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Nel Parco delle Lame del Sesia

Un weekend in bici lungo il fiume Sesia

Un nome minaccioso per un angolo di pace. Dove ammirare una delle più grandi garzaie d'Europa e le architetture paesaggistiche dei rami morti del fiume.

Un labirinto segreto, inaspettato. Poco oltre la metà del suo corso il Sesia decide che non ne può più dell'incedere tutto sommato regolare tenuto fin qui. Così ad ogni piena, o semplicemente a ogni primavera, cerca nuove vie. Lascia il letto principale e va in esplorazione di "strade" alternative, strappando spazi alla pianura piemontese, insinuandosi tra i radi boschi, spandendosi al di là degli argini, per poi farvi ritorno qualche centinaio di metri più a valle.

A volte però ci ripensa. Si ferma contro una riva più alta o soltanto più solida. In altre occasioni il nuovo corso dura un anno, due, tre. Poi il Sesia torna al tracciato originale... Non senza aver lasciato parte della sua acqua. Se fosse una ferrovia parleremmo di rami dismessi. In questo caso invece si chiamano "lame". Così vengono definite le formazioni palustri e gli specchi d'acqua derivati da anse abbandonate del fiume. Per la loro straordinaria ricchezza di biodiversità, costituiscono il "piatto forte" dell'angolo di Piemonte, tra la province di Novara e Vercelli, da poco più di 30 anni protetto dal Parco Naturale delle Lame del Sesia. Non occorre grande acume per accorgersi di trovarsi in un luogo straordinario. L'impatto, seppur discreto, lascia il segno.

Meglio ancora, però, approfittare dei sentieri e delle strutture del parco, per scoprirlo fino in fondo, affrontando l'intreccio dei canali, osservando da vicino le specie, soprattutto ornitologiche, che vi si sono insediate. Le distanze sono brevi, solo sette chilometri separano il confine nord da quello meridionale. Se affrontati in bicicletta, poi, non possono spaventare nessuno.

Per visitare la sponda occidentale dell'area protetta conviene partire da Albano Vercellese, dove si trova la sede del parco. Da questo versante il corso del Sesia è spesso distante, poco visibile per lunghi tratti. Ma poco importa. Gli spunti di interesse alternativi sono numerosi. A cominciare dal Percorso didattico autoguidato che s'incrocia appena entrati nel perimetro del parco; un anello di 2 km che si sviluppa dapprima nel fitto del bosco costeggiando le prime lame, quindi giungendo sui Gerbidi e continuando sull'argine e sul greto fino al fiume, prima di tornare al punto di partenza.

Tabelloni disposti nei punti strategici permettono di conoscere nei dettagli i diversi ambienti che s'incontrano. Si procede senza fretta, macchina fotografica sempre a portata di mano, e si ha la possibilità di conoscere il nome delle piante, degli animali e dei luoghi che si attraversano. C'è una sola area off-limits, il Vivaio Fenale. Si tratta di una zona molto fitta di piantine (in prevalenza querce, ciliegi e frassini) ottenute da semenzaio che serviranno a rimboschire nuove aree del Piemonte.

Lungo la sponda vercellese del parco non esiste una vera e propria pista ciclabile. Ci si sposta quindi in libertà, cartina alla mano, scegliendo di volta in volta il sentiero da seguire. Conviene puntare direttamente verso sud per giungere al cospetto dell'Isolone di Oldenico. Posto al centro del corso del Sesia, ospita una delle garzaie più grandi e antiche d'Europa.
Esiste da almeno 50 anni, ovvero da prima dell'istituzione del parco, ed è anche tra le più popolate. Si contano fino a 2500/3000 nidi di ardeidi, vale a dire, migliaia di esemplari di aironi cenerini, nitticore, aironi guardabuoi e garzette, a cui si sono aggiunte dal 1995 diverse coppie di Ibis sacro, caro già agli antichi egizi. E sono piuttosto numerosi anche i cormorani.

Lo spettacolo si può ammirare solo dalle rive del Sesia, sull'Isolone è vietato l'accesso. E dura almeno fino a settembre. Infatti, occorre aspettare che i piccoli siano in grado di effettuare lunghi voli prima che le famiglie spicchino il volo per altri lidi. Fino ad allora si assiste al via vai dei maschi che portano il cibo a mamme e piccini. La primavera successiva, però, si ritrovano quasi tutti qui: l'habitat è perfetto per la nidificazione e la tranquillità viene garantita dal parco.

La pedalata lungo la sponda orientale ha caratteristiche piuttosto differenti. Si svolge infatti interamente sulla pista ciclabile che corre lungo l'argine del Sesia. Il fiume, dunque, è quasi sempre in vista, ed è facile ammirarne le acque limpide, il carattere torrentizio e gli isolotti di ciottoli che spuntano nel mezzo dell'alveo con forme allungate e modellate dalla forza della corrente; assomigliano anch'essi a lame di coltelli, ma sarebbe inesatto, per quanto suggestivo, far discendere da queste sagome il nome del parco. 

Questa volta conviene muoversi in direzione nord. Si monta in sella all'altezza di Villata, raccolto intorno al bel castello medievale. Dopo pochi chilometri s'incontrano le prime lame, talora piuttosto distanti dal corso del fiume. Non si può sbagliare strada, il percorso è evidente e ben segnalato fino al termine, nei pressi di San Nazzaro Sesia. Le ruote della mountain bike mordono lo sterrato proprio in riva al fiume, sfiorando anche qualche area attrezzata per il pic-nic.

Un ultimo sforzo regala un ulteriore sorpresa. In 4 km si arriva a Casalbeltrame, tipico borgo agricolo della pianura novarese, nei cui pressi si trova la Riserva Naturale della Palude di Casalbeltrame. Estesa su una superficie di circa 600 ettari, è l'habitat ideale di numerose specie di uccelli acquatici stanziali e nidificanti, nonché luogo di sosta di numerose specie migratorie: l'appassionato di birdwatching non faticherà a riconoscere alzavola, gallinelle d'acqua, tuffetti, aironi bianchi e cenerini, tarabusi, garzette e perfino qualche cicogna bianca ed esemplari di cavaliere d'Italia. 

 

Informazioni

Ente Parco Lame del Sesia e Riserve
Via XX settembre, 12
Albano Vercellese (VC)
Tel. 0161.73.112 / 0161.73.393
www.lamedelsesia.vc.it

Come arrivare

La sede del parco si raggiunge percorrendo l'autostrada A4 Torino-Milano, e uscendo al casello di Greggio. Si può arrivare anche da Vercelli percorrendo la SS594 per Albano Vercellese.

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