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Passeggiata nel Parco Alta Valle Pesio e Tanaro

Oltre la Certosa

Facili escursioni per tutto l'anno ai piedi del Marguareis, il "tetto" delle Alpi Liguri. Con itinerari garantiti dai frati Certosini.

Silenziosa. Rilassante. Circondata da paesaggi stupendi, perché anche l'occhio dei monaci reclamava la sua parte. La Certosa di Pesio non fa eccezione alla regola che vuole abbazie e conventi collocati in luoghi incantevoli. Si trova, infatti, immersa nel verde della Valle Pesio, proprio là dove inizia il Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, una fra le prime aree protette istituite in Piemonte. Bella da vedere, interessante da visitare e soprattutto non ancora del tutto scoperta dal turismo.
La Certosa si distende bianchissima a 859 metri di altezza, una decina di chilometri oltre Chiu­sa di Pesio. Mostra un look rinascimentale, figlio di profonde modificazioni dell'originaria struttura risalente al XII secolo. Ma non rinnega se stessa, fortificata dalle vicende storiche più ancora che dalla mano degli architetti. Basti ricordare come nel 1802 la Certosa fu soppressa dal Governo Napoleonico. I suoi beni furono dispersi e le austere mura ospitarono uno stabilimento idroterapico frequentato dall'alta società europea. La contaminazione profana durò fino al 1934, quando il complesso fu riassegnato ai Padri della Consolata che lo riportarono sulla "retta via".

Culla di biodiversità

Per chi proviene da Nord la visita del Parco inizia qui. Il profilo calcareo del Marguareis (2651 m) si staglia come un totem sacro all'orizzonte. Già, perché questa non è semplicemente la vetta più alta delle Alpi Liguri. Il Marguareis nasconde nelle sue viscere un mondo a parte, fatto di 150 chilometri di gallerie (limitandoci a quelle esplorate) che raggiungono i mille metri di profondità. È il più importante sistema carsico del Piemonte, un regno magico e misterioso, non accessibile a tutti. Ma fonte infinita di leggende che si tramandano da secoli, di casa in casa, da alpeggio ad alpeggio. In superficie lo sguardo è riempito da boschi di faggio e abete bianco: splendide per esempio le abetine di Pian delle Gorre, del Buscaié e del Prel. Ma la prossimità con la costa regala a questo territorio di quasi 7 mila ettari un tesoro composto da oltre 1500 specie floristiche, dove convivono piante alpine continentali e mediterranee tra le quali spiccano il Cypripedium calceolus, ovvero la rarissima orchidea nota ai più come scarpetta di Venere, la Saxifraga cernua, il Phyteuma cordatum e la Viola pinnata.

A casa del cervo

Per iniziare a dare del tu a quest'angolo segreto del Piemonte vale la pena seguire il "percorso naturalistico" del Parco. È un'escursione di poco più di due ore, che percorre un sentiero molto facile, interamente segnalato e attrezzato con pannelli divulgativi. Dalla Certosa di Pesio si sale lungo il Vallone di San Bruno, intitolato al fondatore dell'Ordine Certosino. Dopo avere incrociato la strada del Vallone del Cavallo, si attraversa un fitto bosco di latifoglie nobili fino ad arrivare all'area attrezzata Dompè. Da qui si costeggia il Pesio fino all'area attrezzata Ardua, accanto al casotto di sorveglianza dei guar­diaparco. Quindi, in circa mezz'ora, si raggiunge l'osservatorio faunistico, un recinto utilizzato per la reintroduzione del cervo, da dove si può scorgere sia la parete del Pis del Pesio sia le pendici di Pun­ta Mirauda. Una deviazione a sinistra prima di arrivare all'osservatorio faunistico costeggia il torrente Saut e accompagna alla suggestiva radura del Pian delle Gorre. Il sentiero si sviluppa tra gli 800 e i 1000 metri di quota, quindi nel cuore della stagione invernale conviene affrontarlo con le ciaspole.

L'altro volto del Marguareis

Il Parco si sviluppa tutto intorno al Marguareis, come a cingerlo in un abbraccio per buona parte del suo perimetro. Un abbraccio riservato agli escursionisti, però. Che nella bella stagione non mancano di percorrere il panoramico Tour del Marguareis, trekking di 5 giorni con uno sviluppo di 53 km e un dislivello totale di 2800 metri. Chi si sposta in auto deve invece sobbarcarsi un lungo giro per raggiungere l'alta Valle Tanaro, ovvero l'accesso meridionale dell'area protetta. Finalmente si arriva a Carnino, la frazione più in quota (1257 m) di Briga Alta.
Da qui il Marguareis appare più dolce, ma la natura carsica del terreno non cede il passo e mostra doline, pozzi e inghiottitoi, suggestivi ma da avvicinare con le dovute precauzioni. Una rilassante passeggiata conduce nel Bosco delle Larzelle, posto nel Vallone di Carnino fra il Passo Lagarè e la Gola della Chiusetta, a una quota che varia tra i 1300 e i 1700 metri. Costituito in prevalenza da pino uncinato a portamento arboreo, il Bosco delle Larzelle è la pineta più meridionale dell'arco alpino, e ospita specie animali piuttosto rare come il picchio muraiolo e il codirosso spazzacamino.
Occorrono invece almeno tre ore per completare il Sentiero Natura disegnato sull'antico tracciato che collegava gli abitati di Carnino Inferiore e Viozene. Si parte da quota 1260 metri, nei pressi dell'area attrezzata ër Carmaû. Il sentiero dapprima sale ripido, poi prosegue dolcemente in un bel bosco misto di latifoglie raggiungendo in mezz'ora Carnino Inferiore (1387 m). Attraversato il paese, si riprende il sentiero fino al bivio in località Tetti Donzelle (1540 m) e si prosegue a destra in lieve salita verso la Colla di Carnino (1597 m).
Sul versante opposto il sentiero declina attraversando il fitto bosco di pini silvestri del Vallone delle Vene, fino a giungere in prossimità dell'omonima risorgenza (1525 m) che si attraversa su un aereo ma comodo ponte di corde. Tutta la zona è contornata da spettacolari pareti, che accompagnano fino al vasto pianoro di Pian Rosso (1550 m), ove sorge il Rifugio Mongioie (2 ore e 30 minuti dalla partenza). Poco oltre il rifugio, il percorso incontra il sentiero che conduce al Monte Mongioie e, in discesa si giunge all'abitato di Viozene (1245 m).

 

Informazioni

Parco Alta Valle Pesio e Tanaro
Via Sant'Anna 24
Chiusa di Pesio (CN)
Tel. 0171.73.40.21
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Certosa di Pesio
Loc. San Bartolomeo,
Chiusa di Pesio
Tel. 0171.73.81.23
Fax 0171.73.82.84
www.certosadipesio.org

Ufficio turistico
Piazza Cavour 10
Chiusa di Pesio (CN)
Tel. 0171.73.49.90
www.vallepesio.it

Come arrivare

Per raggiungere il Parco occorre percorrere l'autostrada A7 fino a Tortona, dove si prosegue sulla A21 che si abbandona ad Asti Est per immettersi sulla A33 (Asti-Cuneo) che si segue fino allo svincolo con la SP3. In località San Grato si prosegue sulla SP58 poi sulla SP12 e quindi sulla tangenziale di Mondovì fino a raggiungere la meta.

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