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Un giro in Valsolda

Il silenzio della foresta

Un viaggio sopra il Lago di Lugano, sinuoso specchio d'acqua invaso dai manti ombrosi delle Prealpi. Il passo incede al canto degli uccelli e al mormorio delle cascate.

Strisce di bosco si incassano nei fondovalle, rupi verticali si stagliano contro il cielo, e le acque limpide dei torrenti scorrono tra muschi e affioramenti rocciosi. Difficile, quasi impossibile udire altri rumori che non appartengano alla natura. Allo stropiccìo delle foglie, ai capricci del vento, al volo di un uccello o allo squittire di uno scoiattolo. Sembra una fiaba ma è tutto molto reale. E se qualcuno ha per caso lasciato acceso il telefonino, è pregato di togliere subito la suoneria! La Valsolda merita tutto il riguardo che si deve a un luogo incontaminato. E quindi, retto su un delicato equilibrio con l'uomo e le sue abitudini.

I sentieri

Siamo sul ramo nord-orientale del Lago di Lugano, quasi al confine con la Svizzera, in una delle foreste più selvagge della Lombardia, dove solo uno stretto sentiero può aprirsi una via nel fitto della vegetazione, conducendo all'Alpe Serte.
In un ambiente così integro, la fauna si è conservata meglio che altrove, costituendo una forte motivazione alla creazione di due aree di tutela, una Riserva naturale orientata, più a sud, e una Riserva naturale integrale, a nord.
Il percorso che ci apprestiamo a intraprendere parte dalla località Dasio e si compone di due sentieri didattici, il Sentiero Faunistico Maurizio Monti, corredato di 11 pannelli per l'osservazione della fauna, e la Via dei Canti, che insegna a riconoscere gli uccelli attraverso il loro canto.

Sul Sentiero delle Quattro Valli

Dall'abitato di Dasio (597 m), si segue in prima battuta il Sentiero delle Quattro Valli (un trekking lungo 45 km, così chiamato perché attraversa le quattro valli Sanagra, Cavargna, Rezzo e Valsolda), contrassegnato dal numero 3 sbarrato. Si scende quindi verso il fiume Soldo per poi risalire sul versante opposto e ritrovarsi al bivio con la strada cementata che arriva dalle case di Drano (473 m). Volendo si può salire anche da quest'ultima frazione, ma il dislivello è molto più accentuato e quindi meno adatto a chi non è ben allenato!
Si prosegue verso sinistra, superando le baite della località Ranco (750 m) e quindi si fa ingresso nella Foresta Demaniale Valsolda, come indicato da un cartello. Inizia qui anche la Via dei Canti, che con i suoi bollini blu accompagna lungo tutto il percorso. Agevolati dalla minore pendenza, proseguiamo tra pareti calcaree e boschi di carpino e pino silvestre fino a raggiungere l'Alpe Serte (860 m). Tavoli e panchine invitano a una sosta. Ora, accanto ai bollini blu, compaiono anche quelli rossi: indicano il Sentiero Faunistico che attraversa da qui in avanti il bosco, dando al viandante la possibilità di conoscere quanti e quali animali selvatici vivono in questo ambiente.

La Grotta dell'Orso

Dopo un breve tratto, al bivio si lascia il Sentiero delle Quattro Valli per scendere a sinistra e attraversare il torrente, risalendo il versante opposto. Se siete particolarmente curiosi, con una deviazione in circa un'ora di camminata si raggiunge la Grotta dell'Orso (Buca della Noga), sopra l'Alpe Mapel. All'interno – non è difficile accedervi e lo spazio è piuttosto ampio – sono stati ritrovati i resti dell'estinto orso delle caverne.

All'Alpe Pessina

Una volta tornati sull'anello che stavamo percorrendo, si svolta a sinistra per intersecare di nuovo il sentiero 3 e proseguire verso il Passo Stretto (1100 m). Un pannello, il 7, è qui dedicato ai Rettili che popolano la zona. Il passaggio è stato un tempo strategico: univa la Valsolda e la Val Rezzo e vi convergono quindi numerosi sentieri. Noi continuiamo a seguire i bollini rossi e quelli blu salendo a destra, in direzione sud. Si incrocia dapprima il pannello 8 sui Rapaci, e poi il 9 sui Carnivori, proprio sotto la Tana del Lupo, suggestiva grotta dove leggenda vuole che il lupo trovasse riparo.
Dopo aver attraversato una valletta si perviene all'Alpe Pessina (1217 m), un altro punto nodale nella rete sentieristica di un tempo e ora attrezzato punto di sosta con vista panoramica sulla Valsolda e sul Lago di Lugano. Si tratta del punto più alto di sosta del percorso, elevato abbastanza da scorgere, volgendo lo sguardo verso la vetta del Monte Bronzone (1434 m), un monumentale sorbo montano protetto da una massiccia parete di roccia.

Osservazione faunistica

Oltre l'Alpe Pessina inizia la discesa. L'ultimo pannello del Sentiero Faunistico è sicuramente uno dei più interessanti: è infatti dedicato alla presenza degli Ungulati nella riserva e si trova accanto a un'altana appositamente costruita per osservare, senza disturbarli, gli animali tra cui gli splendidi esemplari di aquila reale che volteggiano sulla foresta. In alternativa, si può semplicemente godere del magnifico panorama sulle cime del Monte Prade (1607 m) e del Torrione (1805 m). Ci si ricongiunge all'Alpe Serte, da cui avevamo intrapreso i due anelli, passando accanto a vecchi fabbricati d'alpe, grandi larici, fontanelle e un'antica calchera (la tipica fornace di forma cilindrica costruita per ottenere calce dalla roccia calcarea). Prendendo a sinistra, lungo la strada, si fa ritorno a Dasio per il tragitto dell'andata.

 

  • Scheda tecnica
  • Dislivello:
  • 700 m
  • Tempo di percorrenza:
  • 4 ore per l'intero anello
  • Difficoltà:
  • media
  • Segnavia:
  • 3 sbarrato

Informazioni

Comune di Valsolda
Via Mamete Bellotti 21
Tel. 0344.68.121
www.comune.valsolda.co.it

Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio
www.cmalpilepontine.it

Come arrivare

In auto, si percorre la Strada Regina (SS340dir) fino a Menaggio, poi si continua sulla SS340 fino a Cressogno di Valsolda, passando da Porlezza. Quindi si sale a destra fino a Dasio. In autobus c'è un collegamento da Porlezza con la linea C12..

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