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Valchiavenna: sorprendente e naturale

Weekend tra natura, borghi e sapori

Dai colori sgargianti dei prati al fragore delle cascate, dal fresco dei crotti ai panorami delle vette, oppure lungo i vicoli lastricati inseguendo il profumo della brisaola... A piedi, in bici, in canoa. Questo weekend, vi portiamo in Valchiavenna!

Prendetevi una giornata, anzi due. Facciamo tre! E venite con noi per un intero weekend a respirare la Valchiavenna. Tra laghi, borghi, montagne e buon cibo. Iniziamo dal basso e saliamo contro corrente, quella del fiume Mera, per navigare da un lago all’altro: dalle rive “basse” di Novate Mezzola, giusto una spanna a nord del Lago di Como, fino ai silenzi d’alta quota del Lago di Montespluga che raccoglie l’acqua e i riflessi delle grandi montagne chiavennasche.

La bassa valle e il lago di Novate Mezzola

Spenta l'auto vi accoglierà la brezza che spettina i salici sulle rive del lago di Novate Mezzola, e vi basterà questo per sentirvi lontani da tutto. Che siate sportivi o meno, poco importa, la prima tappa è relax: scivolate sull'acqua noleggiando una canoa o lasciatevi trasportare da Gianni mentre racconta qualche buona storia di lago. Da Verceia tagliate lo specchio d'acqua verso la sponda opposta dove il monte Peschiera spinge i suoi fianchi rocciosi a picco nelle acque verdi; lungo questa sponda selvaggia e disabitata fate una sosta nelle piccole baie, ammirate il salto delle capre e sarete presto all'imbocco del fiume Mera dove la meta imperdibile è il minuscolo tempietto di San Fedelino, romanico puro con le sue pietre chiare affacciate su un fazzoletto di prato bagnato dall'acqua. 

Infilatevi poi tra le montagne, proprio nel cuore della roccia. Da Verceia salite in valle dei Ratti, fino a incrociare il Tracciolino, antico e suggestivo percorso panoramico che si snoda in costa a 900 metri di quota fino alla vicina val Codera. Pedalate lungo i binari su cui un tempo viaggiavano le merci tra le piccole dighe delle due vallate e attraversate le 22 gallerie che rendono davvero unico l'itinerario. Tra un passaggio e l'altro godrete del panorama sul lago di Novate Mezzola  e sul Lario. Il tracciato è lungo circa 14 km ed è stato recentemente ripristinato e messo in sicurezza per 8 km che non presentano alcuna difficoltà, e sono adatti a tutti.

Se per una passeggiata lungolago deciderete di percorrere la ciclopedonale che collega Valchiavenna e Valtellina, fate un salto a ritroso nel tempo e atterrate nel 1916/17 quando l'esercito italiano costruiva la Galleria di Mina, un labirinto sotterraneo realizzato come opera di estrema difesa del territorio nazionale in caso di invasione da nord durante il primo conflitto Mondiale. Quattro diramazioni, diciotto derivazioni e sedici pozzi di mina; un pozzo di prelievo, sei camere, quattro cisterne e tre condotti di aerazione. Numeri da brivido se si pensa al loro scopo. Tutto perfettamente conservato e visitabile in qualunque momento con un tour prenotabile.

Se decidete invece di sgranchirvi le gambe, scoprite la Strada dei Cavalli, un tempo unica via di collegamento per i viandanti diretti ai passi dello Spluga e del Maloja. La mulattiera vi porterà in pochi minuti alla località Sasso Corbè, quindi tra castagni e muretti a secco a Villa e alla frazione Corti dopo 45 minuti con scorci sulla riserva naturale del Pian di Spagna, accompagnati dai racconti di luoghi e persone grazie ai pannelli informativi lungo il percorso. 

Tra i vicoli dei borghi 

Arrivate a Chiavenna attorno all'ora di pranzo; qui le occasioni per una sosta di gusto si sprecano. Scegliete un crotto per immergervi nella tradizione e scoprire come mai salumi e formaggi di queste parti hanno un gusto così speciale... Quattro passi per rimettervi in forma non possono escludere le antiche case affacciate sul Mera e il complesso della Collegiata di San Lorenzo che nasconde l'impressionante Battistero del 1156, ricavato da un unico blocco di pietra ollàre. Un salto nell'Ottocento vi porterà invece ad ascoltare lo scricchiolio del Mulino di Botonera, 4 piani di ingranaggi in legno dove sembra ancora di vedere i mugnai all'opera.

Tra le frazioni di Piuro andate a vedere Palazzo Vertemate Franchi, capolavoro rinascimentale con pareti affrescate, soffitti intarsiati e le grandi Stüe. Ancora in Val Bregaglia, verso il confine, nella frazione Borgonovo, godetevi il relax sull'erba rinfrescati dagli sbuffi della cascata dell'Acquafraggia. Se vi restano energie imboccate la mulattiera che sale nel bosco al borgo di Savogno con le case in pietra che abbracciano la chiesa da cui godere di una gran vista. Non siete ancora sazi? Passeggiate lungo il sentiero nel Parco delle Marmitte dei Giganti; se anche non doveste incrociare uno di loro, resterete ugualmente stupiti di fronte agli enormi catini che l'acqua ha scavato e alle incisioni visibili su alcune placche. 

Le vie storiche

Tornate a Chiavenna e abbandonate il Mera per seguire il corso del Liro che scorre sul fondo della Val San Giacomo. Se vi piace camminare mettete nel mirino la Via Spluga, uno dei tre tracciati storici - insieme a Via Priula e Via Bregaglia - che attraversano il territorio. Il percorso unisce Chiavenna alla Svizzera Thusis attraverso il Passo dello Spluga e si snoda per circa 65 km lungo mulattiere tra borghi e paesaggi di montagna, gole e gallerie scavate nella roccia. Se non volete faticare, seguite il naturale scorrere dell'acqua, salendo al passo e, da lì, scendete fino a Chiavenna. Per zaini e borse, nessun problema, appoggiatevi al servizio bagagli organizzato dal Consorzio Turistico Valchiavenna. Poche case a scortare la strada che spiana dopo il passo si affacciano sul grande bacino del lago di Monte Spluga; da qui per secoli sono passati viandanti, animali, carri e carrozze e vi aspettano oggi alcuni locali di ristoro e una chiesetta. Costeggiate il lago scendendo verso la Gola del Cardinello, un suggestivo tratto nella roccia, storico passaggio ultimato solo dopo il 1709, con la costruzione di gallerie, parapetti e tettoie paravalanghe; da non perdere è l'antico albergo "Locanda Cardinello" sul cui portale appare la data 1722. Ancora giù fino a Campolocino per una sosta al MUVIS, Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo dove conoscere gli oggetti che raccontano la vita tra queste montagne. Da qui raggiungerete il Santuario di Gallivaggio, immerso in un castagneto, testimonianza che il percorso non fu solo via commerciale ma vide anche il transito di pellegrini. San Giacomo Filippo con le sue due chiesette anticipa l'arrivo a Chiavenna.

Trekking tra montagne e laghetti

Se siete amanti del trekking troverete sentieri e salite per consumare la suola dei vostri scarponi. Noi ci limitiamo a qualche suggerimento, da spendere durante i mesi che arrivano...
Dalle case di San Giacomo Filippo salite a San Bernardo e calcate la splendida mulattiera che lungo la Valle del Drogo porta al bacino del Truzzo e ai laghetti limitrofi; riposatevi al solitario rifugio Carlo Emilio e godetevi la pace del tramonto. Da Campodolcino seguite per Fraciscio e un sentiero vi porterà ai pascoli dell'Alpe Angeloga con un laghetto e un rifugio per ritemprarvi all'ombra del Pizzo Stella (3.163 m); se cercate qualcosa di curioso, da lì scendete in Val di Lei fino al bivacco sulle rive dell'impressionante lago che occupa l'intera vallata. Da Isola vi consigliamo un giro tra le alpi e i pascoli della Val Febbraro fino ai laghetti di Baldiscio a un passo dalla cresta di confine. Qualcosa di ancora più semplice è il sentiero quasi pianeggiante che dal lago di Monte Spluga raggiunge il piccolo Lago Emet annidato ai piedi dell'omonimo pizzo (3.212 m). Iniziate da qui e "scusate se è poco"!

 

Informazioni

Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna
Tel. 0343.37.485
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.valchiavenna.com

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