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Val Sanguigno, dipinto en plein air

Un piccolo paradiso inviolato della montagna lombarda si trova fra gli intagli che innervano l’Alta Val Seriana

Fra i paradisi incontaminati delle Alpi c'è una breve valle orobica incisa tra imponenti piramidi rocciose, verdi distese boschive, pascoli e roboanti cascate.

La Val Sanguigno è una valle laterale dell'Alta Val Seriana che si apre a ovest dell'abitato di Gromo: la percorre un vivace torrente che scende dal gruppo del Monte Pradella (2626 m). È considerata una delle zone più incontaminate della Lombardia, e per questo è interamente compresa nel sistema Rete Natura 2000, che conserva habitat e specie animali e vegetali di specifiche aree di tutela.

Da Bergamo può risalire la Val Seriana in auto, addentrandosi nella parte alta fin quasi a Gromo: poco prima del paese, centro di laboratori metallurgici in epoca medievale e rinascimentale e oggi frequentata meta turistica, si imbocca la carrozzabile che si diparte sulla sinistra.

La strada taglia per un lungo tratto la montagna a mezza costa, poi guadagna quota con alcuni stretti tornanti fino a raggiungere Valgoglio (929 m). Il piccolo paesino è anche la principale località del breve intaglio che si prospetta verso ovest, percorso dal torrente Goglio: qui parte e arriva il famoso Giro dei Cinque Laghi, che tocca i bacini artificiali di Aviasco, Nero, Campelli, Sucotto e Cernello.

Tutti sono situati tra le creste del Monte Pradella e del Monte Cabianca (2601 m) e rappresentano le fonti di rifornimento della centrale idroelettrica di Aviasco, che si trova a valle dell'abitato. Lunga è infatti, insieme all'estrazione e alla lavorazione dei metalli, la tradizione dell'industria idroelettrica fra queste montagne.

Proprio presso la pittoresca centrale, edificata in stile neomedievale, si può parcheggiare l'auto e intraprendere l'escursione a piedi. Un cartello segnala che il sentiero 232, diretto al Rifugio Gianpace, ha due varianti, una "normale" a destra e una "ripida" a sinistra: è da preferirsi la seconda, impegnativa, ma senza dubbio più gratificante.

Il percorso che risale la valle si mantiene infatti molto vicino al torrente Sanguigno, che in questo tratto scorre impetuoso con rapide e cascate: particolarmente impressionante è quella che si guadagna con una breve deviazione a sinistra presso la radura della Baita Sersen.

La suggestione della valle che s'apre dopo aver superato le Cascatelle, ormai a circa 1250 metri di quota, è tutta naturalistica: le alte lance della faggeta si schierano sui due versanti della forra, più fitti in quelli esposti a nord. E dove compaiono i faggi, l'aria diventa subito più fresca e frizzante: il rumore sordo del torrente, dopo quello roboante della cascata, ci accompagna alla nostra sinistra e per un lungo tratto non ci sono né brusche salite né secchi tornanti a imporsi sul tracciato.

La camminata procede quindi con relativa semplicità, concedendo il tempo per guardarsi intorno e apprezzare il paesaggio montano. Il bosco, effettivamente, cela ancora in gran parte l'arcata delle vette che già s'intravede da qualche radura.

Ci si avvicina, passo dopo passo, all'orizzonte dei pascoli: più estesi sui versanti esposti a mezzogiorno, più radi in quelli esposti a settentrione, dove i faggi cedono la scena alla pecceta montana. La pastorizia è un'attività dalle radici profonde in Val Sanguigno, e che perdura, seppur in misura molto limitata rispetto a un tempo, ancor oggi, prevalentemente finalizzata alla produzione casearia.

Le baite sorgono come punti di riferimento lungo le distese di prati dove mandrie e greggi pascolano tranquilli e ancora abbastanza numerosi, ogni estate, per far sì che i formaggi continuino a scendere con regolarità sui mercati.

Si è ormai vicini a sfiorare i 1600 m di altezza: superata la metà della valle si perviene al Rifugio Gianpace, oasi di pace circondata da un ampio spiazzo erboso. Si ignora la deviazione di destra, che risale il versante meridionale del Monte Pradella e arriva ai 2320 m del Passo Valsanguigno Ovest, accesso naturale al Pizzo Farno (2506 m) e, da est, ai Laghi Gemelli della Val Brembana.

Proseguiamo quindi a sinistra, lungo il segnavia 265 e, decidendo se attraversare o meno il torrente una volta giunti in prossimità del ponticello, scegliamo una radura dove distenderci al sole per riposare meritatamente e gustare uno spuntino nell'intimo delle sottili sfumature che la luce genera sui particolari di quest'autentico dipinto en plein air.

  • Scheda tecnica
  • Dislivello
  • 458 m
  • Durata
  • 2 h fino al Rifugio Gianpace, comprese soste alle cascate
  • Segnavia
  • 232, 265
  • Periodo
  • Da aprile a ottobre
  • Difficoltà
  • Medio-Facile

Informazioni

  • Parco Orobie Bergamasche
    Via Camozzi 111, Bergamo
    Tel. 035.22.42.49
    www.parcorobie.it
  • Comune di Valgoglio
    Piazza Don S. Tiraboschi 4
    Valgoglio (BG)
    Tel. 0346.41.053
    www.comune.valgoglio.bg.it
  • Dove dormire e dove mangiare
    Rifugio Gianpace
    Val Sanguigno, Valgoglio (BG)
    Cell. 348.25.65.118

Come arrivare

Per raggiungere Gromo in auto si percorre l'autostrada A4 fino a Bergamo  poi, da Torre Boldone, si segue la SS671 della Val Seriana per circa 38 chilometri.

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