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Passeggiata in Val di Mello

Natura infinita tra acqua e roccia

Se non l'avete mai vista, dovete per forza andarci. Al carattere dolce dei prati di fondovalle attraversati dal torrente che si esibisce in pozze verdissime e laghetti, si contrappone quello forte delle pareti di granito sorvegliate dal massiccio piramidale del Disgrazia che chiude la valle... 

Solco laterale della Val Masino che si stacca sul versante retico della Valtellina poco dopo le case di Morbegno, la Val di Mello è il posto perfetto per una gita fuoriporta o per un weekend di assoluto relax. O, se preferite, di assoluto sport

La vallata protetta da una riserva che ne tutela l'ambiente, si offre agli amanti dell'arrampicata e delle cascate di ghiaccio, dell'alpinismo come dell'escursionismo o, semplicemente, a chi volesse ammirarne la natura. Scopritela senza nessun pericolo, anche i più piccoli, sul fondovalle, oppure forte e scorbutica lungo le pareti e le cascate, rude e impervia nell'alta valle, ma sempre di una bellezza straordinaria. Nessuna più di questa valle mette d'accordo famiglie e scalatori, escursionisti e amanti del "riposino sul prato". D'estate si trova un po' di gente, è vero, ma lo spazio è tanto e la bellezza comunque esagerata. 

Un po' di storia

L'importanza della zona era un tempo dovuta alle sue risorse naturali, non certo alle montagne che leggende e tradizioni popolari volevano abitate da forze maligne e soprannaturali. Per parlare di alpinismo ed esplorazione delle vette bisogna attendere fino al 1862 quando alcuni turisti inglesi (Leslie Stephen, Sir Edward Kennedy e il loro seguito) vennero in valle per tentare la scalata del Monte Disgrazia, dopo aver fallito la conquista della vetta sul versante della Valmalenco. La scalata ebbe successo e la valle fece breccia nel cuore degli alpinisti inglesi che nelle loro relazioni la descrissero come "seconda a nessuno per grandiosità e varietà di bellezze naturali".

Il numero di scalatori ed esploratori aumentò progressivamente, convincendo i valligiani della possibilità di guadagno legata all'accompagnamento dei turisti e alla creazione di punti di ristoro, locande, rifugi e bivacchi. Dai primi anni '70 le rocce della Val di Mello divennero teatro dell'arrampicata, emergente disciplina sportiva che valorizzava il gesto atletico dell'arrampicare fine a se stesso, non più il tentativo di scalare una vetta.

Oggi la Val di Mello, "piccola Yosemity italiana", è uno tra i più frequentati centri internazionali di arrampicata. Non è insolito, infatti, camminare sui comodi sentieri di fondovalle e vedere le rocce grigie punteggiate dai colori sgargianti degli arrampicatori intenti a misurarsi sulle numerose vie: "Oceano Irrazionale", " Risveglio di Kundalini" e la celeberrima via della "Luna Nascente" solo per citarne alcune.

Nomi e colori che stridono col passato, quando la Val di Mello era per gli abitanti del posto poco più di un pascolo dove venivano condotte le mandrie per prolungare la stagione utile al loro nutrimento. Di queste attività sono rimasti piccoli ricoveri addossati ai massi e baite in pietra, oggi ristrutturate.

L'itinerario

All'imbocco della valle si trova uno spiazzo (non enorme) dove è possibile lasciare l'auto e un piccolo campeggio dove piantare la vostra tendina per godervi una notte sotto queste stelle. In estate però (da inizio giugno a inizio settembre), non è possibile arrivare fino a questo punto e l'auto va lasciata nel parcheggio di San Martino da cui parte con corse frequenti (circa 15 minuti) un piccolo bus che accompagna all'imbocco della valle.

Se non vi basta l'idea di una camminata semplice, sappiate che da qui partono moltissimi sentieri adatti a "tutti gli scarponi", ma questa è un'altra storia. Tanto per iniziare ad amarla, il consiglio è quello di farvi una tranquilla passeggiata sul fondovalle. Non sarete nemmeno partiti e già vi troverete a bocca aperta davanti al laghetto che pochi anni fa una frana (a volte la natura sa esagerare) ha regalato a questo ambiente, pur senza qualche sofferenza. La mulattiera a tratti selciata procede con un andamento pianeggiante, serpeggia tra grandi massi e pozze verde smeraldo e si affianca al torrente che scorre placido. 

Raggiungerete presto Ca' di Carna a quota 1.061 metri con il suo ponte in pietra che porta ad alcune baite sul versante opposto della valle. Proseguite lungo il placido corso d'acqua fino alle baite di Cascina Piana raggiunte le quali avrete guadagnato ben una trentina di metri di quota e due punti per la sosta: il rifugio Mello e il rifugio Luna Nascente. Ancora in falsopiano tra prati e qualche baita, arriverete al rifugio Rasega (1.148 metri). Da qui potrete salira ancora di quota per circa 150 metri fino all'attacco del sentiero che ripido risale a testata della valle e godervi tra gli alberi i giochi e i salti d'acqua del torrente oppure, se volete sgambare un po', raggiungere lungo un sentiero nel bosco, l'Alpe Pioda che si trova però a 1.559 metri.

In alternativa, qualcosa di più appagante (e immediato), è il Sentiero della Cascata da imboccare a sinistra (destra orografica) seguendo un cartello e i bolli rossi. Si risale un torrentello, si taglia un prato punteggiato di ginepri e, dopo avere aggirato un grande masso, si procede in pendenza nel bosco tra abeti e larici fino a un ultimo strappo in vista della cascata che si tuffa da una roccia; qui potete fermarvi a gustare fresco e vista sulla parte bassa della valle, la Valle della Romilla e la Val Temola

La leggenda del Gigiat

Sarà per via dell'aspra morfologia o, forse in parte, per merito dell'uomo se questo ambiente è rimasto quasi intatto. O forse il merito è del Gigiat, il fantastico e temuto bipede-capra, burbero guardiano di un regno incantato. Sono pochi ad averlo visto e neppure ne sono certi, nemmeno dopo un buon bicchiere in compagnia! Di certo si sa che gli bastano pochi balzi per attraversare la valle data la sua gigantesca mole e la grande abilità. E se qualche storia narra della sua bontà, altre raccontano di escursionisti diventati pasto della bestiola... La verità è che per vederlo, dovete proprio andarci!

Un evento unico: Melloblocco

Ogni anno la Val di Mello diventa il tempio dell'arrampicata in ogni sua forma. Da tutto il mondo convergono qui gli amanti della roccia per popolare per qualche giorno questo giardino di pietra e rubarne emozioni e segreti arrampicandosi praticamente su ogni sasso... Melloblocco è la parola magica che significa ritrovo di passioni nell'evento più grande d'Europa!

  • SCHEDA TECNICA

  • Partenza 
  • Spiazzo sterrato (campeggio)
  • Arrivo 
  • Rifugio rasega
  • Dislivello 
  • 100 metri 
  • Durata 
  • 1 ora e 15 minuti
  • Difficoltà 
  • Facile
  • Periodo
  • da aprile a ottobre
  • Estensioni
  • Alpe Pioda (1 ora e 20 minuti)

Informazioni

Comune di Val Masino
www.comune.valmasino.so.it

Come arrivare

Lungo la SS36 fino a Colico. Da qui SS38 dello Stelvio sino ad Ardenno; si sale quindi a sinistra in Val Masino sino a San Martino. In estate dalla piazza di San Martino parte il servizio navetta che raggiunge l'inizio della valle.

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