In moto sul colle del Nivolet

Il Colle del Nivolet, 2612 metri sul livello del mare, è spesso avvolto dalle nuvole, anzi, sta sopra le nuvole. Ma se siete fortunati, una giornata di cielo limpido vi regalerà grandi emozioni Che ne dite di viverle con uno splendido giro in moto?

Per raggiungere il Colle del Nivolet, dovete guidare fino a Cuorgnè, graziosa cittadina di aspetto medievale, dove la valle dell’Orco si stringe. Lì cambia tutto: il paesaggio, le architetture dei centri abitati, ora più piccoli e radi; cambiano l’aria, i profumi, la percezione dei suoni e dei sentori. Siete in montagna! Davanti, la valle di Locana, che si snoda lunga attraverso un mondo popolato di lupi e di spazzacamini – sembra una fiaba! – fino a culminare al Colle del Nivolet. L’itinerario è di quelli andata e ritorno (con riferimento Torino) per la stessa via, seppur con parecchie deviazioni, ma le attrattive sono così tante e il paesaggio talmente bello, che merita di essere “doppiato”.

Alla volta del Nivolet

La strada, le curve, si assorbono e si metabolizzano in un crescendo emozionante. Con un’unica lunga sosta: a Ceresole Reale. Lì si prende fiato, si scorre adagio lungo la silenziosa sponda sud del lago, dove minuscole spiaggette erbose tra i pini sono un invito a godersi il sole. Per entrare in sintonia con l’ambiente del parco nazionale del Gran Paradiso, si può mettere il naso al museo dello Stambecco, alle porte del paese, allestito nello storico complesso del Grand Hotel.Poi eccolo, il Colle con la sua altitudine elevata, che si conquista curva dopo curva, tornante dopo tornante, ognuno dei quali sembra un palco da cui osservare il tracciato appena percorso, ascoltare i motori che staccano e riprendono, anticipare le traiettorie di chi sta ancora più sotto. E se la giornata regala un cielo terso, altro che traiettorie: c’è da guardare lontano! Sui due laghi, il Serrù prima e l’Agnel più in cima, protagonisti di uno scenario spettacolare; e poi sul magnifico panorama che si espande a ogni metro guadagnato. Foto di rito al Colle, poi quattro passi dove la strada, solo pedonale, si allunga verso la Valsavarenche; il territorio è aspro, ma affascinante al tempo stesso. Terra battuta dagli stambecchi, che qui vivono numerosi, e dai lupi, ancora pochi, che, usciti dalle fiabe, cercano timidamente di fare pace con le cattive dicerie.

La Valle di Piantonetto

La incontrate riprendendo la strada del ritorno, una ventina di chilometri dopo Ceresole Reale. Poche malghe compaiono dopo una salita ripida e stretta tra le pareti delle montagne: un filo di fumo dal camino è l’unico segno della presenza di un malgaro che sta lavorando i formaggi. Poco lontano, nel nulla incontaminato, vi basterà spegnere il motore e restare immobili per fare piacevoli incontri ravvicinati con le marmotte: mimetizzate tra le pietre, si muovono e si affaccendano quando non si sentono osservate. In cima alla valle, una diga a 1924 metri di altitudine forma il lago di Teleccio; una volta qui, il vento bestiale è l’unico aspetto che potrebbe farvi desistere dal salire fino al rifugio Pontese, con una passeggiata di 30 minuti, per godere di un panorama fantastico.

La Val Soana

La imboccate a Pont Canavese, dopo aver fatto quattro passi in paese sotto la torre Ferranda. La Val Soana è la fiaba: tra boschi folti e gelide cascatelle spuntano piccole casette sparse in pietra; ci sono le greggi che occupano indisturbate l’unica strada percorribile; c’è tanta legna accatastata accanto alle case e i fiori ai davanzali, unico segnale che qualcuno vi abita. E vengono in mente i pescatori sui torrenti, gli spaccalegna, i ramai e gli spazzacamini, antichi mestieri di cui la valle di Locana e le valli laterali conservano orgogliosa memoria. E a proposito di spazzacamini: usciti dalle fiabe, abitano il museo dello Spazzacamino, a Locana, una affascinante rappresentazione animata che racconta gioie e dolori di questo mestiere abbandonato nemmeno tanto tempo fa.

Arrivare al Colle del Nivolet senza moto

Dalla metà di luglio a fine agosto, la domenica e il giorno di ferragosto, gli ultimi sei chilometri sotto il Colle sono chiusi al traffico. Un servizio efficientissimo con corse frequenti parte da Ceresole Reale, con fermata anche al lago Serrù, comunque sempre raggiungibile in moto. Questo provvedimento fa parte del progetto “A piedi tra le nuvole”, nato per limitare il flusso di mezzi privati a motore, decisamente intenso nelle domeniche estive e in contrasto con lo spirito di tutela ambientale del parco. Chi volesse sgranchirsi le gambe per un paio d’ore, ha la possibilità di noleggiare una bici presso il Camping Villa di Ceresole Reale (da prenotare in anticipo al numero verde 346.57.92.146)

Se viaggiate in camper

Se la vostra moto o il vostro scooter viaggiano al seguito sul vostro camper, da queste parti non avrete problemi di sosta. Ogni centro, grande o piccolo, dispone di aree per la sosta su prato, attrezzate con panche, tavoli e barbecue. Le tariffe vanno dai 5 ai 12 € per 24 ore, incluse docce, servizi e scarico. Quella di Locana, accanto alla piscina comunale, ha una spiaggetta sul torrente Orco.

Scheda tecnica

Partenza: Torino
Arrivo:  Torino
Lunghezza: 300 km.
Tappe: Cuorgnè, Ceresole Reale, Colle del Nivolet, Rosone, Valle di Piantonetto, Pont Canavese, Valle di Soana, Piamprato, Cuorgnè

 

Informazioni utili

Col del Nivolet
www.pngp.it/nivolet

Turismo Ceresole Reale
www.turismoceresolereale.it

Rifugio Pontese
www.rifugiopontese.it 

 

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