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Su due ruote alle spalle dei Templi

Coast-to-coast in Sicilia

Si parte da Agrigento, dopo la visita alla Valle dei Templi, per scoprire la Sicilia interna, quella appartata, di monte. Lungo la statale 118, che si snoda fino a raggiungere Ballarò, il Capo e i vivaci mercati di Palermo.

Agrigento non è certo una città da liquidare in fretta. La visita alla Valle dei Templi, se considerata nella sua completezza, richiede parecchio tempo. E magari anche una sveglia presto, poiché le ore migliori sono quelle del mattino; poi il caldo diventa impegnativo anche in periodi non sospetti. Il pomeriggio lo si riserva alla visita della città, con i bellissimi edifici medievali ancora presenti; all'ora tarda si gusta lo struscio lungo la Via Atenea e l'aperitivo, magari in un locale affacciato proprio sull'immenso sito archeologico. Senza tralasciare di raggiungere il monastero di Santo Spirito per scoprire che le religiose sono famose per i loro dolcetti di mandorla e per un impareggiabile cuscus dolce ai pistacchi, in vendita ogni giorno fino a esaurimento.

La statale 118

Fuori città è già montagna. La statale 118, uno di quei tracciati prediletti dai biker amanti delle pieghe, porta presto a dimenticare il mare. Curva dopo curva si immerge tra dolci pendenze, in un mare d'erba generoso di fioriture di tutti i colori in ogni stagione. Il tratto forse più spettacolare - e anche il più "guidato" - è quello che si attacca subito dopo Raffadali, in un ambiente aspro e suggestivo al tempo stesso, caratterizzato dalle marne.

Pochissimi i centri abitati incontrati nei 150 km che separano Agrigento da Palermo, ma ognuno con una storia e una connotazione propria. Tutti custodi di piccoli gioielli di architettura, portali in pietra, antiche fontane e... di sapori schietti di una cucina locale orgogliosa delle proprie tradizioni.

Nel territorio di Alessandria della Rocca, nei Monti Sicani, sono presenti due necropoli, quella di Gruttiddri, piccola e a grotticelle scavate nella roccia, e quella di Lurdicheddra, con vestigia di insediamenti di varie epoche. Sotto l'abitato di Bivona, che si raggiunge con una corsa in un ambiente quasi "magico", con formazioni rocciose sparse nel verde, si può compiere la breve deviazione per il lago accanto alla Madonna dell'Olio.

A Santo Stefano Quisquina, la deviazione verso Castronuovo di Sicilia porta a Rocca Reina: sotto un immenso prato abitato da una colonia di asinelli, Lorenzo, il titolare di questa insolita "fattoria dell'arte", ha lavorato nella pietra enormi sculture che se ne stanno in mostra sotto il cielo. A seguirle, si raggiunge un grande teatro all'aperto, sulla cima del monte, con una scena di forma ellittica che richiama il moto della terra attorno al sole. Sotto di esso il panorama è semplicemente grandioso.

Ancora due graziosi laghi spezzano la corsa verso Palermo: quello di Pian del Leone e, poco oltre, quello di Prizzi, non lontano dall'omonimo, splendido borgo di case bianche. Se capita di passarci a Pasqua, è imperdibile il ballo dei diavoli, una festa di origine medievale che si replica da tempi lontanissimi.

Superata Corleone, un viale, ora quasi dritto, di pini marittimi sfila accanto al lago di Scanzano e punta verso il gran vociare di Palermo. La moto si lascia in uno dei parcheggi custoditi del centro - perfetto quello accanto al Teatro Massimo - e, a piedi, ci si tuffa nell'atmosfera dei mercati. Tra barocco e street food, tra architetture monumentali e testimonianze fenicie, arabe, normanne, tra arancini e strade eleganti, neanche Palermo si guarda in fretta. E la visita non può che culminare, di nuovo in moto, sulla modaiola spiaggia di Mondello.

Dovendo rientrare ad Agrigento, la statale 189 è un'ottima alternativa alla strada fin qui percorsa: scorrevole e veloce, non delude certo né per la guida, né per il paesaggio in cui si snoda, tra dolci rilievi e una costellazione di paesini alti sui cocuzzoli, se volete, tutti da scoprire. 

  • SCHEDA TECNICA
  • Partenza
  • Agrigento
  • Arrivo
  • Agrigento
  • Lunghezza
  • 300 km.
  • Tappe
  • Raffadali, Santo Stefano Quisquina, Corleone, Palermo; Lercara Friddi, Aragona

INFORMAZIONI

www.provincia.palermo.it/turismo

Per arrivare a Palermo via nave da Genova o da Porto Torres:
www.gnv.it

Come arrivare

Per chi proviene da Messina, percorrere la A20 che si inserisce poi sulla A19; per chi proviene da Catania o Enna, A19; per chi giunge da Trapani, A20. La città segna la fine dei tronconi autostradali.
Palermo si può raggiunge anche va mare da Genova, Civitavecchia e Napoli.

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