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Un giorno alla Galleria degli Uffizi

I capolavori imperdibili della Firenze medicea

Assalita dai turisti di tutto il mondo, la Galleria degli Uffizi raccoglie una delle più straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture dal Medioevo all'età moderna. Ecco quali meraviglie non devono passare inosservate durante la visita.

Giotto o Leonardo, Raffaello o Michelangelo: chi è il più grande? Difficile dare una risposta. Non prima, almeno, di aver visto con i propri occhi i loro più grandi capolavori uno in fila all'altro. Dove? Ma alla Galleria degli Uffizi, naturalmente, il museo di Firenze più famoso al mondo. Non intimoritevi per le lunghe code all'ingresso. Preparatevi invece, durante l'attesa, a programmare uno dei viaggi nella storia dell'arte più seducenti di sempre. Consapevoli che agli Uffizi non è solo la grande arte italiana a brillare sotto i soffitti affrescati di sale e corridoi. Ma anche quella europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga.

L'edificio

Prima di entrare, visto che ne avrete tutto il tempo, vi raccomandiamo di non sottovalutare il luogo in cui vi trovate: un monumentale edificio rinascimentale, frutto della creatività sbalorditiva del poliedrico Giorgio Vasari, architetto, storico dell'arte e pittore. Il palazzo gli era stato commissionato nel 1560 da Cosimo I de' Medici, con l'idea di ospitare non un museo, ma uffici, un teatro, e altri luoghi riservati ai Granduchi di Toscana. Cosimo si era inoltre raccomandato di costruire un edificio da cui fosse ben visibile il simbolo del potere granducale in città, ovvero la Torre di Palazzo Vecchio. Vasari realizzò allora per prima cosa un complesso a "U" aperto verso Piazza della Signoria e la sua altissima torre. Poi, alcuni anni dopo, fece costruire un formidabile Corridoio (detto appunto Vasariano) che ancora oggi collega Palazzo Vecchio e gli Uffizi a Palazzo Pitti (l'allora residenza dei Granduchi) sopra il Ponte Vecchio: un chilometro di scorci meravigliosi su Firenze (e una carrellata di circa 700 opere d'arte e 400 autoritratti che, però, al momento sono preclusi al pubblico per lavori di restauro).

I capolavori del Trecento e Quattrocento

Varcata la soglia dell'ingresso, ecco l'esposizione museale, fresca di rinnovamenti e ricollocazioni. Si sviluppa sui 2 piani dell'edificio principale, collegati da ampie e sontuose scalinate (ma anche da ascensori) e sviluppati lungo due lunghi corridoi, di Levante e di Ponente. La parte più consistente e interessante delle opere si trova nelle sale del secondo piano: lo stupore vi coglierà fin dalla Sala dei Primitivi (sala 3), dove trovate tre gigantesche pale d'altare frutto dall'ingegno pittorico di Duccio, Giotto e Cimabue. Dalla sala attigua (sala 4) inizia poi il viaggio alla scoperta dei grandi maestri del Quattrocento: da Paolo Uccello al Masaccio, da Filippo Lippi (sala 8) a Piero della Francesca (sala 9): non potrete non riconoscere il profilo di Guido da Montefeltro, icona della pittura rinascimentale che appare su tutti i libri di storia dell'arte. Così come le straordinarie opere di Sandro Botticelli (sale 10-14), in particolare La Nascita di Venere e L'Allegoria della Primavera.

La Tribuna, Camera delle Meraviglie

Nella sala 15 fatevi strada tra gruppi in visita e drappelli di visitatori: c'è da ammirare la splendida Annunciazione di Leonardo da Vinci. Mentre poco oltre, dal corridoio della loggia, sbirciate (è vietato infatti l'accesso) in quello che è considerato il "cuore" del museo, la Tribuna, la piccola stanza ottagonale utilizzata da Francesco I de' Medici come "studiolo". È qui che, dalla seconda metà del Cinquecento, sono entrate, come in una Camera delle Meraviglie, le prime sculture, i libri, i dipinti, le monete, le armature e altri preziosi elementi che hanno dato origine all'immenso patrimonio artistico della Galleria.

La vista panoramica

Lungo il corridoio sull'Arno la vista spazia a 180 gradi abbracciando il Ponte Vecchio, la collina di San Miniato, il Giardino Bardini e il Giardino di Boboli. Mentre all'interno sfilano sculture e busti dell'antichità appartenuti alla famiglia Medici.

I capolavori del Cinquecento

Il Cinquecento è a un passo da voi: Michelangelo con l'esplosione di colori del Tondo Doni, la scuola veneziana con Tiziano e Sebastiano del Piombo, i pittori emiliani, quelli veneti, e quelli lombardi. Le sale 34 e 35 danno accesso al Corridoio Vasariano, mentre più avanti si ammirano la Sala della Niobe e i vedutisti fiamminghi. Concedetevi una sosta nella caffetteria sopra la Loggia dei Lanzi, non solo per dissetarvi ma anche per ammirare il panorama sulla città. E poi terminate la visita passando al primo piano, ripercorrendo a ritroso il corridoio verso l'uscita, tra una collezione di statue ellenistiche e le sale dedicati ai pittori del Manierismo, a Bronzino e Raffaello, e ai nuovi allestimenti delle sale dedicate al Correggio, a Tiziano e al Parmigianino.

Consigli per la visita

È vivamente consigliato programmare per tempo la vostra visita: l'orario migliore, considerando che il museo apre tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 8,15 alle ore 18,50 è verso metà pomeriggio, quando le code per l'ingresso si assottigliano, le sale sono più silenziose... e nel biglietto è compresa la vista di una Firenze al tramonto: un capolavoro davvero senza tempo!

Informazioni

www.uffizi.it

 

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