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Sul Sentiero Valtellina all’Oasi Le Piane di Lovero

In bici sul Sentiero Valtellina dove il fiume e la natura sono protetti

Tra salici che sfiorano la superficie del fiume e canneti che si innalzano come barriere tra terra e acqua, la seduzione della pianura si insinua silenziosa tra le vette lombarde.

Il Sentiero Valtellina è il lungo percorso cicloturistico che segna la sponda orografica destra dell'Adda. Uno dei tratti più interessanti dal punto di vista naturlistico è quello compreso tra i centri di Grosio e di Tirano dove, da una all'altra delle imponenti architetture delle centrali idroelettriche dell'a2a, si trova l'Oasi naturalistica "Le Piane" di Lovero.

L'itinerario che raggiunge la riserva, per chi arriva in Valtellina dalle città, trova il suo punto di partenza più favorevole a Tirano. Inforcata la bicicletta ci dirigiamo dunque verso il ponte sull'Adda e, dopo aver scoperto le suggestive vie del centro storico, imbocchiamo la riva destra del fiume iniziando a pedalare in leggera salita fra vigneti che si aggrappano al ripido versante montuoso. L'alveo, alla nostra sinistra, si mantiene ampio e l'acqua scorre vivace e spumeggiante per vincere gli improvvisi dislivelli che il letto roccioso e ghiaioso le impone. Noi, invece, risaliamo "controcorrente" fino al primo grande invaso che, in località Sernio, alimenta la vicina centrale a2a di Stazzona.

Superato il bacino artificiale con una salita breve ma impegnativa, iniziamo a percorrere il tratto di fondovalle delimitato dal ripido versante del Monte Masuccio, a nord, cui si contrappone, a sud, il conoide della Valchiosa, profondamente inciso dall'erosione fluviale e dove si scorgono gli abitati di Sernio e Lovero. Proprio nel territorio di quest'ultimo la presenza dello sbarramento a uso idroelettrico sul corso del fiume ha creato le condizioni ottimali per la nascita di una zona umida che tuttavia, a causa delle frequenti variazioni del livello delle acque nell'invaso, non poteva, abbandonata a se stessa, sviluppare pienamente tutte le sue potenzialità.

Fu perciò con l'intento di porre rimedio a un così precario equilibrio che si diede inizio a un percorso di rinaturazione dell'area, alimentata quindi non solo dalle acque del fiume, ma anche da una serie di affioramenti di falda in grado di colmare stagni e pozze, habitat di numerose specie acquatiche e ambiente ideale per la crescita di piante pregiate quali ontani, salici e noccioli, che si avvalgono di un'elevata condizione di umidità nel suolo.

Inaugurata nel 2001, l'oasi è oggi un punto di sosta obbligato: collateralmente ai lavori di correzione dello scorrimento superficiale delle acque e di indirizzo della vegetazione, infatti, non sono potuti mancare interventi per migliorare e guidare, in senso didattico-ricreativo, la fruizione dell'intera area.

Abbandonando per un attimo la bici ci si può spingere lungo il sentiero che raggiunge la riva del fiume, costeggiandone un lungo tratto che raggiunge il capanno di osservazione dell'avifauna che popola la zona umida. Non mancano panchine e tavolini dove riposare immersi nel verde, mentre una serie di cartelli indicatori, sia lungo la pista ciclabile che lungo i sentieri, fornisce informazioni generali sulla riserva e le sue risorse.

Sono un'infinità i dettagli riservati agli appassionati di natura, ma il carattere aspro della montagna invade ben presto ogni spazio manifestandosi in tutta la sua grandiosità di roccia e di sempreverdi conifere. Stiamo ormai imboccando il restringimento vallivo che quasi serra il solco dell'Adda in prossimità di Grosio, dove non per caso permangono i resti di una suggestiva fortificazione medievale e dove sorgono la centrale dell'a2a del Roasco inferiore e quella di Grosotto, con le loro eclettiche architetture in granito, primi esemplari tentativi di integrazione di fabbricati industriali nel paesaggio valtellinese.

Dove mangiare per la famiglia
La migliore cucina valtellinese in un ambiente adatto per un piacevole pranzo in famiglia. Inoltre, piatti pensati ad hoc per i bambini.
Ristorante Jim
Via Roma 2
Grosio (SO)
Tel. 0342.84.72.72
www.hotelsassella.it/ristorante-jim

Dove dormire per la famiglia
A Tirano, a cinque minuti dalla stazione, nel centro storico, un delizioso B&B dotato di tutti i comfort che un soggiorno in famiglia richiede. Camere spaziose e un appartamento sono a disposizione degli ospiti, e inoltre, ad uso comune, ci sono anche un ampio soggiorno, garage custodito per biciclette, moto e auto.
B&B Casa Mia
Via Arcari 6
Tirano (SO)
Tel. 0342.70.53.00
www.eccocasamia.it

Dove mangiare per la coppia
In piazza della Basilica a Tirano, un ristorante che unisce tradizione e fantasia.
Ristorante Pizzeria La Botte
Piazza Basilica 20, Tirano (SO)
Tel. 0342.70.27.50

Dove dormire per la coppia
A Mazzo di Valtellina, a un passo dall'Oasi Le Piane di Lovero, il Vecchio Mulino è immerso in verdi castagneti ai piedi del Mortirolo. In un'architettura tipica della valle risalente al 1790, sede del vecchio mulino, trovate camere accoglienti e colazioni da favola... L'atmosfera romantica è cristallizzata dallo scorrere di un vicino ruscello che precipita in una piccola cascata.
B&B Il Vecchio Mulino
Via Mulino di Vione 10
Mazzo di Valtellina (SO)
Tel. 338.57.09.994 / 320.21.49.781
www.bbilvecchiomulino.it

Per chi viaggia in camper
Area sosta camper attrezzata
Via alla Polveriera, Tirano (SO)
Tel. 0342.70.12.28

informazioni

  • Legambiente Media Valtellina
    Tel. 0342.70.48.57
  • Ufficio Informazioni Turistiche di Tirano
    Piazza Stazione, Tirano (SO)
    Tel. 0342.70.60.66

Come arrivare

In auto attraverso Lecco e Colico, che si raggiungono percorrendo la SS36, ci si inoltra in Valtellina lungo la SS38 in direzione di Tirano e quindi di Lovero.
La stazione ferroviaria più vicina è Tirano (capolinea della Milano Tirano) e si trova a 4 km da Lovero: dalla stazione si raggiunge l'argine destro del fiume Adda e, risalendo la valle lungo il percorso ciclo pedonale e all'area naturalistica Le Piane.
In pullman la fermata è Valchiosa (frazione di Sernio, Autolinee Perego); si cammina poi per circa 1 km fino alla diga di Sernio/Lovero.

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