Pizzo Calabro, nel segno di Murat

Una delle stazioni omeriche dell’Iliade Napoleonica. Così Alexandre Dumas definì Pizzo Calabro, dopo gli eventi che sfociarono nella condanna di Murat. La storia rivive tra le mura del castello Aragonese…

Il castello quattrocentesco, quello dove i borbonici fucilarono Gioacchino Murat nel 1815, quello per cui ci si ferma a Pizzo, sorge ben al di sotto della piazza centrale e all’antico abitato. Ma la sosta sui tavolini di uno qualunque dei bar di piazza della Repubblica serve, oltre che per farvi gustare i celebri gelati di Pizzo (fragolate, cassate, nocciola imbottita, tartufo), anche – e soprattutto – per entrare in sintonia con il luogo. Aperta come un belvedere su un vasto tratto di costa, la piazza è una “vasca” obbligatoria per calarsi nel vivacissimo carattere della vita locale.

Il castello Aragonese

Fatto costruire da Ferdinando I d’Aragona nella seconda metà del XV secolo, ha una struttura massiccia con due torrioni cilindrici che conserva, nonostante varie perdite nel corso dei secoli, l’aspetto originario. La parte del castello che pare più intrigante è quella sotterranea, cui potrete accedere attraverso una scala a chiocciola nella torre angioina, la più grande dei due torrioni. Molti ambienti sono ricoperti di terra e altri sbarrati da muri; tuttavia, si ipotizza la presenza di corridoi di collegamento con i castelli di Vibo e di Rocca Angitola, oltre che con l’attuale palazzo Gagliardi che fu, un tempo, il palazzo di Corte.

Le tracce di Murat

Se vi affascina la storia di Gioachino Murat, entrate nel castello: guardie borboniche, soldati e ufficiali francesi, lo stesso Murat e altri personaggi compongono la ricostruzione degli ultimi cinque giorni di prigionia, del processo e della fucilazione del Re Gioachino Murat. Oltre ai manichini, in mostra fucili, arredi e suppellettili d’epoca. E se passate la domenica, alle ore 12 sentirete sparare uno dei due cannoni. Entrate poi nella chiesa Matrice di San Giorgio Martire: al centro, una pietra tombale segna la fossa comune in cui fu gettato il corpo di Murat subito dopo l’esecuzione.

La cripta di tumulazione

Ne avrete sentito parlare e forse siete curiosi, ma, magari, non portateci i bambini! La cripta, accessibile mediante una ripida scaletta, si trova nella chiesa del Purgatorio: si tratta di una fossa comune sotterranea con sedili in pietra dove i monaci dell’ordine dei Pasqualini venivano sepolti per poter stare insieme per l’eternità. Ne restano alcune ossa e la ricostruzione di un monaco.

Prima di lasciare Pizzo

Fate una passeggiata nei vicoli stretti e freschi del centro, tra le architetture dei palazzi storici, balconcini fioriti e bei portali; allungate fino alla graziosa chiesa di Piedigrotta, scavata nella roccia alla fine del Seicento come ringraziamento da naufraghi napoletani sopravvissuti al mare. Nel Novecento, nella grotta furono scolpite statue con la stessa arenaria, dedicate a personaggi delle sacre scritture. Chiudete il vostro giro di nuovo sulla piazza, stavolta per dedicarvi al salato: non lasciate Pizzo senza esservi concessi uno spuntino sfizioso con assaggio di arancini e polpette di tonno e melanzane.

 

Per chi viaggia in camper

Pizzo Calabro
Area sosta Kavani in Contrada Difesa
Tel. 347.62.19.611 – 393.77.14.75.22
Servizi: acqua, illuminazione, elettricità, servizi igienici, docce, bar, wifi, servizio navetta.

Informazioni per visitare Pizzo Calabro

Castello Murat
www.castellomurat.it

Chiesa di Piedigrotta
www.chiesadipiedigrotta.it

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