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La Sartiglia di Oristano

L’altra faccia di Oristano

Inizia con un cerimoniale sublime, culmina con la promessa di un raccolto generoso. In mezzo, una coreografia di cavalli, tamburi, bandiere e un cavaliere che dovrà consumare di fronte al popolo la sua eroica impresa; ecco a voi la Sartiglia, carnevale tradizionale della Sardegna.

La storia

La Sartiglia, festa della magia e della prosperità, ha una storia lunga cinquecento anni. Il clou della giostra cavalleresca è la corsa alla stella (la sorticula), che ha per protagonista Su Componidori, nominato il 2 febbraio di ogni anno, durante la festa della Candelora. La vestizione di Su Componidori, che apre il cerimoniale, è un rito quasi sublime, uno dei più impenetrabili della tradizione sarda, celebrato da ragazze in costumi antichi. Da quando viene vestito, su un tavolo che rappresenta l'altare, Su Componidori non può toccare terra, al fine di conservare la purezza per gareggiare e vincere. Sarà lui che, al galoppo sfrenato, sotto l'incessante rullio dei tamburi, dovrà cercare di infilzare quante più stelle possibili. Più alto è il loro numero, maggiore sarà il raccolto della comunità e anche la fortuna dello stesso cavaliere. La Sartiglia si conclude con un ultimo rito, Sa Remada, che impone al cavaliere di percorrere di corsa la pista disteso di schiena sul dorso del cavallo.

Programma

Domenica 3 marzo Sartiglia del Gremio dei Contadini;
Martedì 5 marzo, Sartiglia del Gremio dei Falegnami.
In entrambi i giorni, questo il programma dell'evento: Ore 10: bando, cioè l'invito alla popolazione ad assistere alla giostra equestre. Ore 11: annullo postale speciale nella sede della Fondazione della Sartiglia, presso uno sportello filatelico straordinario. Ore 12: vestizione, uno dei momenti più importanti della giostra. Ore 13,15: corteo, che conclude la cerimonia della vestizione. Ore 13,30: corsa alla stella. Ore 16,30: corsa delle pariglie. Ore 18.30, svestizione (de su Componidori nella sede del Gremio dei Contadini nella giornata di domenica; de su Componidori nella sede del Gremio dei Falegnami il martedì)

Cosa c'è da vedere

Oristano vanta un numero incredibile di chiese e alcuni palazzi notevoli. Fuori porta, imperdibile è la penisola del Sinis: piccola, quasi piatta, si raggiunge dopo aver costeggiato lo stagno di Cabras. Passeggiate a San Giovanni accanto alla magnifica chiesetta paleocristiana, la più antica in Sardegna ancora in uso. Percorrete fino in fondo l'unica strada che taglia in due la penisola in un ambiente magico, introvabile altrove. Fermatevi a Su Pallosu e a Putzu Idu, cercate i pescatori e sedetevi accanto a loro per ascoltare le loro storie.

 

INFORMAZIONI

www.fondazionesartiglia.info

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