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Pellegrinaggio all’Eremo di San Romedio

Un weekend di fede in Val di Non, in Trentino, per visitare un eremo antico che sembra quasi un castello.

Pellegrinaggio all'eremo di San Romedio, dimora spirituale con le fattezze di un castello nella più solare delle valli trentine. Racconta la storia di un santo che legò il suo nome alla presenza di un orso.

Quando si pensa ad una chiesa la si immagina suddivisa in navate scandite a loro volta da cappelle e altari votivi. È poi normale aspettarsi il canonico edificio con la tradizionale facciata e nelle immediate vicinanze il campanile. Il Santuario di San Romedio non è nulla di tutto questo ma un eremo che pare un castello, degna ambientazione della più bella tra le fiabe.

C'è un lago circondato da belle montagne (il Lago di Santa Giustina in Val di Non); dalla vallata dove è adagiato questo specchio d'acqua una gola si addentra nel fianco della montagna e, dove le pareti di roccia si allargano a formare un anfiteatro, su uno sperone svetta un edificio molto simile al castello di Biancaneve che eravamo abituati ad immaginare nei sogni.

Invece è tutto vero, ed ancora più stupefacente è la storia di santità che caratterizza questo luogo dove, all'inizio dello scorso millennio, si ritirò a vita penitenziale un nobile tirolese di nome Romedio di Thaur. Di ritorno dal pellegrinaggio alla Santa Sede, rinunciò a tutti i suoi averi e, su consiglio del Vescovo di Trento, fece visita in Sanzeno al luogo del martirio dei primi cristiani venuti ad annunciare il Vangelo nella Val di Non. Affascinato dall'ambiente, decise di rimanere scegliendo come dimora una grotta tra i boschi.

In comunione con Dio e con la natura, i montanari cominciarono a frequentarlo e ad accompagnarlo nelle preghiere al fianco della croce piantata sullo sperone presso la cavità.

Alla sua morte, avvenuta in età molto tarda, il luogo e la tomba scavata nei pressi della grotta, divennero meta di pellegrinaggio, dando inizio alla storia del santuario. Riconosciuto il culto da parte del vescovo, alla prima semplice chiesetta si aggiunsero altre costruzioni, che, non avendo spazio dove appoggiarsi si fu costretti ad erigere più a valle, creando di fatto un santuario sviluppato in senso verticale.

La sensazione che oggi si prova nel varcare la soglia di San Romedio è quella di una sorta di ascensione: di cappella in cappella la ripida gradinata conduce all'ultimo altare, dove sono conservate le reliquie, in prossimità della grotta del santo.La facciata, in stile anaune del sec. XVIII è ornata da un crocifisso ligneo del '500 e da una statua di San Romedio benedicente.

Inciso sull'architrave si legge: "Fatto stupendo, o cosa strana! L'orso, la belva si fa umana. Stupor maggior che l'uomo nato in belva or cerchi di essere cangiato."

Il cortiletto rinascimentale è circondato dalla parte residenziale dell'eremo, edificata gradualmente dall'XI secolo e sviluppatasi nelle forme di un maso di montagna. Dal più recente dopoguerra, è un piccolo convento francescano. Le colonne del loggiato (realizzato nell'anno 1729) furono prelevate dal Castel Valer, acquistate con offerte dei pellegrini.

Poco oltre l'inizio della scalinata, l'arco trionfale del 1770 accentua il trascinante effetto prospettico verso la sommità del complesso. La scritta "memento mori" sulla facciata è un chiaro monito. Qui raccontano addirittura che un tempo i devoti percorressero l'itinerario in ginocchio, fino all'ultima rampa.

Oggi i pellegrini si "guadagnano" la salita lungo le chiesette che si succedono in senso non strettamente cronologico, anche se si parte dalla più recente (a valle presso l'ingresso) per raggiungere la più vecchia, sulla vetta. Nell'ordine sono dedicate all'Addolorata (è un ex-voto successivo alla Grande Guerra), a San Giorgio (fatta erigere da Giorgio di Castel Cles nell'anno 1487), alla Via Crucis (successione di 7 cappelle con statue lignee), a San Michele (in stile gotico, realizzata dai conti Thun).

Segue la Chiesa Maggiore di San Romedio, eretta con pietre trasportate dai pellegrini e disegno a pianta irregolare per potersi meglio adattare alla roccia su cui poggia.

Attraverso una feritoia nel pavimento, è visibile la grotta che fu dimora del Santo. Da qui, sette gradini elevano alla chiesa antica, la prima costruita nel 1000 sulla tomba. Consolidato il culto, nel XII secolo le reliquie furono deposte in un'urna e collocate nel sacello dove si trovano oggi.

Dal terrazzino ai piedi dell'ultima falda del tetto ci si affaccia dalla vetta del complesso, nel cuore dell'anfiteatro boscoso.

Dove mangiare per la famiglia
Hotel Il Falchetto‎
Localita' Le Regole Di Malosco
Fraz. Le Regole
Sarnonico (TN)
Tel. 0463.87.01.88
www.hotelilfalchetto.it

Dove dormire per la famiglia
Hotel Casez
Via Roma 48
Casez di Sanzeno (TN)
Tel. 0463.43.41.30
www.hotelcasez.it

Dove mangiare per il gruppo di amici
Ristorante Due Laghi
Locorso Palu' 1
Coredo (TN)
Tel. 0463.53.61.04

Dove dormire per il gruppo di amici
Hotel Miravalle
Via G. Marconi 12
Coredo (TN)
Tel. 0463.53.61.41
www.miravalhotel.it

Informazioni

  • Santuario di San Romedio
    Località San Romedio 1
    Coredo (TN)
    Tel. 0463.53.61.98
  • APT Val di Non
    Via Roma 21
    Fondo (TN)
    Tel. 0463.83.01.17  /0463.83.01.33
    www.visitvaldinon.it

Come arrivare

Per raggiungere il santuario si lascia l'autostrada A22 del Brennero a San Michele all'Adige, quindi si segue la SS43 in direzione Cles. Giunti al bivio di Dermulo si gira a destra, in direzione Mendola, e dopo 4 km si arriva a Sanzeno. Raggiunta la piazza, si svolta a destra imboccando la stretta strada asfaltata che conduce al parcheggio dell'eremo.

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