Giro in moto sul monte Baldo

La lunga dorsale del monte Baldo corre mille metri sopra la sponda orientale del lago di Garda da un lato e la Vallagarina dall’altro. Una fettuccia d’asfalto si srotola sul suo crinale immersa in ambienti naturali di rara bellezza con panorami mozzafiato.

Da qualsiasi parte lo si affronti, il Baldo, oltre a essere un’area dall’ambiente incontaminato, è una magnifica meta che nessun biker vorrebbe perdersi. In questo territorio, con la strada che corre tra i 1000 e i 1500 metri di altitudine, persino la struttura ricettiva più in quota accoglie chi viaggia su due ruote con un gigantesco benvenuto.Da qualsiasi parte lo si affronti, il Baldo, oltre a essere un’area dall’ambiente incontaminato, è una magnifica meta che nessun biker vorrebbe perdersi. In questo territorio, con la strada che corre tra i 1000 e i 1500 metri di altitudine, persino la struttura ricettiva più in quota accoglie chi viaggia su due ruote con un gigantesco benvenuto.

L’itinerario sul monte Baldo

Partite da Affi e, dopo una passeggiata nelle graziose viuzze del centro, incontrerete primi tornanti già a Caprino Veronese. Attenzione a non farvi prendere la mano: da Caprino a Spiazzi, terreno di cronoscalate, una costellazione di autovelox frena qualsiasi velleità! Tanto vale godersela con calma e, di tanto in tanto, fermarsi: a Spiazzi, il santuario della Madonna della Corona è l’occasione per fare due passi; letteralmente incollato alla roccia, scavata proprio per far posto alla costruzione, conserva un famoso dipinto della Madonna.Poi è di nuovo strada. Poco oltre, a Ferrara di Monte Baldo, un segnale ragguaglia su distanze, pendenze, dislivelli: la guida si fa gioiosa. Si supera il Cavallo di Novezza, 1.433 metri di altezza, in un panorama che diventa sempre più spettacolare; ogni anno qui si tiene il motoraduno dell’Orso, una festa non-stop che richiama centinaia di biker.Superato il Cavallo si entra nella riserva naturale Lastoni Selva Pezzi, dove le faggete e i boschi di abete bianco si alternano a vasti ghiaioni e aree tappezzate di pino mugo, in un mosaico che digrada verso la sponda del lago di Garda e lo sguardo che si apre a cime e cimette che si rincorrono a perdita d’occhio.

Panorama sul lago

Per gettare lo sguardo sul bacino del Benaco, bisogna raggiungere bocca di Navene; solo lì, dalla terrazza accanto al bar, si può godere della magnifica vista di una gran porzione di lago. L’ambiente che vi circonda è quello della riserva Naturale della Gardesana Orientale, un’area poco estesa, ma caratterizzata dall’inaspettata sorpresa della vegetazione mediterranea. La discesa è a precipizio lungo i tornanti, molti dei quali impegnativi, che perdono quota verso Mori. Interrompe la corsa uno stop a Crosano per un’imperdibile passeggiata lungo i viottoli acciottolati, brevi e ripidi, tra le case in pietra. Se giunti a Mori sentiste già la mancanza di curve e panorami, procedete lungo una variante da godere fintanto che resta qualche ora di luce: e allora giù verso Avio percorrendo la sponda destra dell’Adige con risalita al monte Baldo verso il lago di Pra da Stua zigzagando sulla SP28; scorribanda sulla dorsale del monte, questa volta in direzione nord-sud, quindi puntate Ferrara di Monte Baldo, e poi giù verso il lago di Garda, che si raggiunge, dopo una serrata serie di tornanti stretti e ripidi, all’altezza di Castello di Brenzone. Guardando indietro, Punta Telegrafo, la cima più elevata del massiccio, è alta sopra la testa.

Scheda tecnica

Partenza: Affi
Arrivo: Castello di Brenzone
Lunghezza: 160 km.
Tappe: Caprino Veronese, Brentonico, Mori, Avio, Lago di Pra da Stua, Ferrara di Monte Baldo

Informazioni per visitare il monte Baldo

Proloco Ferrara di Monte Baldo
www.proloco-ferraradimontebaldo.it

Motoraduno dell’Orso
www.motorso.it

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