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La ciclabile delle città murate

In bici da Pizzighettone a Soncino

Pedalata a "dislivello zero" nel paesaggio verde della pianura cremonese. Tra borghi fortificati, campi, canali e cascine. Ritmi, profumi e sapori in via d'estinzione.

Fuori porta in bici? Se vi piace l'idea di perdervi su due ruote lungo stradine di campagna e mulattiere sterrate, ma anche di girare antichi borghi magari senza troppa fretta, questo è l'itinerario per voi. Partenza da Pizzighettone e arrivo a Soncino dopo quasi 40 km e una tappa intermedia a Soresina. È proprio qui che, con un po' di fortuna, incontrerete la bambina dello spot che canta "voglio vivere cosiiiii"...

Come e quando

Come, sicuramente in bici, ma meglio se non proprio una bici qualunque; già perché 40 km non sono pochissimi e il fondo alterna qualche tratto di asfalto a molto sterrato con sconnessioni e svariati sassi e sassolini. Niente di tremendo, ma il consiglio è partire con una mountain bike e, se non siete fedelissimi delle due ruote, anche un bel coprisella in gel. Quando andarci lo lasciamo scegliere a voi: se avete voglia di un bel giro per rafforzare l'abbronzatura puntate un giorno estivo di sole portando con voi acqua e cappello; se invece siete a caccia di colori caldi ma brezza tiepida, portate pazienza fino a ottobre.

Partiamo?

Adesso partiamo, però va detta un'ultima cosa. Pianificate bene il giro scegliendo se farlo in una sola giornata o dividerlo su due. Esagerati?!? Beh, i chilometri non sono tanti ma se dedicate un paio d'ore ai borghi, aggiungete qualche sosta foto/cibo/riposo e il tempo del percorso in bici a ritmo tranquillo, una giornata vi servirà tutta; una volta arrivati a destinazione, dovrete tornare alla partenza e i mezzi pubblici non aiutano molto. Da Soncino infatti è necessario raggiungere Crema o Romano e da qui tornare a Pizzighettone; il rientro non è del tutto agevole ma in scheda trovate qualche suggerimento. Quindi se volete muovervi con calma o se avete bambini al seguito, pensate a un intero weekend. con andata e ritorno in sella. Altra cosuccia: il percorso è segnato ma c'è qualche punto buio. Le nostre indicazioni dovrebbero bastarvi ma se avete un GPS, caricate la traccia perché in alcuni punti può risultare davvero molto utile.

Pizzighettone

Si parte dal centro, non senza un giro nel cuore storico tagliato a metà dal tranquillo scorrere dell'Adda. L'ombreggiata via Municipio con i suoi portici e la chiesa di San Bassiano portano, a sinistra, su via Boneschi lungo le imponenti mura fino alla polveriera di San Giuliano (ufficio proloco) e al fiume; fiancheggiandolo si sbuca davanti alla massiccia Torre del Guado, imponente costruzione resto dell'antico castello in cui fu imprigionato il re di Francia Francesco I di Valois nel 1525. Qui svoltate sul ponte attraversando l'Adda per entrare nella frazione di Gera; tenete ora la destra e imboccate via Antica Lodi e via Casematte, di nuovo lungo le mura che nel borgo si snodano per quasi 2 km. Le casematte ricavate all'interno della cortina muraria sono addirittura 93, con funzione di alloggiamenti militari, postazioni di tiro o magazzini e formano un sistema di ambienti comunicanti fra loro lungo circa 800 metri. Arrivati alla chiesa di San Pietro, dovrete girarvi per vedere la sua facciata a mosaico che, particolare quanto inaspettata, vi costringerà a una nuova sosta. Chiudete il cerchio tornando alla Torre del Guado, quindi piegate alla prima a sinistra (gelateria consigliata sull'angolo) scorrendo le costruzioni delle prigioni (anch'esse da vedere internamente), fino alla piazza d'armi, punto di partenza. Il consiglio è investire una manciata di minuti in una passeggiata lungo l'esterno delle mura nell'ombreggiato parco.

Si va!

Proprio di fronte alla porticina del parco inizia via Piave con il primo cartello marrone che indica la ciclabile. Seguite la strada, costeggiate il canale e svoltate a sinistra tra i campi verso Cascina Crocetta (2 km) avvicinandovi al fiume a cui potrete scendere dopo aver superato di circa 300 metri una Santella. All'imbocco di Formigara si incrocia e oltrepassa la SP 13 pedalando poi sulla piccola via Dosso Santa Cristina che attraversa le case di Ferie (5,5 km), costeggia Cascina S. Eusebio Inferiore e si dirige verso il Serio Morto, di cui si imbocca l'alzaia, svoltando a sinistra nei pressi della Cascina Vallate Ponte (8,4 km). Qui si abbandona l'asfalto e si pedala sullo sterrato tra il canale e i campi, protetti solo da alcuni alberi sulla riva che si infittiscono solo nel tratto finale che porta a San Bassano dove si incrocia di nuovo la strada. Prendete a destra sulla viabilità ordinaria per poche centinaia di metri quindi svoltate nuovamente a destra tornando in aperta campagna sull'antica strada dei Lamperti che dopo un primo tratto, compie una leggera salita e porta al Molino di Sotto e al termine dello sterrato. Questo è il primo punto in cui non si trovano i cartelli marroni della ciclabile. Svoltate a sinistra e, al termine del breve tratto di asfalto, nuovamente a sinistra passando accanto all'azienda Mazzoleni e continuando su strada fino alla rotonda e alla chiesa già visibile tra le poche case di Santa Maria dei Sabbioni (fontana e bar). Procedete sulla strada per imboccare la seconda a destra (via guida, segnalazioni assenti); la stradina si stringe e sottopassa la SP415 raggiungendo un cancello sorvegliato da due colonne a strisce bianche e rosse: qui si abbandona l'asfalto girando a sinistra (nessun cartello) lungo l'alzaia sterrata. Il tracciato compie una curva a novanta gradi verso sinistra e arriva a una cascina. Qui i cartelli sono presenti ma penzolano costretti da macabra impiccagione. Niente paura, girate a destra e sarete presto in vista di cascina Livelli Rossi (18,6 km) da cui si prosegue sempre lungo la vicinale piegando a destra costeggiando rogge e colatoi fino a Soresina. Raggiungete il centro e svoltate a sinistra in piazza Garibaldi proseguendo diritti fino al termine del viale; girate a destra e dopo pochi metri a sinistra (ciclista), imboccando l'ombroso viale del santuario che, costeggiando la roggia Cavallina, vi porterà al Santuario di Ariadello, circondato da prati e alberi con tavoli e panchine perfetti per una sosta (26,5 km). Lasciato il santuario guadagnate l'alzaia del canale, superate una cascina e incontrerete il canale Vacchelli che porta alla suggestiva località Tombe Morte, detta dei 13 ponti (28,6 km). Qui troverete i cartelli che indicheranno a destra la sterrata che costeggia il canale Scolmatore e, dopo un tratto rettilineo, nuovi cartelli che vi porteranno a destra tra le case di Genivolta, ritrovando l'asfalto. Seguendo le indicazioni piegate in via Castello e da questa su via Graffignana che porta su una strada sterrata ma alberata, verso Cascina Valle. Mantenendovi sulla traccia principale a poca distanza dalle anse dell'Oglio, procedete fino a imboccare la lunga via Gazzuoli da cui vedrete finalmente spuntare i torrioni della rocca sforzesca.

Un giro a Soncino

Eccoci al centro della pianura lombarda, con il borgo che occupa la riva destra del fiume Oglio. Ancora poche pedalate vi porteranno al cospetto del maniero voluto dagli Sforza signori di Milano, e costruito dall'anno 1473 sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Gadio, a scopo militare. Agli angoli svettano quattro torri: quella cilindrica ricavata dal vecchio torrione della precedente cinta muraria, dove potrete aggirarvi in cerca della leggendaria stanza del tesoro, la torre del Capitano e le due torri gemelle: vi aspettano camminamenti e merlature per un salto nel passato. Dal cortile quadrato con il suo grazioso pozzo, potrete raggiungere i misteriosi sotterranei. Proprio a fianco del castello, negli ambienti dell'ex Filanda Meroni, fate un salto al Museo della Seta in cui ammirare gli antichi strumenti per l'allevamento del baco e la lavorazione di questo prezioso tessuto. Perdetevi poi tra i vicoli del borgo medievale con i suoi palazzi e le mura da cui sbuca il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta; cercate infine la Casa degli Stampatori dove rivivere l'atmosfera di una vecchia stamperia ebraica del XV secolo tra macchine da stampa, caratteri, manuali e la fedele ricostruzione di un torchio ligneo del 1400. Se ne avete ancora, non distante dal centro, fermate lo sguardo sulla chiesa di Santa Maria delle Grazie, esempio di architettura rinascimentale di cui vi sorprenderà l'interno: le pareti, l'abside e le 10 cappelle laterali che affiancano la navata centrale, sono interamente affrescate.

Come tornare

Per il rientro, la soluzione più veloce ma più faticosa è quella in bici, magari lungo la statale che vi fa risparmiare circa 10 km ma è poco sicura. In alternativa, coi mezzi, autobus Soncino-Crema e quindi treno Crema-Pizzighettone; oppure autobus Soncino-Romano e treno Romano-Pizzighettone. Verificate bene coincidenze e orari, piuttosto radi specie di domenica e nel periodo non scolastico.

Informazioni

Pro Loco Pizzighettone
www.prolocopizzighettone.it

Gruppo Volontari Mura
www.gvmpizzighettone.it

Pro Loco Soresina
www.prolocosoresina.it

Pro Loco Soncino
www.prolocosoncino.it

Come arrivare

Autostrada A1 fino all'uscita di Casalpusterlengo; da qui si prosegue sulla SP234 in direzione Codogno, fino a Pizzighettone.

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