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Il promontorio del Cònero

Paesaggi turchesi al profumo di mosciolo selvatico

Calette e spiagge di sabbia, ghiaia e sassi, falesie scoscese, verde selvaggio a tratti coltivato. È il promontorio del Cònero all'interno dell'omonimo parco regionale, poco più di 25 chilometri per attraversarlo tutto da Ancona a Numana, magari quando i deltaplani che si lanciano dalle sue scogliere ne colorano il cielo. Lo si può esplorare in auto e in bicicletta – sono poco meno di 600 metri di altezza – oppure dal mare come fecero millenni fa i Greci.

Nel cuore del parco regionale del Cònero

Ci si lascia alle spalle Ancona e si inizia a seguire curve morbide che regalano scorci suggestivi sul mare verso la prima tappa, la baia di Portonovo, chiamata baia verde perché immersa nel parco regionale e circondata da due laghetti salmastri. La spiaggia è subito lì, attrezzata con diversi stabilimenti balneari e qualche ristorante fronte mare dove assaggiare i moscioli di Portonovo, i mitili del Cònero presidio Slow food dall'inconfondibile profumo di alghe e di mare. Poco in là il vecchio fortino napoleonico oggi adibito ad albergo, la torre clementina eretta come baluardo contro i pirati e la chiesa di Santa Maria, piccolo gioiello romanico.
Lasciamo la baia per salire nel cuore del monte fino a Poggio e proseguiamo nel verde più selvaggio dell'interno. Una breve deviazione ci porta poco fuori dal parco regionale, nell'entroterra verso Camerano, per visitare le singolari grotte scavate nell'arenaria che punteggiano il borgo di Castelvecchio. Tornando verso la scogliera una strada di boschi di lecci e querce si conduce alla scenografica Badia di San Pietro. Siamo circa 450 metri sul mare e dell'antica abbazia costruita dai benedettini non resta che la chiesa e il vecchio monastero è ora un elegante albergo.

Sulla costa, da Sirolo a Numana

Da qui si punta dritto verso la perla forse più famosa del promontorio, Sirolo, da anni bandiera Blu d'Europa; la piazzetta principale è un balcone panoramico sul Cònero e sulla sua singolarità geologica. All'ombra del vecchio campanile della Madonna del Rosario si snodano viuzze su cui affacciano case a volte del colore del mare; qui come nella vicina Numana potrete trovare scavi archeologici e tracce dell'antica civiltà picena. Ben sette le spiagge tra cui le più famose sono Urbani, San Michele, Sassi Neri – raggiungibili a piedi o con un servizio di navetta – e le Due Sorelle, accessibile principalmente via mare.
Antico porto piceno e Bandiera Blu, Numana rappresenta la fine del nostro itinerario, nella parte alta potrete visitare il Santuario del Crocefisso e l'Antiquarium con testimonianze di tombe picene; basta seguire via Roma per raggiungere poi la panoramica piazzetta con la torre del Pincio e con la celebre scalinata Costarella scendere giù verso il porto animato. Da qui si aprono le spiagge più sabbiose che proseguono fino a Marcelli.

Calette selvagge viste dal mare...

Da Numana (alcune anche da Sirolo) partono escursioni guidate in motonave verso le Due Sorelle oppure minicrociere verso le principali spiagge del Cònero. Che scegliate una gita organizzata o il noleggio di una barca per una visita in solitaria, vederle dal mare farà sicuramente un altro effetto. Oltre le celebri spiagge di Sirolo, i due faraglioni gemelli delle Due Sorelle che emergono dalle acque cristalline preannunciano la spiaggia omonima, vicino si trova la spiaggia dei Gabbiani, raggiungibile anch'essa solo via mare, con i resti della grotta degli schiavi dove la leggenda narra che un ammiraglio saraceno ci lasciasse i suoi prigionieri. A sud della baia di Portonovo si scorge la spiaggia della Vela, molto amata dagli appassionati di snorkelling il cui nome si deve al grande scoglio a forma di vela che si staglia lì di fronte.
Più a nord ecco un'altra perla selvaggia, la spiaggia di Mezzavalle, libera e priva di stabilimenti balneari, e a chiudere questa infinita teoria di calette spettacolari la spiaggia del Trave chiamata così per il lungo scoglio naturale che si estende per oltre un chilometro nel mare dove si raccoglie il mosciolo di Portonovo.

...e borghi incantati

Osimo, Offagna, Loreto, Camerano... sono alcuni degli splendidi borghi che potrete ammirate tra le dolci colline del Cònero e nei quali potrete ritrovare la magia dei tempi passati. Santuari mariani o camminamenti di ronda, rocche e castelli perfettamente conservati e visitabili o città sotterranee nelle quali "perdersi"; se dopo una giornata al mare avete voglia di immergervi nella cultura e nella tradizione locale, basta allontanarsi qualche chilometro dalla costa per ritrovarsi in un entroterra tutto da scoprire.

informazioni

www.rivieradelconero.info 

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