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Visita a Sant'Angelo Lodigiano

Alla scoperta di un piacevole borgo immerso nella campagna lodigiana

Simbolo della potenza milanese con un tocco di raffinatezza scaligera, il Castello di Sant'Angelo affianca al significato storico tre musei ed una raccolta unica.

Nel bel mezzo della campagna lodigiana, dove il Lambro si abbandona ad anse voluttuose rappresentando ancora un elemento di naturale bizzarria tra boschi e campi sapientemente lavorati da millenaria esperienza agricola, i tetti delle case di un paese si scorgono già prima di raggiungere il centro abitato. Tra le forme, ai consueti riferimenti della tradizione padana, la sagoma di una grande fortificazione e di un'ancora più imponente torre, troneggiano nel panorama delle locali architetture.

Il Castello di Sant'Angelo Lodigiano è una rocca a base quadrata che ben rappresenta lo stereotipo dell'architettura militare della Lombardia medievale. Fu eretto dai milanesi per rifarsi della distruzione della vicina roccaforte di Cogozzo avvenuta nel 1198. Secondo il cronista milanese Galvano Fiamma, la costruzione della nuova roccaforte fu ultimata nell'ottobre del 1224.

Gli stessi signori e duchi di Milano divennero proprietari del castello: i primi furono i Della Torre, cui seguirono i Visconti. Intorno al 1370 Bernabò Visconti donò la fortezza e le terre circostanti alla moglie Regina, figlia del signore di Verona Mastino II della Scala. Fu proprio Regina a stanziare i 100.000 fiorini d'oro per aprire nelle austere pareti castellane numerose finestre gotiche e far erigere la torre maestra dell'angolo sud-orientale. Alla morte di Bernabò, il castello cadde nelle mani di Gian Galeazzo Visconti, che si preoccupò di allontanare Regina e i suoi eredi per eleggere la residenza a riserva di caccia per la corte ducale. Quando ai Visconti successero gli Sforza, il castello seguì le sorti della conseguente campagna militare, diventando di fatto una proprietà sforzesca. La conquista militare di Francesco Sforza risale al 14 aprile 1452. Dieci giorni più tardi veniva infeudato Michele Matteo Bolognini.

Nel complesso convivono tre raccolte: il Museo Storico Artistico Morando Bolognini, il Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura e il Museo del Pane. Il Museo Bolognini occupa 27 ambienti al piano terra del maniero. Tra saloni e stanze arredate come si conviene a una dimora nobiliare dei tempi antichi si ammirano mobili, quadri e vasellame del periodo che va dal '700 al '900. Gli ambienti più rappresentativi sono l'armeria e la biblioteca. La prima fu allestita agli inizi del '900 dallo stesso Bolognini e si è mantenuta fino ai giorni nostri nell'impostazione scenografica pensata dal suo ideatore. I cinquecento pezzi della collezione comprendono armi dal secolo XVI al XIX.

Tra le armi da taglio: spadoni germanici a due mani, spade da cavallo da impugnarsi con armature e guanti di ferro, spade a tazza e alla Vallona di origine spagnola e fiamminga. Altre rastrelliere ospitano alabarde, picche, corsesche, falcioni e altre armi in asta da fanteria. Ancora, la collezione comprende armature originali di vario tipo (tra cui una prodotta con maglia detta "a grano d'orzo", con anelli lavorati e saldati uno ad uno) e armi da fuoco come archibugi e tufenk islamici. Tra i pezzi unici vari tipi di pistole e uno spingardone marchiato "Francesco Duodo Capitano di Brescia 1578".

La biblioteca, invece, è la fedele riproduzione di quella distrutta dall'incendio del 1911. Per la ricostruzione ci si basò sui disegni originali. Al centro delle scaffalature, una pietà lignea di scuola nordica del XVI secolo. Un vano immette nella stanza segreta della cassaforte. L'insieme delle stanze forma un complesso residenziale costruito per adattarsi allo standard delle dimore nobiliari, con adeguati ambienti di rappresentanza (nella sala del trono campeggia un dettagliato albero genealogico aggiornato agli ultimi discendenti), la cappella (arricchita sul pavimento da una lastra tombale del XV sec.) e le stanze utilizzate per la vita quotidiana (cucina, camere da letto e salottini).

Il centro della struttura è la grande corte quadrata, spazio regolare scandito da alte mura con mattoni a vista e ampie finestre. L'assenza di elementi moderni (non disturba la lavorazione in ferro battuto del pozzo, risalente all'inizio del secolo) facilita la rievocazione storica, aiutando a immaginare le grida di adunata e gli sguardi di signori e comandanti sui plotoni allineati. La rocca di Sant'Angelo regge bene l'assedio del progresso.

 informazioni

  • Fondazione Morando Bolognini
    Piazza Bolognini 2
    Sant'Angelo Lodigiano (LO)
    Tel. 0371.21.11.40/41
    www.castellobolognini.it
  • Dove mangiare
    Ristorante Albergo San Rocco
    Via Cavour 19
    Sant'Angelo Lodigiano (LO)
    Tel. 0371.90.729
    www.sanroccoristhotel.it

come arrivare

Per raggiungere Sant'Angelo Lodigiano da Milano in auto si percorre l'autostrada Milano-Bologna fino al casello di Lodi. Allo svincolo si procede in direzione di Sant'Angelo (a destra per chi ha superato la barriera, dritto per chi proviene da Lodi Centro) e in breve si arriva alla meta.
Per arrivare al castello, mantenersi sulla circonvallazione ignorando la deviazione per la zona industriale e scegliendo invece l'uscita successiva al ponte sul Lambro.
Da Pavia lungo la statale 235 per Lodi fino a Sant'Angelo. Da Cremona, percorrendo la Statale 235 fino alla deviazione per San Colombano (a destra) che si oltrepassa per arrivare a Sant'Angelo.

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