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Passeggiata per Segonzano

Piramidi di terra, vigneti e sapori trentini

Una quindicina di frazioni sparse, che si allungano nella Val di Cembra lungo il letto del piccolo torrente Alvisio, sono il cuore di Segonzano conosciuto ai più per le spettacolari formazioni rocciose dall'aspetto quasi umano chiamate qui "Omeni de tera".

Le piramidi di Segonzano

Sono loro i gioielli più conosciuti di Segonzano, colonne di pietra disposte in fila secondo uno schieramento che viene definito a canna d'organo, alte quasi 20 metri e caratterizzate da un colore giallo e quasi dorato. Un fenomeno geologico verificatosi solo qui circa cinquanta mila anni fa, originato da un deposito morenico residuo di un ghiacciaio risalente all'era quaternaria. Le piramidi di terra hanno forme davvero bizzarre, silhouette allungate sormontate da formazioni rocciose a punta oppure a cresta, con una pietra di porfido in cima che le fanno somigliare a teste umane con tanto di capelli. A renderle uniche una miscela fatta di terra e ciottoli dalle dimensioni più disparate, induritasi dal tempo e dall'azione incessante del ghiacciaio. Rimodellate dall'acqua piovana, le piramidi di terra spuntano con i loro buffi pennacchi tra una folta vegetazione a tratti anche selvaggia.
Per partire alla scoperta di queste singolarità potrete percorrere il sentiero didattico ricco di scorci panoramici adatto agli adulti quanto ai bambini (da aprile a ottobre a pagamento, 3 € per gli adulti, 1 € per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, gratis per i bambini fino ai 6 anni), oppure dalla località Prada in poco più di un chilometro potete raggiungere il balcone panoramico che affaccia sulle piramidi.

Antichi manieri e santuari immersi tra i boschi

Poco a nord delle piramidi di terra ci si allunga verso il comune di Segonzano, a circa di 700 metri di altezza, in un panorama fatto di vigneti segno di quella viticoltura eroica che si manifesta nei terrazzamenti murati sui pendii. Non solo vino ma anche agricoltura, artigianato, lavorazione del legname – nel medioevo tutto il territorio riforniva la flotta veneziana di legno di abete rosso usato nella costruzione delle navi – e del porfido. Immortalato dai celebri acquarelli che Albrecht Dürer dipinse nel 1494, vanto e orgoglio cittadino, il castello di Segonzano si erge a dominare la Val di Cembra con le torri merlate, un impianto medievale e un aspetto in parte minaccioso. Saccheggiato dalle truppe napoleoniche nel 1796, il maniero venne poi demolito nell'Ottocento e oggi del castello non restano che alcuni resti raggiungibili percorrendo il sentiero di Corvaia che si snoda tra meleti e vigneti (i resti sono accessibili tutto l'anno attraverso passerelle e pedane panoramiche).
Sempre tra i boschi potrete scoprire il Santuario della Madonna dell'aiuto, una chiesetta all'ombra di un grande tiglio che ospita al suo interno il quadro della Madonna dell'aiuto, copia della Mariahilf di Lukas Cranach conservata nella chiesa di San Giacomo a Innsbruck.

I grandi bianchi e gli strangolapreti

Posta com'è tra i dolci pendii della Val di Cembra e l'altopiano di Piné, la cittadina è un buon punto di partenza per percorrere i sentieri del percorso naturalistico dedicato ad Albrecht Dürer, ma anche per immergersi tra i sapori del territorio. Siamo nella zona dei grandi vini bianchi come il Müller Thurgau principalmente, ma anche il Riesling e lo Chardonnay solo per citarne alcuni. Assolutamente da assaggiare gli gnocchi, nella versione strangolapreti con pane raffermo e spinaci, o di patate da condire con burro fuso, gli immancabili canederli, la carne salada e il famoso speck. E per i più golosi non resta che chiudere con il classico strudel di mele.

 

Informazioni

www.visitpinecembra.it

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