Le terme arabe di Cefalà Diana

Se ne stanno ben celate al di sotto di una collina verde, nel cuore dei Monti Sicani. Le terme arabe sono un piccolo gioiello che non bisogna lasciarsi sfuggire.

Non si può certo dire che l’abitato di Cefalà Diana sia fuori dal mondo, anzi. Si trova incastonato tra le ondulazioni dei Monti Sicani, poco al di sotto della diramazione delle due strade più importanti – la statale 121, più scorrevole, e la 118, più attorcigliata e gratificante per chi ama le strade solitarie – che da Palermo puntano a sud, verso Agrigento. Lo scenario naturale è quello più selvaggio e spettacolare che si possa immaginare, che chiede di spegnere il motore e merita di essere assorbito con tutti i sensi.

Il castello arabo normanno

A Cefalà Diana ci si dirige quasi distrattamente, più che altro attratti dal paesaggio, appunto, e dai ruderi di un castello che spicca su un colle erboso variopinto di fiori. Edificato direttamente sulla roccia, dominava il primo tratto della valle del fiume Milicia e la Magna Via Panormi che in epoca normanna transitava per Cefalà.
Della costruzione originaria, oggi potete ammirare solamente uno dei due vani porta d’accesso al castello e, nel punto più alto, la torre maestra, una costruzione su tre livelli con una terrazza coronata da merli ghibellini.

Le terme

Poi la sorpresa: un edificio a pianta rettangolare, meticolosamente conservato e cintato da muri in pietra irregolare con una fascia in tufo che racchiude, ma sarebbe forse più corretto dire “nasconde”, le terme. Si tratta probabilmente del più antico esempio in Europa di costruzione destinata allo sfruttamento delle acque a scopo curativo.
Le tracce di scrittura in caratteri arabi, presenti su un muro, hanno fatto ipotizzare che la costruzione risalisse all’età islamica; ecco perché i bagni di Cefalà Diana sono da tutti citati come terme arabe. Studi recenti hanno però ricondotto la datazione tra l’età romana e quella tardo-normanna.
All’interno dell’edificio, un’unica sala accoglie una grande vasca originariamente suddivisa da muretti in tre vasche minori, su due differenti livelli. Nelle spesse mura interne, potrete notare delle nicchie, utilizzate forse per riporre i vestiti dei bagnanti o come stufe per la sudorazione.
E l’acqua? Affluiva dalla vicina sorgente, su uno sperone roccioso, dove sgorga a una temperatura compresa tra i 35,8° e i 38°, sfruttata fino a tempi non molto lontani per le sue virtù terapeutiche. E qui vi attende un’altra piacevole scoperta: le terme sono comprese nel territorio della riserva naturale Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella, istituita nel 1997 per tutelare anche le diverse, numerose sorgenti a temperature variabili che sgorgano da rocce carbonatiche.

La visita

Sono solo da vedere; purtroppo non potete immergervi o godere di un qualche beneficio, se non il fresco rigenerante se si compie la visita sotto il sole estivo. Ma ne vale davvero la pena. L’ingresso è libero.

 

Informazioni per visitare Cefalà Diana

Cefalà Diana
www.cittametropolitana.pa.it
 

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