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Lago di Pilato: la montagna che non t’aspetti

Weekend di trekking in Appennino

Trekking sull'Appennino per una "classica" nel parco nazionale dei Monti Sibillini alla scoperta di un lago "con gli occhiali" e dei suoi curiosi abitanti.

Alla ricerca di panorami spettacolari e grandi montagne si punta quasi sempre il dito sulle Alpi, trascurando forse troppo la catena appenninica capace invece di regalare spunti originali e inaspettati. Proprio come nel caso del Lago di Pilato, occasione perfetta per scoprire il parco nazionale dei Monti Sibillini iniziando con un trekking di tutto rispetto verso una meta davvero unica.

Il parco dei Sibillini e le sue leggende

I 70.000 ettari di area protetta del parco nazionale dei Monti Sibillini si dividono tra Marche e Umbria, in 4 versanti: quello Fiorito che comprende la parte più settentrionale con i prati di Ragnolo e il vallone di Fiastra; quello Storico che occupa la parte nord-ovest con un territorio ricco di castelli e torri; il versante Sacro a sud-ovest con al centro Norcia e il piano di Castelluccio e, infine, quello Magico, a est, con i monti della Sibilla.
Proprio qui nascono le leggende legate alla profetessa Sibilla che avrebbe abitato una grotta tra queste montagne, e quella che vede protagonista il lago Pilato dove si narra fosse stato trascinato il corpo senza vita del procuratore romano.

L'itinerario da Foce

Superato Montemonaco, si sale per circa 9 km fino alla frazione Foce (970 metri) dove si può parcheggiare l'auto al termine delle case lungo l'ultimo tratto di strada asfaltata.
Qui si calzano scarponi e zaino e si inizia la camminata lungo lo sterrato (sentiero n°151) che percorre il fondovalle alzandosi piuttosto timidamente tra i prati del Piano della Gardosa al termine dei quali, in un gruppo di alberi si trova una fontana. Se affrontate l'itinerario in estate fate scorta d'acqua e, successivamente, dosatela attentamente, perché oltre questo punto e fino al lago (e ritorno), non troverete altre fonti. Se vorrete risparmiare tempo e fatica potrete arrivare fino a qui anche con un servizio di navetta.
Lo sterrato procede ancora per un ultimo tratto accentuando la pendenza e si trasforma quindi in sentiero in località Le Svolte, superando il gradone della bassa valle con una serie di zig zag piuttosto ripidi nel bosco su un fondo di brecciolino un po' insidioso. Si esce dagli ultimi alberi intorno a quota 1.500 metri per fare ingresso nella valle del lago di Pilato camminando ora tra i pascoli in pendenza meno marcata, lasciando anche l'ultima ombra. Si aggirano le pendici del monte Rotondo e, superato il bivio con il sentiero 153, la traccia si alza sul fianco della conca (destra orografica) entrando nella sua parte terminale ora in vista delle pareti del Pizzo del Diavolo (2.410 metri), e della Cima del Redentore che sorveglia il lago di Pilato dai suoi 2.443 metri di altezza. Si arriva così all'imbocco della conca dove, pochi metri più in basso, vi attende lo specchio d'acqua (1.941 metri) ai piedi del Monte Vettore.
Per la discesa suggeriamo il medesimo itinerario o, in alternativa, di completare un anello percorrendo i sentieri 152 e 132 che rimangono in quota sul Piano della Gardosa per poi raggiungere Foce con un ultimo tratto di ripida discesa.

Il lago di Pilato

Unico lago naturale della regione Marche, è di origine glaciale, vera rarità sull'appennino; la sua forma ricorda un paio di occhiali quando l'abbondanza d'acqua rende comunicanti i due bacini che lo formano regolati dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi. Se ne avrete voglia, salite ancora qualche decina di metri verso il passo, per ammirarlo in tutto il suo splendore incastonato tra le impervie pareti verticali che lo circondano.
Quando vi sarete finalmente riposati attorno alle rive, potrete dedicarvi alla scoperta del curioso abitante del lago, il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolissimo crostaceo endemico rosso lungo pochi millimetri, che le guardie del parco proteggono con la loro presenza nei mesi estivi più affollati.

La leggenda del lago

Il nome del lago deriva da una leggenda secondo cui nelle sue acque riposerebbe Ponzio Pilato la cui condanna fu quella di non essere sepolto ma trascinato in un sacco da un carro di bufali poi precipitati nel lago. 

  • SCHEDA TECNICA
  • Partenza 
  • Foce (970 mt.)
  • Arrivo 
  • Lago di Pilato (1.941 mt)
  • Dislivello 
  • 971 metri 
  • Durata 
  • 3 ore e 30 minuti
  • Difficoltà 
  • Media
  • Periodo
  • da maggio a ottobre

Informazioni

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Piazza del Forno, 1
Visso (MC)
Tel. 0737.97.27.11
www.sibillini.net

Come arrivare

Per giungere al lago, si percorre l'autostrada A14 fino all'uscita di San Benedetto del Tronto per proseguire poi sul raccordo autostradale Ascoli Piceno-Porto d'Ascoli fino al termine dello stesso. Da qui ci si immette sulla SS4 e, dopo l'abitato di Mozzano, si devia sulla SP237 che si abbandona a Croce di Casale per proseguire sulla strada provinciale 86 fino a Foce, dove inizia il nostro itinerario.

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