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In Valle Maira con le ciaspole

Weekend nel cuneese sulle tracce del passato

Ciaspole ai piedi, andiamo alla scoperta di una valle occitana del Piemonte dove il tempo sembra essersi fermato: nei suoi paesi, fra la gente, lungo i tracciati che segnano pascoli e foreste.

Dormono sotto coltri di neve, riposano in attesa della primavera. Chissà quanti sono, assopiti nella lunga notte invernale. Agli occhi di chi passa, di chi osserva, ci sono solo monumenti di ghiaccio, intarsi su pareti d'avorio, varchi che attraversano spazi ovattati. Ogni rumore si spegne contro barriere di bianco, e a ogni passo l'impressione di muoversi su una superficie sempre uguale a se stessa eppure tanto imprevedibile, ha il sopravvento su ogni percezione sensoriale. Ma sotto i piedi, ai bordi delle tracce lasciate nella neve, mille battiti pulsano a ritmo lento, regolare, privo di sussulti. Scoiattoli, ghiri, tassi, marmotte: sono solo alcune delle specie che affollano la vallata alpina che stiamo risalendo, nella sua parte terminale, calzando un paio di racchette da neve. Fin troppo facile lasciarsi prendere dall'emozione, ricondurre i pensieri alla natura sepolta sotto di noi, e intorno a noi velata di pesanti drappi gelati.

La valle

Siamo in Piemonte, nel cu­neese, in Valle Maira: la forra s'incide per circa 40 chilometri tra Busca (500 m) e il crinale alpino tra il Pelvo d'Elva e il massiccio delle Alpi Cozie dominato dal Brec de Cham­beyron (3389 m). Ne percorriamo la parte alta, ben oltre il centro di Dronero (622 m), dove si superano i mille metri e il panorama alpino si manifesta in tutta la sua maestosa bellezza. L'ambiente è prettamente nordico, i versanti montuosi incombono percorsi da una fitta rete di limpidi ruscelli che, in inverno, continuano a scorrere sotto una spessa lamina di ghiaccio. Inutile venire qui sperando di trovare moderni impianti di risalita o di tuffarsi in un paradiso di mondanità: il luogo - con rigore quasi selettivo - si concede più facilmente ad avventurosi e spiriti indomiti che non temono basse temperature, poche comodità e impegno fisico. Ma che sono ampiamente ricompensati dalla presenza di scorci panoramici e selvaggi, da una gastronomia locale che sposa i gusti forti della montagna con la delicatezza dei palati della vicina tradizione francese, dalla dolcezza della lingua e della cultura occitana che sopravvive, orgogliosamente, fra gli abitanti.

Sulla rotta per l'Oltralpe

Attraversare la Valle Maira riconduce quindi a mondi lontani, a tradizioni dimenticate, abitudini perdute. Vicino ai piccoli centri abitati l'odore dei camini fende quello, delicato, della neve. Il fumo s'alza dalle vecchie stalle trasformate in seconde case e dalle secolari dimore di contadini e allevatori che ora, ristrutturate, ospitano chi qui, nonostante l'isolamento ha scelto di rimanere. Dai 1200 metri di Marmora, una breve passeggiata, effettuata in parte in auto, in parte a piedi, conduce al suggestivo belvedere di Colle San Giovanni (1649 m): una meta comoda, ideale punto di osservazione della media valle e delle sue incisioni minori. Ma è scendendo verso l'abitato di Prazzo (1030 m) che si può raggiungere Ac­ceglio (1261 m), ultimo comune dell'alta valle, ottima base per escursioni e ascensioni che, noi, nel cuore dell'inverno, sostituiamo con un'e­mozionante ciaspolata verso la corona di vette al confine con l'Oltralpe francese.
L'origine medievale del piccolo centro è tradita dai resti di un castello quattrocentesco, detto "forte della torre", eretto sulla rocca che sovrasta il cuore del paese. Vi permangono tracce di antichi palazzi con bifore e capitelli, chiese i cui interni custodiscono preziosi paramenti sacri, e perfino i resti di un convento cappuccino sorto per combattere l'eresia calvinista.

Il vento nella neve

Tra immensi boschi e vasti pascoli che nel loro dispiegarsi segnano il raccordo tra il regno selvatico della fauna locale, tipicamente alpina, e quello addomesticato delle greggi di capre che, soprattutto in passato, animavano questi scoscesi pendii, si sale in auto fino a Chiappera (1614 m). Una volta qui, le racchette sono indispensabili per inoltrarsi lungo il Vallone del Maurin, ormai alla testata della valle, al cospetto della solenne quanto originale sagoma della Rocca Provenzale (2402 m), cono di roccia che caratterizza l'imponente complesso quarzitico di questo settore alpino. Le ciaspole conquistano pian piano la neve, il sole nel cielo mitiga un'aria che a tratti punge il volto, e questo gigante di pietra veglia su ogni nostro passo: il silenzio infonde un senso di benessere a cui non siamo più abituati, e ci riavvicina alla natura, alla vegetazione trasfigurata dal bianco e alla con­sa­­pevolezza di essere soltanto ospiti, in un regno popolato da creature grandi e piccole, ora addormentate nei loro nascondigli, ora impegnate, da qualche parte della foresta, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza. La stessa battaglia che chi abita fra queste montagne combatte da sempre, e soprattutto negli ultimi decenni, quando le comodità della vita urbana hanno attirato giovani e famiglie lontano dai propri luoghi d'origine. Chi è rimasto fa parte di un mondo altro, legato a usi e costumi che affascinano visitatori e turisti, e rendono unica questa vallata d'antica cultura occitana. Persino il cinema, con il film "Il Vento fa il suo Giro", si è spinto fin quassù, per raccontare un'inedita storia di confronti e contraddizioni tra contadini-pastori di oggi e di ieri. Noi, giunti dopo un'ora di cammino a una delle più suggestive cascate di ghiaccio della valle, immobili nel punto in cui il Vallone di Stroppa si dirama alla nostra sinistra, contempliamo le montagne e riflettiamo sulla vita che ci attende nelle nostre città, nelle nostre case: e non sappiamo dire, per un attimo, verso quale rifugio la nostra natura di uomini ci spinga più forte.

Per chi viaggia in camper
Area attrezzata
Acceglio
Presso le sorgenti del fiume Maira, in Frazione Saretto.
Apertura stagionale
Servizi: acqua, pozzetto,elettricità

 Informazioni

A.T.L. del Cuneese
Tel. 0171.69.02.17
www.cuneoholiday.com

Comunità Montana Valle Maira
Tel. 0171.90.00.61
www.valligranaemaira.it

Ufficio turistico Dronero
Tel. 0171.91.70.80
www.valligranaemaira.it

COME ARRIVARE

Si percorre l'A7 Milano-Genova in direzione Tortona. Si continua sulla A21 e si esce ad Asti proseguendo poi in direzione di Alba-Cuneo lungo la A33 prima e la A6 poi. All'uscita di Fossano si continua sulla SS231 in direzione Cuneo. Da qui la SP422 conduce a Dronero.

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