In bici da Pizzighettone a Soncino lungo la ciclabile delle città murate

Gita fuori porta in bici? Se vi va di pedalare lungo stradine di campagna e mulattiere, di gironzolare per antichi borghi magari senza troppa fretta, ecco una proposta a “dislivello zero” nel paesaggio verde della pianura cremonese tra borghi fortificati, campi, canali e cascine. Ritmi, profumi e sapori in via d’estinzione. Partenza da Pizzighettone e arrivo a Soncino con tappa a Soresina. È proprio qui che, con un po’ di fortuna, incontrerete la bambina dello spot che canta “voglio vivere cosiiiii”…

Consigli di gita, prima di partire

Prima di tutto la bici: meglio se non proprio una qualunque; si perché 40 km non sono pochissimi e il fondo alterna qualche tratto su asfalto a molto sterrato con sconnessioni e svariati sassi e sassolini. Niente di tremendo, ma il consiglio è partire con una mountain bike e, se non siete fedelissimi delle due ruote, equipaggiatela con un bel copri-sella in gel. Quando andarci? Perfetti primavera e autunno se amate “il caldo ma non troppo” e vi piace far foto. Se invece volete rafforzare l’abbronzatura puntate un giorno estivo di sole ma portate molta acqua, crema e un cappello. Prima di partire, un’ultima cosa: pianificate bene il giro scegliendo se farlo in una sola giornata o dividerlo su due. Esagerati?!? Beh, i chilometri non sono tanti ma se dedicate un paio d’ore ai borghi, aggiungete qualche sosta foto/cibo/riposo e il tempo del percorso in bici a ritmo tranquillo, una giornata vi servirà tutta; una volta arrivati a destinazione, dovrete tornare alla partenza e i mezzi pubblici non aiutano molto. Quindi se volete muovervi con calma o avete bambini al seguito, potreste pianificare anche un weekend con andata e ritorno in sella. Ultima cosa: il percorso è segnato ma c’è qualche punto buio. Le nostre indicazioni dovrebbero bastarvi ma se avete un GPS, caricate la traccia perché in alcuni tratti può risultare molto utile.

Partenza con giro a Pizzighettone

Partite dal centro, non senza un giro nel cuore storico tagliato dal tranquillo scorrere dell’Adda. L’ombreggiata via Municipio con i suoi portici e la chiesa di San Bassiano vi porteranno, a sinistra, su via Boneschi lungo le imponenti mura fino alla polveriera di San Giuliano (ufficio proloco) e al fiume; fiancheggiandolo sbucherete davanti alla massiccia Torre del Guado, imponente costruzione resto dell’antico castello in cui fu imprigionato il re di Francia Francesco I di Valois nel 1525. Qui svoltate sul ponte attraversando l’Adda per entrare nella frazione di Gera; tenete ora la destra e imboccate via Antica Lodi e via Casematte, di nuovo lungo le mura che nel borgo si snodano per quasi 2 km. Le casematte ricavate all’interno della cortina muraria sono addirittura 93, con funzione di alloggiamenti militari, postazioni di tiro o magazzini e formano un sistema di ambienti comunicanti fra loro lungo circa 800 metri. Arrivati alla chiesa di San Pietro, dovrete girarvi per vedere la sua facciata a mosaico che, particolare quanto inaspettata, vi costringerà a una nuova sosta. Chiudete il cerchio tornando alla Torre del Guado, quindi piegate alla prima a sinistra sfilando le costruzioni delle prigioni (visitabili internamente), fino in piazza d’armi, punto di partenza. Il consiglio è investire una manciata di minuti per una passeggiata lungo l’esterno delle mura nell’ombreggiato parco.

La ciclabile delle città murate

Proprio di fronte alla porticina del parco inizia via Piave con il primo cartello marrone che indica la ciclabile. Seguite la strada, costeggiate il canale e svoltate a sinistra tra i campi verso Cascina Crocetta (2 km) avvicinandovi al fiume a cui potrete scendere dopo aver superato di circa 300 metri una Santella. All’imbocco di Formigara superate la SP 13 pedalando poi sulla piccola via Dosso Santa Cristina che attraversa le case di Ferie (5,5 km), costeggia Cascina S. Eusebio Inferiore e si dirige verso il Serio Morto, di cui si imbocca l’alzaia, svoltando a sinistra nei pressi della Cascina Vallate Ponte (8,4 km). Qui abbandonerete l’asfalto per pedalare lungo lo sterrato tra il canale e i campi, protetti solo da alcuni alberi sulla riva che si infittiscono solo nel tratto finale che porta a San Bassano dove si incrocia di nuovo la strada. Prendete a destra sulla viabilità ordinaria per poche centinaia di metri quindi svoltate nuovamente a destra tornando in aperta campagna sull’antica strada dei Lamperti che dopo un primo allungo, compie una leggera salita e porta al Molino di Sotto e al termine dello sterrato. Questo è il primo punto in cui non si trovano i cartelli marroni della ciclabile. Svoltate a sinistra e, al termine del breve tratto di asfalto, nuovamente a sinistra passando accanto all’azienda Mazzoleni e continuando su strada fino alla rotonda e alla chiesa già visibile tra le poche case di Santa Maria dei Sabbioni (fontana e bar). Procedete sulla strada per imboccare la seconda a destra (via guida, segnalazioni assenti); la stradina si stringe e sottopassa la SP415 raggiungendo un cancello sorvegliato da due colonne a fasce bianche e rosse: qui girate a sinistra (nessun cartello) lungo l’alzaia sterrata. Il tracciato compie una curva a novanta gradi verso sinistra e arriva a una cascina; girate a destra e sarete presto in vista di cascina Livelli Rossi (18,6 km) da cui proseguite sempre lungo la vicinale piegando a destra e costeggiando rogge e colatoi fino a Soresina. Raggiungete il centro e svoltate a sinistra in piazza Garibaldi proseguendo diritti fino al termine del viale; girate a destra e dopo pochi metri a sinistra (ciclista) imboccando l’ombroso viale del santuario che costeggia la roggia Cavallina e conduce al Santuario di Ariadello, circondato da prati e alberi con tavoli e panchine perfetti per una sosta (26,5 km). Lasciato il santuario guadagnate l’alzaia del canale, superate una cascina e incontrerete il canale Vacchelli da seguire fino alla suggestiva località Tombe Morte, detta dei 13 ponti (28,6 km). Qui troverete i cartelli che indicheranno a destra la sterrata che costeggia il canale Scolmatore e, dopo un tratto rettilineo, nuove indicazioni che vi porteranno (ancora a destra) tra le case di Genivolta, ritrovando l’asfalto. Seguendo le indicazioni piegate in via Castello e da questa su via Graffignana che porta su una strada sterrata ma alberata, verso cascina Valle. Mantenendovi sulla traccia principale a poca distanza dalle anse dell’Oglio, procedete fino a imboccare la lunga via Gazzuoli da cui vedrete finalmente spuntare i torrioni della rocca sforzesca di Soncino.

Il borgo e il castello di Soncino

Ancora poche pedalate vi porteranno al cospetto del castello voluto dagli Sforza signori di Milano, e costruito a partire dall’anno 1473 sotto la direzione dell’architetto Bartolomeo Gadio, a scopo militare. Agli angoli svettano quattro torri: quella cilindrica ricavata dal vecchio torrione della precedente cinta muraria, dove potrete aggirarvi in cerca della leggendaria stanza del tesoro, la torre del Capitano e le due torri gemelle: vi aspettano camminamenti e merlature per un salto nel passato. Dal cortile quadrato con il suo grazioso pozzo, potrete raggiungere i misteriosi sotterranei. Proprio a fianco del castello, negli ambienti dell’ex Filanda Meroni, fate un salto al museo della Seta in cui ammirare gli antichi strumenti per l’allevamento del baco e la lavorazione di questo prezioso tessuto. Perdetevi poi tra i vicoli del borgo medievale con i suoi palazzi e le mura da cui svetta il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta; cercate infine la Casa degli Stampatori dove rivivere l’atmosfera di una vecchia stamperia ebraica del XV secolo tra macchine da stampa, caratteri, manuali e la fedele ricostruzione di un torchio ligneo del 1400. Non distante dal centro, fermate lo sguardo sulla chiesa di Santa Maria delle Grazie, esempio di architettura rinascimentale di cui vi sorprenderà l’interno: le pareti, l’abside e le 10 cappelle laterali che affiancano la navata centrale, sono interamente affrescate.

Come tornare

Con i mezzi pubblici, servitevi dell’autobus Soncino-Crema e quindi del treno Crema-Pizzighettone. Verificate bene coincidenze e orari, piuttosto radi specie la domenica e nel periodo non scolastico. La soluzione più veloce ma più faticosa è il rientro in bici; potete farlo anche lungo la statale che fa risparmiare circa 10 km ma è certamente molto trafficata e poco sicura.

Scheda tecnica

Partenza: Pizzighettone
Arrivo: Soncino
Distanza: 40 km
Tempo: 2,30 – 2,45
Difficoltà: Facile

 

Informazioni per il vostro giro sulla ciclabile delle città murate

Pro Loco Pizzighettone
www.prolocopizzighettone.it

Gruppo Volontari Mura
www.gvmpizzighettone.it

Pro Loco Soresina
www.prolocosoresina.it

Pro Loco Soncino
www.prolocosoncino.it

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