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Quart, scrigno segreto

Alla scoperta di un borgo antico lungo il fiume

Nelle acque della Dora Baltea, appena a valle di Aosta, si specchiano tesori storici e ambientali poco noti ma di grande suggestione. Che richiedono una sosta. Sempre sorprendente!

C'è un filo invisibile teso da una sponda all'altra della Dora Baltea appena prima dell'ingresso ad Aosta. Non è pericoloso, non intende sgambettare nessuno. Al contrario. Il viaggiatore che risale il corso della Dora con lo sguardo più attento, capisce al volo che l'occasione può essere ghiotta. Quel filo ammicca, parla, invita. Ma soprattutto accompagna da Quart a Charvensod lungo un itinerario nella Valle d'Aosta segreta, eppure tanto vicina e comoda da raggiungere. Il capoluogo, spesso, è addirittura a un tiro di voce.

Quart era una stazione di cambio dei cavalli sulla via delle Gallie distante quattro miglia romane da Aosta. L'occhio è attratto fatalmente dal castello, arcigno e grandioso, costruito su uno strategico costone panoramico. È del XII secolo, ma il suo aspetto attuale deriva dagli interventi effettuati dai Savoia tra il XIV e XVI secolo. L'edificio ha conosciuto alterne fortune, fino ad essere destinato a funzioni principalmente agricole nell'800. In questo momento è soggetto a lavori di recupero da parte della Regione, che ne è diventata proprietaria.

In auto si prosegue sulla costa della montagna in direzione est fino alla Necropoli di Vollein. Non immaginatevi le dimensioni delle più conosciute "sorelle" etrusche. Ma il sito è interessante, e dal 1968, anno della sua scoperta, sono state riportate alla luce circa 60 tombe dell'età eneolitica, tra il 2500 e il 3000 a.C. Una volta conclusi gli scavi, chi volesse farsi un'idea potrà osservare gli oggetti più significativi presso il Museo Archeologico di Aosta.

Nel territorio di Quart passava inoltre la Via Francigena che proveniva dalla Svizzera dopo aver valicato il Passo del Gran San Bernardo. Oggi, in questa zona il percorso coincide con lo Chemin des Vignobles, tracciato per valorizzare una viticoltura di qualità eccellente.

Prima di scendere sul fondovalle, vale la pena visitare la Riserva Naturale Tsatelet, in posizione sopraelevata quasi a picco su Aosta. L'area protetta si estende per 14 ettari attraversati da sentieri, da un Percorso vita ed è molto frequentata dai free climber che si cimentano su brevi pareti e massi erratici. Da qui si gode la più spettacolare vista sull'Emilius, la vetta simbolo di questa fascia del territorio regionale. La collina è un ottimo punto di osservazione del volo di uccelli, in particolare rapaci e corvidi; durante il passo migratorio, è possibile vedere poiane, astori, nibbio bruno e falco pellegrino.

Si trova, invece, accanto alla Dora, la Riserva Naturale Les Iles. Seppur in apparenza sacrificata dalla vicina autostrada, è un'oasi di pace formata da due laghi di cava "rinaturalizzati" ed è il più importante sito regionale di sosta e di alimentazione per l'avifauna migratrice; numerose sono anche le specie nidificanti, tra cui germano reale, folaga e cannaiola.

Da Les Iles si risale la Dora lungo la sponda destra, attraversando paesi anche piuttosto sopraelevati rispetto al corso del fiume, spesso circondati da vigneti e caratterizzati da monumenti poco noti ma che meritano una sosta: Pollein, ad esemprio, con la seicentesca parrocchiale di San Giorgio e il Giardino delle Rocce costruito con una serie di massi rappresentativi dei principali tipi di roccia delle montagne valdostane; nei pressi di Grand Brissogne, invece, si può ammirare l'antica torre cilindrica, resti del Castello di Brissogne crollato nel 1776. Sul versante opposto, infine, è da vedere anche Saint-Cristophe, con la bella Parrocchiale di San Cristoforo, di aspetto ottocentesco, e il Castello Passerin d'Entrèves (non visitabile).

All'inizio della strada che sale a Pila, la Cappella di Notre Dame de Pitié è uno dei luoghi di pellegrinaggio più cari ai valdostani. Costruita nel XVI secolo in località Pont Suaz, si fa notare per il grande affresco raffigurante la Crocifissione sulla facciata, mentre all'interno si possono ammirare l'altare maggiore settecentesco e alcuni dipinti ex voto e il gruppo di statue lignee policrome nella cripta sotto il presbiterio.

Entrati a Charvensod si visita la Parrocchiale dedicata a Santa Colomba, costruita nel 1622 su un precedente tempio cristiano. Poi, levato lo zaino dal bagagliaio, ci s'incammina verso l'Eremo di San Grato, posto a 1770 metri di altezza in una radura panoramica del cosiddetto "Bosco di Pila". Per ammirare con un solo sguardo tutti i luoghi visti fin qui.

 

Informazioni

  • Regione Autonoma Valle d'Aosta/Office du Tourisme di Aosta
    Piazza Chanoux 2
    Tel. 0165.23.66.27
    www.lovevda.it
  • Dove dormire
    B&B Le chat qui dort
    Villaggio Olleyes 2/A
    Tel. 349.25.78.401
    www.lechatquidort.it
  • Dove mangiare
    Ristorante Aux Routiers
    Loc. Amérique 42
    Quart (AO)
    Tel. 0165.76.50.16
    www.auxroutiers.com

Come arrivare

Per raggiungere Quart in auto percorrere l'autostrada A5 uscita di Aosta est, per poi continuare lungo la SS26. Per chi viaggia in treno la linea è la Aosta-Chivasso-Torino. 

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