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Weekend in camper nelle Langhe

Alla scoperta di vigne e castelli

Patrimonio dell'Umanità. Le Langhe sono un territorio da esplorare adagio in camper, rincorrendo le geometrie perfette dei filari d'uva, con soste nei piccoli borghi e nelle cantine.

I colli delle Langhe, sono un rincorrersi di ondulazioni verdissime, assolutamente "pettinate". I filari d'uva, quelli dei vini tanto famosi quanto pregiati, si inseguono a perdita d'occhio, allineati in una geometria regolare, interrotti qua e là da piccoli e graziosi borghi spesso raccolti attorno a una torre o un castello. Il territorio è attraente già sulle carte geografiche, racchiuso tra il corso del Tanaro a ovest e della Bormida di Spigno a est, con il Belbo e la Bormida di Millesimo che scavano suggestive vallette e gole.

Perdersi tra le Langhe

Difficile tracciare a priori un percorso, o meglio, difficile sarà poi mantenerlo. Le colline, le stradine che tagliano i filari, i borghi sui crinali, i castelli, le insegne delle Strade del Vino o, semplicemente, le aziende agricole che invitano a degustazioni e acquisti, saranno un richiamo irresistibile per compiere deviazioni e soste fuori dalla tabella di marcia. Se non viaggiate con un mezzo di dimensioni esagerate, infilate senza indugio le strade laterali e godetevi il giro in libertà, seguendo l'istinto. C'è una torre quasi in ogni luogo e ci sono i vini, le enoteche, i laboratori gastronomici. Insomma, c'è da sbizzarrirsi, da vedere, da bere e, ovviamente, da acquistare!

Alba, partenza certa!

Il giro non può che partire da quella che ne è considerata la capitale: Alba. Città antica, città del tartufo oltre che del vino, centro estremamente vivo dal punto di vista culturale ma anche città delle torri (un tempo se ne contavano cento), Alba è un luogo cui dedicare un giro. Prendetevi dunque il tempo per passeggiare almeno lungo via Vittorio Emanuele, per gli albesi la Via Maestra, e via Cavour, tra bei palazzi e architetture dove, naso all'insù, vi sorprenderete di trovare impronte Liberty e fregi rinascimentali. Stupendo quello di Casa Fontana, sulla Via Maestra, le cui formelle riproducono musicanti, dame e cavalieri danzanti, circondati da ghirlande di fiori.

Immersi nelle ondulazioni

Volendo dare un ordine al viaggio, lasciata Alba, si può puntare verso Grinzane Cavour respirando la storia con una visita all'imponente castello trecentesco (ampliato poi nel Seicento), con un magnifico Salone delle Maschere: qui soggiornò il Conte Camillo Benso dal 1832 al 1849. Su un colle opposto a Grinzane Cavour spicca Diano d'Alba; non ha un castello, ma una parrocchiale settecentesca che si nota da lontano. Di fronte alla chiesa, sul punto più alto del paese, un piccolo giardino è, in realtà, un balcone panoramico esagerato, e regala uno scenario a 360° dall'arco alpino alla valle del Tanaro: imperdibile. Se invece non volete iniziare subito con le deviazioni, tirate dritto e da Grinzane, raggiungete Barolo un nome che da solo è una garanzia! Nome di origine celtica, "bas reul", che indica la posizione dell'abitato, in mezzo a una conca, le case a circondare il Castello Falletti, nelle cui sale sono ospitati anche il Museo del Vino e la biblioteca storica riordinata da Silvio Pellico. Sempre qui, non perdete una insolita, quanto curiosa puntata al Museo dei Cavatappi, in piazza Castello.
Dopo un tratto a ritroso, puntate il trecentesco castello di Serralunga d'Alba che domina il borgo e ha un magnifico giardino a cui potrete accedere liberamente.
In un mare di vigne e campi coltivati, godetevi la strada fino a Pedaggera, prima di deviare a destra per Bossolasco, uno dei comuni più alti della Langa, affacciato sulla valle del Belbo. La sua storia è segnata dalle liti tra le famiglie dei Marchesi del Monferrato e dei Marchesi del Carretto. A imperituro ricordo delle signorie, resta il seicentesco Castello del Balestrino, edificato utilizzando pietre e ruderi del trecentesco castello dei Del Carretto, lasciato cadere in rovina dopo la conquista, nel 1431, da parte dei Visconti. Segni dei Marchesi del Carretto sono presenti anche nell'architettura maestosa del castello di Saliceto, vicinissimo al confine con la Liguria, lungo la Via del Sale. La visita guidata al castello comprende anche quella al borgo medievale e di alcune chiese antiche riccamente affrescate. Ancora nel territorio di produzione della patata dell'alta valle Belbo, come indicato dai cartelli a bordo strada, si scende fino al torrente per guadagnare sulla sponda opposta il paesino di Feisoglio, che ogni anno dedica alla nocciola una festosa sagra. Dopo un tratto della tortuosa strada di crinale, piegate a destra per Cortemilia: se avete letto Cesare Pavese, ecco, vi sembrerà di essere nelle pagine dei suoi romanzi. Non perdetevi qui una passeggiata nella capitale della nocciola, spaccata in due dal corso della Bormida: da una parte il borgo di San Pantaleo, dall'altra quello di San Nicola. Nell'ex Palazzo della Pretura è ospitato il Centro di Interpretazione dell'Ecomuseo dei Terrazzamenti: alle spalle del borgo, il paesaggio terrazzato è un'opera monumentale che accoglie sei itinerari che si snodano nella storia e nelle tradizioni della comunità locale.
Una serie di tornanti precipitano sul Parco Regionale di Piana Crixia: fermatevi in uno dei primi spiazzi (ce ne sono!) e godetevi il panorama sulla valle. Cercate poi la strada che conduce a Roccaverano, il comune più alto, quasi 800 metri, che si individua spesso durante il girovagare tra le colline per la sua torre che faceva parte del castello. Nella piazzetta del borgo c'è una graziosa chiesa costruita all'inizio del 1500 su disegno del Bramante mentre poco fuori, svetta isolata, la Torre di Vengore.
Seguendo il corso del torrente Tatorba, arriverete a Monastero Bormida, dove la sorpresa sta nel fatto di trovare il castello in basso (perché un tempo era un monastero), a un passo dalla Bormida di Millesimo, appena oltre il ponte medievale costruito dai monaci benedettini nel XIII secolo. Da vedere c'è anche la vicina torre campanaria collegata al corpo del castello con un arco a tutto sesto.
Se non volete uscire dalla lentezza e dall'unicità di questi paesaggi, prendete verso Bistagno ma svoltate subito a sinistra per Rocchetta Palafea prima di chiudere il giro con un salto a Mango, per passeggiare lungo un itinerario fenogliano e scorgere i molti luoghi del paese citati nei romanzi di Fenoglio. Infine, allungato su un crinale affacciato sul Tanaro, incontrerete Barbaresco già visibile per la millenaria Torre del Bricco: a pianta quadrata, alta 36 metri, è visitabile e regala un panorama di colli a perdita d'occhio.

Il vino e le cantine

Barbaresco, Barolo, Nebbiolo e Moscato; i Dolcetti d'Alba, di Diano d'Alba e di Dogliani; infine i Barbera d'Asti e d'Alba. Sono solo i più famosi tra i rossi che distinguono la produzione vinicola delle Langhe. Cercateli! E perdetevi tra centinaia di pregiate etichette locali. Ascoltate la storia dei vini, che racconta gente e passione da portare a casa in una bottiglia. Ecco alcune indicazioni.
L'Enoteca Regionale di Barbaresco è nella suggestiva ex Confraternita di San Donato. Si va in castello, invece, per l'Enoteca di Barolo, tra le mura del Castello Falletti e per l'Enoteca Regionale Cavour, a Grinzane Cavour. Nel castello di Mango c'è l'Enoteca Regionale del Moscato di Mango che promuove tre tipicità: il moscato, la nocciola, l'olivo. In un edificio storico, a Diano d'Alba ,c'è la Cantina Comunale come a La Morra, nelle cantine settecentesche del Palazzo dei Marchesi del Barolo, sede della Compagnia dei Vignaioli di La Morra, 73 produttori di Barolo, Nebbiolo, Dolcetto e Barbera. E non sono mica tutte qui!

Shopping di gusto

Il tartufo bianco di Alba non ha bisogno di presentazioni; è protagonista di una fiera internazionale tutti gli anni in autunno. Assaggiate poi la varietà di nocciole Tonda Gentile delle Langhe, che troverete in tutte le pasticcerie artigianali sparse nei borghi (provate a Cortemilia!). Squisite sono tutte le robiole delle Langhe e, in particolare, la Robiola di Roccaverano Dop, un formaggio a pasta molle, senza crosta, prodotto con almeno il 50% di latte di capra. Cercate gli agnolotti del Plin (il plin è il "pizzicotto" che serve a chiuderli) e ingegnatevi a scoprire la differenza tra questi e l'agnolotto torinese. Assaggiate le salse, o "bagne" tra cui, con moderazione, quella "d'infern", a base di peperoncino; e mettete in borsa i salumi langaroli, dopo aver assaggiato la salsiccia cruda di Bra, rigorosamente annaffiata da Barbera o Dolcetto.

Per chi viaggia in camper

Alba
Area attrezzata comunale
Corso Piave di fronte ad Alba Village
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, servizi igienici, docce, WiFi, servizi per disabili.
Sinio
Area camper
Strada Provinciale 291
Tel. 0173.26.39.05
Servizi: acqua, elettricità, pozzetto, docce e servizi; aperta da aprile a novembre; sosta massima 48 ore. A pagamento.
Grinzane Cavour
Area comunale (solo 3 posti)
Piazza Genta
Tel. 0173.26.20.164
Servizi: acqua, illuminazione. Gratuita.
Cortemilia
Area camper San Rocco
Strada San Rocco
Tel. 0173.81.027
Servizi: acqua, pozzetto, illuminazione, elettricità, servizi igienici, docce, WiFi, servizi per disabili.

Informazioni

castellilangheroero.it

langabarolo.it

langheroero.it

 

Come arrivare

Alba è collegata alla A21 Torino-Piacenza dalla A33, che collega il capoluogo delle Langhe a Cuneo. Chi proviene da Savona può percorrere la A6 Savona-Torino, uscire a Millesimo e iniziare il giro nelle Langhe dalla valle della Bormida di Millesimo.

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