggiunta piazza del Sole, superate le mura che ancora proteggono i piedi della fortezza di Castelgrande e lasciatevi inghiottire dal tunnel scavato nella roccia; è qui che troverete l’inaspettato ascensore che vi accompagnerà in un viaggio nel tempo verso la spianata erbosa del cortile. Davanti a voi si stagliano imponenti la torre Bianca e la Nera che, sfiorando i 30 metri di altezza, osservano dall’alto gli edifici che chiudono il perimetro di questo “prato magico” ospitando un museo e un ristorante. Volgendo lo sguardo potrete ammirare gli altri due manieri che componevano il grande sistema difensivo costruito in questo territorio così strategico: il castello di Montebello e la fortezza di Sasso Corbaro, raggiungibili, se vorrete, con una passeggiata ad anello di circa un’ora e mezza. Pochi passi vi porteranno invece sulle mura merlate che si fanno largo tra i vigneti e di fronte al panorama che si apre sulla città. Stretti e suggestivi viottoli in discesa vi faranno poi da guida per scendere in una manciata di minuti al palazzo comunale in piazza Nosetto, dove curiosare nella bella corte, e alla severa Collegiata, prima di chiudere il cerchio con qualche sosta tra i tavolini dei bar e le luccicanti vetrine dei negozi.

Secondo giorno: i laghi di Ritom e Cadagno

Senza fretta e senza fatica. A poca distanza da Bellinzona, raggiungete la piccola Ambrì dove ha inizio l’itinerario del secondo giorno. Affidatevi al fascino della funicolare per guadagnare tutti d’un fiato i primi 800 metri di dislivello; il vagone rosso aggrappato alla sua cremagliera si arrampica senza battere ciglio con tratti di pendenza che sfiorano il 90% fino ai 1.794 metri della stazione di Piora dove vi aspettano aria fina e una bella passeggiata.
Imboccata la strada asfaltata seguitela in leggera salita fino alla diga (1.851 m) dove si spalanca il panorama dominato dalle acque turchesi del lago Ritom e dalla piramide del monte Motta. Camminate sullo sbarramento al termine del quale inizia il sentiero didattico che serpeggia tranquillo nel bosco lungo la riva sud. All’ombra di larici e cembri con qualche sosta vista lago, arriverete quasi al termine del bacino; tenete la destra per salire al vicino valico per qualche scatto panoramico sull’invaso che da qui si mostra in tutta la sua lunghezza. Vi serviranno poi solo pochi minuti per scendere al ponticello in pietra che supera il torrente Murinascia Grande e raggiungere l’alpe di Piora (1.964 m) proprio sull’orlo del lago Cadagno. Poche baite che nascondono tanti segreti.
Il primo si svela spalancando l’antica porta di quelle che un tempo erano le stalle dell’alpeggio: vi basterà un passo per sentirvi avvolti dal profumo dei prosciutti di Piora; un crudo che diventa pregiato grazie ai 16 mesi di stagionatura in questi locali ventilati dall’aria meravigliosa di questa vallata che lo culla con i profumi delle sue fioriture.
Il secondo segreto vi aspetta scendendo i pochi gradini che portano nel cuore della casera, tecnologica negli strumenti quanto romantica nel locale di stagionatura dove le forme tonde del Piora riposano a temperatura e umidità controllate e vi aspettano per una degustazione e qualche buon acquisto.
Il terzo segreto, forse il più segreto, sta nelle altre due baite che accolgono il Centro di Biologia Alpina dove potrete conoscere le tante particolarità di questa ambiente in cui “convivono” Dolomia e Granito che contribuiscono anche ai segreti del lago Cadagno le cui acque formano due strati sovrapposti che non si mescolano mai. Un centro di grande importanza che promuove la ricerca scientifica e l’insegnamento universitario, fortemente voluto dal professor Peduzzi; se ne avrete la fortuna, lasciate che sia lui con gli occhi pieni di passione, a raccontarvi di ogni fiore o sasso che incontrerete quassù.
Per chiudere l’anello scendete poi tra i richiami delle marmotte lungo la strada sterrata sul lato opposto del lago Ritom, per tornare senza fatica alla diga e alla funicolare. Se vorrete stupirvi ancora un po’, allungate il giro percorrendo la sponda nord del lago Cadagno (1.921 m) e, alle baite di Cadagno di Fuori, tenete la destra per guadagnare la quota del lago di Tom (2.022 m) da cui potrete scendere verso la sterrata di rientro.

Terzo giorno: al lago Tremorgio

Di nuovo in val Leventina, ma sulla sponda opposta della valle, vi aspetta un altro specchio d’acqua e una nuova tranquilla passeggiata. Anche in questo caso, lasciate che sia la funivia a sobbarcarsi la fatica di sollevarvi dai 950 metri di Rodi fino alla stazione a monte dove l’altimetro segna 1.848 metri. Se proprio siete ostinati, potete guadagnare la quota anche a piedi ma il sentiero riserva parecchia fatica e noi vi consigliamo di spenderla altrove…
In ogni caso poche decine di metri vi separano dalla terrazza di Capanna Tremorgio, ottimo punto da cui fare la prima foto alle acque color cobalto del lago. Se vi piace l’idea di una passeggiata in piano e di un po’ di relax sulle rive, imboccate il sentiero a sinistra del rifugio e scendete al bacino di cui potrete compiere il giro completo senza alcuno sforzo. Se invece vi stuzzica la curiosità di gustarvi il lago dall’alto, seguite il segnavia per l’alpe di Campolungo; la traccia sale da subito decisa con un primo tratto nel bosco e poi taglia il costone della Cima di Filo (2.265 m) e spiana con un traverso che vi porterà al culmine della conca. Qui avrete la soddisfazione di un doppio panorama: quello verso nord con al centro la forma tondeggiante del lago a occupare il fondo del verde cratere che lo ospita, e quello alle vostre spalle con tutta la dolcezza del pianoro dell’alpe Campolungo con i suoi prati fioriti e le anse cristalline del torrente che la taglia fino a tuffarsi verso valle. Sedetevi e respirate tutta questa bellezza poi, se la gamba lo permette, salite a sinistra fino ai 2.138 metri del passo Vanit per un’altra foto da un punto privilegiato e da qui, magari, allungate fino al laghetto di Campolungo (2.260 m) sorvegliato dalle bastionate dell’omonimo pizzo con i 2.713 metri della sua vetta. Non vi resta che scendere per concedervi un’ultima tappa, questa volta di gusto, proprio a Capanna Tremorgio, tra un piatto di formaggi e salumi e un tagliere di polenta

 

Scheda tecnica (senza estensione al lago di Tom)

Partenza/arrivo: stazione di Piora a monte della funicolare – Alpe di Piora
Durata: 1 ore e 15 minuti andata; 45 minuti ritorno
Dislivello: +235 metri -235 metri (senza estensione al lago di Tom)
Difficoltà: T
Segnavia: a bandiera bianco-rosso + frecce gialle
Periodo: maggio-ottobre

Partenza/arrivo: stazione a monte della funivia – passo Venit
Durata: 1 ora andata; 45 minuti ritorno
Dislivello: +290 metri
Difficoltà: E
Segnavia: a bandiera bianco-rosso + frecce gialle
Periodo: maggio-ottobre

 

Informazioni per visitare il Canton Ticino

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