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Il Bosco di San Francesco

Il Bosco di San Francesco

Weekend di primavera in Umbria, ad Assisi, nel Bosco di San Francesco dove il FAI ha ideato diverse possibilità di fruizione per visitare, oltre alla famosa Basilica, questo luogo tanto caro a San Francesco e comprendere così il senso di umiltà e spiritualità propri del Santo.

Parte dalla Basilica di San Francesco e termina in una radura sulla valle del Tescio il percorso di visita realizzato dal FAI nell'area di sessantaquattro ettari ai piedi della Basilica stessa. Un percorso da godere in pace - qui nel vero senso della parola! - la cui percezione va ben al di là della fede. La passeggiata è un tuffo nella storia e nel sacro, ma soprattutto nella natura, elemento principale di questo luogo. Storia, sacro e natura sono, dunque, le tre chiavi di lettura; tre diverse visioni che si intrecciano negli ottocento anni di storia del bosco, nelle leggende che si scoprono camminando, nei resti di una vita spirituale trascorsa qui dai frati e dalle monache benedettine. Buona visita!

Il percorso spirituale

Sui passi di Francesco, il prescorso parte dalla Selva per poi raccordarsi al Bosco di San Francesco. La terra madre, come la chiamava il Santo, è l'elemento principale dello spirito francescano; una terra integra in cui vigeva il rispetto per tutte le creature ospiti.
Questa visione di solidarietà con gli elementi naturali, contrastava con quella dell'epoca, in cui tutto ciò che si estendeva oltre la protezione delle mura era considerato ostile e minaccioso. A lasciare quindi "deserta", ossia priva di manufatti riconducibili all'uomo, la prima porzione di bosco, sono proprio i frati mendicanti, che abbracciano la filosofia della devozione alla natura.
Le monache benedettine, cui era richiesto il voto di stabilità, abitano invece il Monastero di Santa Croce, ai piedi del Bosco. La gestione razionale del bosco inizia con l'insediamento dei benedettini, che lo curano e lo sfruttano per soddisfare a bisogni primari: tagliano la legna, creano zone di riproduzione di diverse specie arboree e tracciano muretti a secco e canali per irrigazione.
In questo contesto si inserisce quella che, per tutti, è l'immagine più famosa del Bosco: i tre grandi cerchi tracciati nella radura, grande opera di Land Art realizzata da Michelangelo Pistoletto. Il visitatore, che Pistoletto ha definito il "pellegrino del XXI secolo", si trova così a percorrere la serpentina su cui si eleva un doppio filare di ulivi, per diventare protagonista dell'opera stessa. Questo percorso raffigura, nella visione dell'artista, il passaggio tra il "Primo Paradiso", ciè lo stato naturale del mondo prima che l'uomo ci mettesse mano, un "Secondo Paradiso", cioè il mondo globalizzato e fondato sulla soddisfazione di falsi bisogni, e il "Terzo Paradiso", il cerchio centrale, più grande degli altri due, cioè la possibile strada per un'armonia futura, da imboccare per evitare la collisione tra gli altri due mondi, naturale e umano.

Il percorso storico

In questa chiave di lettura, il visitatore concentrerà la sua attenzione sulle testimonianze storiche presenti nel bosco, proprio a partire dalla cinta muraria, in epoca romana parte integrante delle mura della città. Abbandonata l'architettura solenne della Basilica, che si mostra a lungo, anche procedendo nella parte bassa del percorso, si incontrano prima il Ponte dei Galli e, più oltre, i resti di un complesso sistema architettonico di natura religiosa e rurale, che comprendeva un ospedale, il monastero e la chiesa benedettini e un mulino. L'Ospedale del Ponte dei Galli era già attivo nel 1250, con una prima gestione dei frati francescani.
Dal Centro Visitatori del Bosco di San Francesco, ospitato nella canonica benedettina, si accede alla romanica Chiesa di Santa Croce, originaria della metà del XIII secolo e modificata nel Seicento: uno splendido affresco, con Sant'Elena e la Vergine in adorazione della nuda Croce, abbellisce l'abside.
Ed eccoci di nuovo all'opera del Pistoletto; la radura è dominata dalla Torre Annamaria, trecentesca, dalla cui sommità, raggiungibile tramite una moderna scala esterna,si gode una splendida vista sul paesaggio e sul Terzo Paradiso. Un mulino del XII secolo chiude il percorso, prima di inforcare il sentiero che riconduce al complesso di Santa Croce.

Il percorso paesaggistico

Boschi, radure e campi coltivati. Tutto in ordinata armonia, tutto collegato da sentieri protetti da parapetti dove occorre, gradoni in legno e pietra che superano i vari dislivelli e conducono a qualche belvedere. Il percorso è lo stesso, ma un visitatore più interessato agli aspetti della natura sarà felice di distinguere le varie specie di piante e le mutazioni che i due diversi ordini di monaci, i francescani e i benedettini, hanno impartito o non impartito al Bosco. L'opera di Land Art che chiude il percorso risponde perfettamente a quel rispetto rigoroso per la natura impartito da San Francesco: il solco che definisce il perimetro dei tre cerchi che costituiscono i tre diversi mondi, è stato infatti tracciato da un semplice aratro trainato da buoi.

Orari e prezzi

Il Bosco è aperto dal martedì alla domenica e i soli lunedì festivi, dalle 10.00 alle 19.00 da aprile a settembre; con orario ridotto dalle 10.00 alle 16.00 nei mesi di ottobre, novembre, dicembre e marzo. In luglio e agosto il Bosco è aperto anche tutti i lunedì.
A sostegno delle attività del Bosco, ai visitatori è richiesto un contributo d'ingresso di 4€.

 

Per chi viaggia in camper
Aree di sosta
Parcheggio Santa Maria degli Angeli
via Giosuè Borsi
Tel. 075.80.44.199
www.sabait.it
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, servizi igienici

 

Informazioni

visitfai.it 

Come arrivare

Provenendo da nord, si percorre l'autostrada A14 fino all'uscita di Cesena; da qui si prosegue verso Perugia lungo la E45 fino all'uscita di Assisi. In alternativa è possibile procedere lungo l'autostrada A1 fino all'uscita Valdichiana, continuando quindi sul raccordo autostradale per Perugia. Superata la città ci si immette sulla E45 per Cesena, fino all'uscita di Assisi.
Per chi proviene da Sud lungo l'autostrada A14, l'uscita consigliata è quella di Civitanova Marche. Da qui si segue la SS77 per Foligno e un tratto di SS75 fino ad Assisi. Se si risale l'Italia guidando sull'autostrada A1, l'uscita è quella di Orte da cui si prosegue sulla E45 in direzione Perugia fino al bivio con la SS75 che si prende a destra verso Bastia Umbra e fino alla meta.
Gunti ad Assisi, in fondo al rettilineo imboccare Via San Vittorino fino alle indicazioni dei parcheggi per le auto presso il complesso benedettino di Santa Croce

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