Sulla cima del Resegone

Se cercate una metà insolita probabilmente non sarà questa l’idea giusta ma, se cercate un trekking facile che vi premi con un panorama a 360°, il Resegone vi sta aspettando!

Il profilo aguzzo del Resegone

Tra le “classiche” della montagna lecchese, la salita al rifugio Azzoni e alla vicina croce di vetta è l’occasione giusta per vedere i dentoni della “resega” da sopra invece che dalla pianura da cui, il suo profilo dentellato, ha proprio le sembianze di una sega dai denti aguzzi. Quei pinnacoli di roccia apparentemente inaccessibili da sud, digradano invece dolcemente in prati e boschi tutto “frescura e relax” sul versante opposto.
Per questo vi proponiamo la salita da Morterone: con due varianti o, se preferite, un itinerario ad anello.

Da Morterone alla cima

La salita più conosciuta (e frequentata) è quella che parte dalle poche case del paese più piccolo d’Italia, in una conca verde al termine di un nastro d’asfalto stretto e tortuoso che si arrampica in val Boazzo sotto lo sguardo del monte Due Mani; salite piano e fate attenzione ai tanti ciclisti che pedalano lungo questa strada. Dimenticata l’auto nel parcheggio vicino alla piazzola d’atterraggio dell’elicottero (dove finisce la strada asfaltata), lasciatevi alle spalle le poche case di Morterone (1.050 m) e risalite il prato tra le installazioni del museo all’aperto che l’Associazione Culturale Amici di Morterone ha creato con le opere di artisti italiani ed europei grazie al progetto di Carlo Invernizzi.
Imboccato il sentiero 16 che s’infila presto in un bel bosco di faggi, camminate protetti dalle chiome degli alberi che regalano una salita al riparo dal sole e dal caldo dei mesi estivi; il fondo è morbido ma il sentiero mantiene con ostinazione una pendenza abbastanza marcata fino al bivio con il sentiero 17. Qui prendere a sinistra in salita e, dopo pochi minuti, sarete all’area sosta delle Forbesette, una piccola radura abbellita dal giallo sgargiante del maggiociondolo con due tavoloni in legno e una palina affollata di cartelli. Seguite il sentiero a sinistra e, dopo pochi metri (presenza d’acqua permettendo), potrete fermarvi per bere e riempire le borracce alla sorgente delle Forbesette. Un breve tratto vi porta alla biforcazione (palina) con il sentiero per Costa del Palio che dovete ignorare tenendo la destra in moderata salita fino all’ultimo bivio; qui seguite il 571 tornando a salire con maggior decisione fino ad abbandonare il bosco per tagliare con alcuni tornanti su fondo pietroso i prati e raggiungere la bocchetta di cresta e il rifugio Azzoni (1.860 m). Pochi scalini vi separano dalla croce di vetta da cui il panorama si apre in ogni direzione e, in una giornata tersa, potrete vedere dal massiccio del Disgrazia al Rosa e fino alla dorsale appenninica.

Dalla forcella di Olino alla cima

Un po’ più lunga ma più rilassata è la salita dalla forcella di Olino (1.158 m). Sulla strada che sale a Morterone (prima di raggiunge l’abitato), troverete un cartello ben visibile che indica “Resegone” appena prima di una galleria. Qui un piccolo parcheggio e qualche spiazzo fanno posto a una manciata di auto. Sulla destra una pallina indica l’attacco del sentiero 17 che coincide per buona parte con il sentiero DOL (Dorsale Orobica Lecchese). Il dislivello da coprire è inferiore rispetto alla proposta precedente e anche in questo caso salirete protetti dall’ombra degli alberi ma più dolcemente, alternando leggeri saliscendi a brevi strappi in salita. Per non perdere l’orientamento ai bivi seguite sempre il segnavia 17 o DOL. Camminerete così nel bosco di faggi fino all’incrocio con il sentiero 16 (descritto sopra) e, poco oltre, all’area sosta delle Forbesette. Da qui il percorso coincide con quello precedente.

Variante ad anello

Se non vi piace l’idea di percorrere lo stesso sentiero all’andata e al ritorno, ecco una proposta alternativa che potrete affrontare ovviamente anche in senso contrario a quello suggerito.
Addolcite la salita partendo dalla forcella di Olino camminando lungo il sentiero 17 fino alla sorgente le forbesette e quindi fino alla vetta come descritto in precedenza. In discesa, ripercorso un primo tratto fino all’area di sosta le Forbesette, scendete per il 17 e dopo pochi metri, piegate a destra lungo il sentiero 16. Attraversando il bosco di faggi arriverete a Morterone. Raggiunta la strada (verso tardo pomeriggio è quasi deserta), seguitela passando tra la chiesetta e il Municipio e ancora fino a superare la trattoria dei Cacciatori. Dopo un tratto quasi rettilineo, la strada piega a destra e poco dopo a sinistra; qui in corrispondenza di una sbarra che delimita una proprietà privata, troverete un cartello in legno con le scritte un po’ sbiadite. Seguitelo in discesa lungo il sentiero M1 – antica strada del Morterone. Dopo un tratto tra bosco e prati, sbucherete di nuovo sulla strada; 100 metri oltre, ritroverete il sentiero sulla sinistra; imboccatelo e lungo una traccia piuttosto appartata, salirete fino a un bivio con cartelli dove prendere a sinistra per tornare al punto di partenza.
Se deciderete di percorrerlo in senso contrario (ossia partendo da Morterone), una volta giunti alla forcella di Olino, attraversate la galleria e troverete l’imbocco del sentiero M1 a destra dei cartelli presenti nel piccolo parcheggio.

Scheda tecnica

Da Morterone
Partenza: Morterone
Arrivo: vetta del Resegone
Segnavia: 16, 17, 571
Dislivello: 810 metri
Tempo: 2 ore e 15 minuti

Da Forcella di Olino
Partenza: Forcella di Olino
Arrivo: vetta del Resegone
Segnavia: 17 (DOL), 571
Dislivello: + 702 – 70 metri
Tempo: 2 ore e 40 minuti

Anello
Partenza e arrivo: Forcella di Olino (oppure Morterone)
Segnavia: 17, 16, 571, M1
Tempo complessivo: 5 ore e 15 minuti

 

Informazioni

Rifugio Azzoni
www.facebook.com/rifugio.azzoni

 

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