San Bartolomeo in Legio, l’eremo sulla Majella

Nascosto sul fianco di un baluardo roccioso a circa 700 metri di quota, il piccolo eremo di San Bartolomeo in Legio è un luogo suggestivo, meta per una breve e piacevole escursione a piedi nel parco nazionale della Majella.

Sembra una suggestione naturale, scavato com’è nella roccia, eppure, l’eremo di San Bartolomeo in Legio, è il frutto di un caparbio lavoro dell’uomo, che ha inciso il versante nord del vallone di Santo Spirito, nel parco nazionale della Majella, per ricavarne un corridoio e una chiesina dalle mura in calce. Difficile immaginare una collocazione più “ascetica” considerando che, tutt’intorno, s’innalza la selvaggia montagna dell’appennino abruzzese. La sua costruzione è antecedente l’anno Mille ma il restauro più significativo fu realizzato intorno alla seconda metà del XIII secolo per opera di Pietro dal Morrone, noto poi come Papa Celestino V, colui che “fece per viltade il gran rifiuto” rinunciando al ministero petrino, secondo il pensiero di Dante, nel III canto dell’Inferno.

Raggiungere l’eremo di San Bartolomeo in Legio

All’eremo arriverete con una breve escursione, poco impegnativa e adatta anche ai più piccoli che richiede una ventina di minuti. Da Roccamorice, in auto, seguite per “Fonte Tettone-Blockhaus” e la segnaletica per “Eremo di Santo Spirito-Eremo di San Bartolomeo”. Poco prima della parete di arrampicata lungo la strada che sale all’Eremo di Santo Spirito, deviate a destra su una sterrata con uno spiazzo dove parcheggiare. Dopo un brevissimo tratto di mulattiera, imboccate il sentiero che scende seguendo le frecce in legno con il segnavia rosso-bianco-rosso attraversando un boschetto e alcuni prati aperti fino al bordo del vallone. Scendete ancora paralleli al torrente che scorre in fondo alla gola fino a ritrovarvi a picco sul corso d’acqua; qui una ripida scalinata vi porterà alla breve galleria scavata nella roccia, che precede l’eremo. La cappella è interamente “rubata” alla montagna ed è formata da tre ambienti: la chiesetta, un disimpegno e la grotta dove vivevano gli eremiti.
Dalla terrazza, un’altra scala consente la discesa fino al torrente; scendete fino al greto del corso d’acqua e raggiungete il punto in cui le rive sono più vicine: è qui che si troverebbe la sorgente di San Bartolomeo, o fonte Catenacce che, pare, abbia proprietà miracolose. Il santo viene festeggiato ogni 25 agosto con un evento molto sentito durante il quale la popolazione ne trasporta la statua fino alla chiesa parrocchiale di Roccamorice dove resta per circa un mese.

 

Informazioni per visitare l’eremo di San Bartolomeo in Legio

Centro Informazioni di San Valentino A.C. e Centro di Visita di Caramanico Terme
www.parcomajella.it 

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