Gusto e tradizioni in Valchiavenna

di Luca Beretta
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Una giornata tra Chiavenna e i borghi della val Bregaglia per respirare aria buona, passeggiare e scoprire le tradizioni della Valchiavenna. Quelle dei suoi artigiani maestri di saperi e sapori.

Oggetti e sapori unici. Belli da vedere e buoni da mangiare. Ancora meglio se immersi nel verde della Valchiavenna, per rilassarsi e respirare aria buona. Ecco allora qualche indicazione per incontrare chi, tutti i giorni, tramanda le tradizioni miscelandole alla passione, per trasformarle in “qualcosa di unico”.

Da Chiavenna a suon di gusto

Lasciata la piana di Gordona le montagne si stringono. Chiavenna, sorvegliata dal castello, è la prima tappa del giro. Il suo cuore antico e le stradine sono perfetti per una passeggiata. Senza esagerare, giusto il tempo di farsi venire un po’ di languorino, magari iniziando dal complesso di San Lorenzo che nasconde un piccolo grande gioiello, il battistero. Resistendo alla tentazione di entrare in un crotto (tranquilli, ne avremo per tutti più avanti), attraversate il centro fino all’antica insegna della macelleria Del Curto. Il signor Aldo è una personalità in fatto di salumi; e se anche voi avrete voglia di un incontro doppiamente originale, chiedete di assaggiare il violino di capra, “strumento” unico e pregiato che si è fatto prestare il nome non solo per via delle sue forme, ma anche per la particolare tecnica che viene utilizzata per affettarlo, appoggiandolo sulla spalla e tenendo il coltello proprio come l’archetto di un violino. Prima di ripartire fermatevi per uno scatto alle case del centro che si affacciano sul Mera.

Tra sapori e tradizioni della Valchiavenna

Lasciate Chiavenna e puntate il Maloja; in una manciata di chilometri sarete a Prosto di Piuro e alla sua piccola piazzetta sulle rive del torrente. Piccola ma ricca. L’inequivocabile cartello “biscottini di Prosto” vi attirerà nel laboratorio dove regna un meraviglioso profumo di biscotti. Qui, fin dall’800, in occasione delle feste, ogni famiglia preparava l’impasto nella propria casa portandolo poi a cuocere nel vecchio mulino del paese dove si trovava un forno per il pane. Quell’antico mulino è proprio il laboratorio dove ancora oggi Simonetta e Monica tramandano questa tradizione in cui ogni gesto racconta un sapere antico e dà vita a un sapore unico.
La piazzetta nasconde altre sorprese. Se avete voglia di camminare, imboccate il sentiero che porta alla scoperta delle Marmitte dei Giganti, viceversa, curiosate tra le baite in sasso e bussate al laboratorio di Roberto. Vi aprirà un omone dalle mani ruvide e dallo sguardo un po’ profetico con uno splendido grembiule spolverato di bianco; uno di quelli che incantano mentre raccontano storie di pietre e spiriti miscelando con genuino disincanto l’abilità del cantastorie alla sapienza del vecchio artigiano.
Roberto lavora la pietra ollare dal 1988 quando ne riavvia la produzione ormai quasi scomparsa e restaura, pochi anni dopo, l’antico laboratorio dell’ultimo laveggiaio della valle. Ci troverete un sacco di oggetti belli: alcuni d’arte, come le sue incredibili maschere, altri tradizionali come i lavec, le pentole tipiche della valle ricavate da un unico blocco di pietra e perfette per la cottura lenta di zuppe, brasati… Già perché questa pietra è capace di mantenere a lungo la temperatura anche con una modesta fonte di calore; resiste al fuoco e non si deteriora nemmeno alle alte temperature. Ecco perché potrete ammirare anche delle fantastiche stufe.
Se non volete andarvene e siete decisamente più “gastronauti”, il vostro punto d’approdo è nuovamente a pochi passi da voi. Lungo il torrente, infatti, lo stradello in discesa porta alle case in pietra del crotto Belvedere. Valchiavenna e crotti è come dire bambini e capricci: non può esistere l’uno senza l’altro. Entrate o sedetevi al fresco del pergolato; vi aspettano grandi salumi e polenta, sciatt e gnocchetti, con tutto il gusto della genuinità dei prodotti locali.

Alle cascate dell’Acquafraggia

Tornati all’aperto bastano pochi minuti d’auto o una pedalata per raggiungere Borgonovo di Piuro e le cascate dell’Acquafraggia. Prati, aria buona, il fresco del torrente e gli sbuffi dell’acqua che salta per 170 metri di altezza. Anche un baretto per i più esigenti. Qui potrete sgranocchiare qualche biscotto e godervi un momento di relax oppure, se proprio amate il movimento, salire fino al primo balzo della cascata per ammirarla dall’alto. Se volete di più, lasciatevi rapire dalla mulattiera che nel fresco del bosco si arrampica fino ai 930 metri del borgo di Savogno, a cui è possibile arrivare solo a piedi, e godetevi la pace e il panorama tra le baite in sasso.

La carezza della sera

Per chiudere in bellezza la giornata, spingetevi fino a Santa Croce di Piuro per la cena al crotto Quartino. Siamo certi che non vi pentirete. La stradina per raggiungere l’edificio tra gli alberi di castagno è già un preludio magico che si completerà con il fresco dei tavoloni e la cucina di Mauro e Fabio che vi delizieranno con le loro specialità tra cui gli ottimi formaggi e le costine con patate. Se ne avrete ancora la forza fatevi portare nel crotto e scoprite il Sorèl una corrente d’aria fredda che spira costantemente mantenendo l’ambiente a una temperatura costante – tra gli 8 e i 10 gradi – per tutto l’anno; perfetta per la maturazione del vino e la stagionatura di salumi e insaccati che restano morbidi e acquisiscono aromi particolari.
Se deciderete di dedicarvi qualche giorno in valle e vi piace l’idea di abbinare al gusto un po’ di movimento, non dimenticate a casa la bici. Dalla ciclabile di fondovalle ai sentieri immersi nel bosco, le occasioni per un giro su due ruote sono tantissime!

 

Informazioni per visitare la Valchiavenna

Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna
Tel. 0343.37.485
E-mail: consorzioturistico@valchiavenna.com
www.valchiavenna.com

 

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