Valpelline, bella e possibile

La Valpelline corre parallela al confine svizzero e ha molte storie da raccontare: quelle della tradizione e del gusto nelle sue tante frazioni e quelle della natura da vivere attorno a un lago azzurrissimo con un facile trekking al rifugio Prarayer.

C’è una Valle d’Aosta mondana e sportiva con località super-organizzate, dove nulla succede per caso e c’è, per contro, una Valle d’Aosta poco nota, perfino wilderness. Poi c’è la Valpelline, l’ago della bilancia. Bella e organizzata ma senza eccessi e senza neppure farsi (e fare) mancare niente: pascoli e ghiacciai over 4000, accoglienza di qualità e ristorazione DOC, insomma ampi spazi nei quali ritagliarsi la propria vacanza di scoperta. Un gioiello anche per gli habitué della regione.

Cosa vedere in Valpelline

Il capoluogo della valle, Valpelline appunto, si raggiunge in poco più di due ore da Milano, arrivando ad Aosta per poi deviare a destra paralleli al confine svizzero. Prima di raggiungerlo, fate un salto alla cooperativa produttori Latte e Fontina nella frazione Frissoniere all’inizio della valle, per iniziare la giornata con il gusto giusto, quello del formaggio icona della regione, la Fontina. Non accontentatevi: da Valpelline a Bionaz, centro principale dell’alta valle, mancano solo 20 minuti e guadagnerete più di 600 metri di dislivello. Il comune raggruppa 21 piccoli villaggi, ognuno con una storia da raccontare.
Prima di bruciare le tappe, girovagate per Bionaz: lo scorrere del tempo ha lasciato i suoi segni nei tradizionali forni, nei rascard e nei mulini, esempi della più autentica tradizione valdostana.
Un legame con il passato sancito anche dal patois, il dialetto che qui viene ancora ampiamente parlato. Appoggiate lo sguardo sulla chiesa di Santa Margherita con l’immagine della patrona a impreziosirne la facciata e proseguite seguendo la strada principale che conduce al termine della valle. La salita è un susseguirsi di piccole frazioni, quelle che costituiscono l’anima della valle e ne formano la spina dorsale. È qui, che si celebrano, in maggio e settembre, i riti dell’inarpa e della desarpa, ovvero la cerimonia (è proprio il caso di dirlo) della transumanza del bestiame verso gli alpeggi in quota.
La natura prende via via il sopravvento, occasione ghiotta per gli amanti della fotografia naturalistica non solo per catturare paesaggi ma anche per gli incontri con i camosci e gli stambecchi e per sfoderare il vostro nuovo obiettivo macro mettendo nell’inquadratura i colori delle aquilegie alpine e delle genziane.
La valle si stringe e la strada sale fino ad arrampicarsi ripida con qualche tornante al parcheggio della diga di Place Moulin, un capolavoro di architettura industriale della metà del Novecento che ha dato vita al lago omonimo per alimentare alcune centrali idroelettriche della regione.

Trekking al rifugio Prarayer

Dalla diga di Place Moulin un sentiero conduce fino ai 2000 metri di quota sulla destra orografica dell’invaso per una semplice e piacevole escursione da fare a piedi o in bicicletta in uno scenario maestoso sovrastato dagli imponenti profili delle Grandes Murailles e del Dent d’Hérens. Il percorso regala ampie vedute sul lago di Place Moulin, celebre per la sua tonalità turchese incredibilmente brillante. Dopo un breve tratto in salita, lo sterrato prosegue pianeggiante per buona parte del suo andamento; tra abetaie e scorci sul bacino, arriverete al ponte sul torrente d’Oren e, poco dopo, a un’isolata chiesetta. La strada ora si fa più ripida fino a un alpeggio, superato il quale si arriva al rifugio Prarayer (2.005 m).
Togliete lo zaino e concedetevi una pausa a base di polenta concia, grigliate di carne e carbonada; da non perdere poi, è la seupa à la valpellinentze preparata con cavolo verza, pane raffermo e fontina, innaffiati con brodo di carne.
Recuperate le forze (magari dopo un po’ di relax sul prato), potete far ritorno lungo la strada percorsa all’andata o inerpicarvi per uno dei tanti sentieri che partono dal Prarayer. Di certo non potete mancare l’incontro con il larice monumentale che raggiungerete con un semplice sentiero in prossimità del ponte che porta all’alpeggio Deré la Vieille: un gigante di oltre 20 metri di altezza e 5 di circonferenza.

Scheda tecnica 

Dislivello: circa 50 m
Durata: 1 h
Difficoltà: T – percorso turistico 
Lunghezza: circa 6 km
Periodo: maggio – ottobre 

 

Informazioni per visitare la Valpelline

Rifugio Prarayer
www.rifugio-prarayer.it

Naturavalp – Associazione turistica Valpelline
www.naturavalp.it

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