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Weekend nella Val San Martino

Il verde che non t’aspetti, a pochi chilometri da Milano

Là dove l'Adda, dopo aver mischiato ogni sua goccia nel Lario, ritrova il proprio nome grazie all'aiuto dei catini naturali di Garlate e Olginate, si aprono gli scenari che videro protagonisti i manzoniani sposi promessi.

Come imbuti che instradano il grande fiume, i piccoli laghi sulla carta geografica somigliano più a gocce che lentamente cadono dall'estremità del ramo lecchese e che via via si allungano verso la pianura. L'Adda, placido e gonfio d'acqua, attraversa la valle riflettendo le sagome montuose che l'accompagnano verso la bergamasca.

Il Tivano e la corrente allontanano dal capoluogo di Provincia, l'acrocoro del Barro troneggia sulla destra idrografica mentre sull'altra sponda sfilano uno dopo l'altro senza soluzione di continuità Pescarenico, Maggianico, Chiuso, Vercurago e Calolziocorte. Sopra i loro sereni abitati ecco aprirsi la cosiddetta Val San Martino, territorio ameno che si appoggia compiaciuto alle pendici del Resegone, il vero primo attore del paesaggio a sud di Lecco, caratteristico per le sue undici scoscese guglie dolomitiche rassomiglianti veramente ai denti di una sega, in dialetto resega, dalle gigantesche dimensioni.

L'uomo ha da sempre dimostrato di non subire la presenza di questa montagna spigolosa, prova ne è il borgo agricolo medievale di Nesolio, nei pressi di Erve, attivo tra il '500 e il '600 e oggi inserito in un progetto di riqualificazione culturale attraverso la creazione di un intelligente ecomuseo della vita contadina. I comuni in fondo alla valle, di fronte a tanta vivacità orografica, riposano cullati dalle acque lente, ma mai mansuete, del fiume; instancabile, la sua gente prosegue nelle attività industriali, ricordando al visitatore che la proverbiale operosa Brianza proprio da qui prende le mosse nel suo versante lecchese.

Dall'altro lato del fiume, collinare e genuina, Valgreghentino attende solo di essere conquistata dalla curiosità del visitatore alla ricerca delle radici della civiltà briantea, forse nascoste sul Monte San Genesio, poco più di un dolce poggio, a metà tra il Monte Barro e la serie collinare del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone. Antiche le battaglie che questi territori rievocano, in particolare quelle che vedevano scontrarsi tra loro la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, confinanti sempre intenti a strapparsi l'un l'altro i territori più strategici. Su tutto il paesaggio domina la vetta del Monte Crocione, ammantato da un fitto bosco che impreziosisce l'atmosfera, ultima sentinella rivolta verso la Brianza milanese. Questa la fotografia della Val San Martino, paesaggio insospettabile per questa propaggine di Brianza, forse ancora lontana dal ritratto di estrema industriosità ormai radicato nell'immaginario collettivo.

Erve (580 m), antico nucleo di case strenuamente aggrappate al fianco della montagna, è il punto di partenza del primo itinerario che si dipana proprio sotto l'occhieggiare continuo della resega. Lasciata l'auto ci si dirige verso il cimitero per imboccare dopo pochi metri un viottolo sulla sinistra che conduce a Nesolio (insediamento del XVI sec. del tutto abbandonato; si trova a 695 m di altitudine e si ritiene fosse il centro originario della Val d'Erve). Oltre le baite il sentiero piega a sinistra e prende quota nel bosco sino a incrociare una traccia che, sempre a sinistra, conduce alla sella. Ignorando la deviazione si procede in quota percorrendo un lungo traverso; in prossimità di un roccolo di caccia (bivio) si svolta nuovamente a sinistra aggirando il baluardo roccioso del Monte Spedone (1110 m) affacciato con pareti strapiombanti sulla Val San Martino.

Ancora in saliscendi si continua incontrando alcune baite nel bosco fino ad intraprendere la ripida discesa verso l'abitato di Carenno (635 m). Qui, presso la chiesa un bus riporta a Rossino e a Erve. Non volendo scendere, si può decidere di chiudere un anello verso la partenza svoltando a destra al termine del lungo traverso. Anche in questo caso la discesa, interamente nel bosco, è piuttosto ripida ma priva di pericolo e conduce alla Cappella del Corno, da cui si può gustare un ampio panorama prima di immettersi ancora a destra sulla mulattiera per il cimitero.

Volgendo l'attenzione all'altra sponda dell'Adda, si apre lo scenario dei rilievi boscosi dell'alta Brianza orientale, scenografia ideale per intraprendere il secondo itinerario. Oltre il Lago di Olginate, in direzione Milano, si entra nella vegetazione folta e rigogliosa dei dintorni di Valgreghentino. Attraversato il paese si raggiunge il Santuario di Dòzio, nei pressi del quale, alle spalle delle case, si imbocca un lastricato che conduce alla vetta del Colle San Genesio (832 m), ricoperta da una densa foresta tra le cui sagome sorge l'eremo camaldolese dei figli di San Romualdo, risalente al X secolo. Il sentiero, mantenendosi per circa quaranta minuti sulla dorsale che ancora contiene la Valle dell'Adda, si spinge fino al Monte Crocione (877 m) dove termine l'itinerario.

  • Scheda tecnica
  • Partenza
  • Erve
  • Arrivo
  • Carenno
  • Dislivello
  • +430 m -340 m
  • Durata
  • 2 h
  • Segnavia
  • Marcature giallo-rosse
  • Difficoltà
  • Qualche breve tratto con pendenza accentuata
  • Periodo
  • Da marzo a novembre
  • Cartografia
  • Kompass 105

     

  • Scheda tecnica
  • Partenza
  • Dòzio
  • Arrivo
  • Monte Crocione
  • Dislivello
  • +308 m
  • Durata
  • 2 h
  • Segnavia
  • A bandiera bianco-rossa
  • Difficoltà
  • Nessuna
  • Periodo
  • Tutto l'anno
  • Cartografia
  • Kompass 105

 informazioni

  • Rete Turistica Val San Martino
    Via Mazzini 15
    Calolziocorte (LC)
    Tel. 0341.62.10.30
    www.valsanmartino.it
  • Lecco Turismo
    www.lakecomo.it

come arrivare

Per raggiungere la Val San Martino in auto da Milano si percorre la SS36 in direzione Lecco. A Civate si seguono le indicazioni per la Valtellina, si attraversa il traforo del Monte Barro e oltrepassato il Lago di Garlate si procede per Calolziocorte lungo la SP639. Per raggiungere Erve effettuare una serie di tornanti alla periferia Nord del paese dove inizia il sentiero verso Carenno. 

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