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Visita all’Abbazia della Novalesa

Sulla strada del Moncenisio

Milleduecentonovant'anni e non li dimostra. Ma la storia dell'Abbazia della Novalesa, nel torinese, è tutta lì, tra i muri, tra i resti della primitiva costruzione, sugli affreschi che ancora resistono, nel chiostro. E, anche, nelle voci dei frati o nel silenzio dei loro passi. Non perdetevi un weekend nel fascino antico del Piemonte e delle sue valli...

Bisogna risalire al Regno dei Franchi per immaginare e ricostruire la storia della fondazione dell'abbazia benedettina dei Santi Pietro e Andrea, conosciuta come Abbazia della Novalesa. Siamo nell'VIII secolo quando il nobile franco Abbone fonda, accanto al confine del Regno Longobardo, il monastero che affida all'abate Godone. La posizione di transito, sul Colle del Moncenisio, lo trasforma da subito in un luogo di accoglienza per pellegrini e viandanti, vocazione che durerà nei secoli; ma la vita dei benedettini attraversa periodi burrascosi, riforme, guerre, abbandoni del luogo e ritorni più o meno felici. Nel 1855, più di mille anni dopo la fondazione, il monastero soccombe sotto la legge di soppressione promulgata dal Governo Sabaudo: il 25 ottobre 1856 i monaci sono costretti ad abbandonarlo. Il monastero non esiste più, viene messo all'asta e acquistato da un medico che lo trasforma in centro termale, fino a quando non viene destinato a residenza estiva del Convitto Nazionale Umberto I di Torino. E finalmente, nel 1972, il complesso monastico, ormai fatiscente, viene nuovamente affidato ai benedettini; tra mille difficoltà, la vita religiosa riprende.

Il complesso monastico

Del complesso fanno parte la chiesa abbaziale e il monastero. La chiesa abbaziale fu eretta su una preesistente chiesa romanica; terminata nel 1715, è dedicata ai santi apostoli Pietro e Andrea. Dell'impianto della chiesa primitiva, che risale ai secoli VIII-IX, restano visibili alcuni affreschi, tra cui spicca, sulla parete sinistra del presbiterio, la Lapidazione di Santo Stefano, coperta in parte dal livello della pavimentazione; li affiancano i più recenti affreschi dedicati ai Santi Benedettini e ai Profeti, del periodo tardogotico.
L'abbazia vera e propria si trova a destra della chiesa e ingloba tracce degli edifici più antichi. Vi si accede da un cortile porticato sormontato da un loggiato; dal monastero si accede poi al chiostro, il cui impianto di perimetro e muri risale all'XI secolo. Come spesso accade, il chiostro è il luogo più magico del monastero; nel caso di Novalesa, anche il più sorprendente: solo di recente, infatti, sono stati scoperti sul lato sud i muri del refettorio medievale con tracce di affreschi. Sorprende anche la vista di uno splendido Cristo pantocratore, che domina la scena in un affresco del XII secolo, posto sul lato verso la chiesa; accanto, Sant'Eldrado presenta al Cristo una donna di nome Clara, probabilmente una benefattrice del monastero.

Le cappelle

La passeggiata nel parco abbaziale porta a scoprire le quattro cappelle medievali, intime e appartate. La cappella di Sant'Eldrado e San Nicola è un sorprendente scrigno d'arte: sulle volte compaiono, infatti, splendidi cicli di affreschi sulla vita dei santi, risalenti all'XI secolo.
La cappella del Santissimo Salvatore ha una storia movimentata: costruita nella seconda metà dell'XI secolo, inglobando la base di una torre più antica, fu adibita ad abitazione privata in seguito alla legge di soppressione del 1855, cosa che causò la perdita totale degli affreschi risalenti alla sua origine.
Ben più datata è la cappella di San Michele, nota anche come cappella di San Pietro. Risale, infatti, ai secoli VIII-IX. Dopo la soppressione del 1855 fu adibita a stalla e deposito attrezzi, ma qualche traccia degli affreschi medievali è ancora visibile sulle pareti.
La graziosa architettura della cappella di Santa Maria si incontra, invece, provenendo dal paese, 300 metri prima del monastero. Il nucleo originale risale all'VIII secolo, mentre sono scomparsi gli edifici adiacenti in cui trovavano asilo viandanti e pellegrini. Gli affreschi all'interno sono stati realizzati nel XV secolo, quattro secoli dopo il restauro.

Il Museo del Libro

Un percorso certamente affascinante è quello che si percorre nel Museo del Libro: immagini, pannelli descrittivi e pezzi originali raccontano la storia del libro dalla nascita della carta, alla realizzazione di tomi attraverso le diverse epoche. Un percorso che porta a scoprire anche un aspetto sconosciuto ai più e che, invece, ha sempre portato i monaci a essere riconosciuti come i migliori restauratori di libri antichi: le patologie della carta.

Orari delle visite

Nel periodo estivo, dal primo luglio a metà settembre, la chiesa e le sale museo si possono visitare tutti i giorni tranne il giovedì, dalle 9,30 alle 17,30 con una pausa pranzo tra le 12,30 e le 14,30. Negli altri mesi, le visite sono possibili solo il sabato e la domenica, dalle 9,30 alle 16 con pausa pranzo tra le 12,30 e le 14; la chiesa apre sempre alle ore 15, mentre le sale del museo sono visitabili nella giornata di sabato solo da Pasqua in avanti.

 

Informazioni

abbazianovalesa.org

Come arrivare

Percorrere l'autostrada A4 fino a Torino; da qui proseguire sulla A32 fino all'uscita di Susa da cui poi si imbocca la statale per il Moncenisio; dopo circa 1 km, seguire a destra le indicazioni per Novalesa. L'Abbazia è raggiungibile solo a piedi; l'auto si lascia al parcheggio a 500 metri (10 minuti a piedi).

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