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L'eremo di Santa Caterina del Sasso

Tra roccia e abisso sul Lago Maggiore

Sorretto dalle rocce che s'inabissano nel golfo Borromeo, l'eremo di Santa Caterina del Sasso è la "pietra miliare" della costa orientale del Lago Maggiore. Luogo affascinante tra natura, fede e architettura, di fronte a un panorama mozzafiato.

Prima di cadere a strapiombo tra i flutti delle onde, la pietra calcarea del Verbano, sponda Est, si ferma. Per poche decine di metri, ma si ferma. Lo fa dal XII-XIII secolo. Da quando un ricco mercante locale, Alberto Besozzi, riconoscente a Santa Caterina d'Egitto per avergli salvato la vita mentre attraversava il lago in tempesta, decise di fare del dirupo "Bàllaro", nei pressi di Leggiuno, un luogo di meditazione e preghiera. Un eremo al riparo dal mondo e in armonia con la natura e con quel paesaggio dove l'acqua e la pietra s'incontrano. Una pietra che, a ridosso di quella scarpata si ferma, proseguendo la corsa verso gli abissi solo dopo essersi tramutata in solenne architettura. In colonne, volte, archi e porticati. Quelli del santuario di Santa Caterina del Sasso.

Da sempre meta di pellegrinaggi, l'eremo unisce l'interesse turistico alla devozione e alla scoperta storico-culturale. Nonostante la posizione angusta, dalla fondazione di una semplice cappella sul finire del XII secolo all'edificazione di un monastero nel XIV secolo, il complesso è stato oggetto di numerosi ampliamenti e arricchimenti. A cominciare dalle altre due cappelle che hanno affiancato l'edificio originario, dedicate l'una a San Nicola e l'altra a Santa Maria Nova.

Diversi furono gli ordini monastici che si avvicendarono a guidare l'eremo: dai Domenicani ai frati del convento milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus, fino ai Carmelitani che vi rimasero fino al 1770. Oggi sono gli oblati benedettini i silenziosi custodi del complesso, incaricati di conservare l'aura di misticismo che ne avvolge ogni dettaglio.

Il luogo è raggiungibile in diversi modi ma lasciamo a voi scoprire il più "suggestivo"; qualcuno non avrà alcun dubbio, scegliendo un romantico approdo via lago con il battello che fa scalo ai piedi dell'eremo collegato con una scalinata che raggiunge l'ingresso. Chi preferisce faticare, almeno un po', può scegliere la soluzione tradizionale: l'accesso via terra, scendendo una scalinata di 268 gradini che ha inizio dal sovrastante piazzale delle Cascine del Quiquio, a poca distanza dal parcheggio. Niente paura però: per i più pigri o per chi non può far diversamente, dal 2010 c'è anche un comodo ascensore che colma i 51 metri di dislivello tra il piazzale e l'ingresso all'eremo.

Un piccolo portoncino apre a un corridoio delimitato da eleganti archetti che costeggia il convento meridionale (XVI XVII sec.) e scandisce le vedute sul lago. Nella sala capitolare si possono ammirare affreschi trecenteschi, mentre nel "conventino" (XIII sec.), sotto le finestre del primo piano, si rivela una lunga affrescatura secentesca ispirata alla Danza Macabra (classico tema iconografico tardomedievale nel quale è rappresentata una danza fra uomini e scheletri).

Eccoci, infine, alla chiesa, con il campanile trecentesco e il portico con quattro archi a tutto sesto. Questo straordinario edificio dalla struttura davvero singolare, frutto della fusione delle tre cappelle sorte in epoche differenti, è il cuore dell'eremo. Ciascun altare individua le tre cappelle preesistenti. Quella sul fondo custodisce le spoglie del beato Alberto, conservate in una teca di legno esposta al pubblico.

Il viaggio all'eremo si conclude con il tramonto che riflette gli ultimi raggi sul lago e scalda gli edifici prima che le luci della sera tornino a vegliare il silenzio.

 

Informazioni

Eremo di Santa Caterina del Sasso
www.santacaterinadelsasso.com

Agenzia del Turismo della Provincia di Varese
Tel. 0332.25.20.71
www.vareselandoftourism.it

Navigazione Laghi
www.navigazionelaghi.it

Come arrivare

L'eremo è raggiungibile in auto percorrendo l'autostrada A8 Varese/Como/Chiasso in direzione dell'A26 Genova Gravellona fino all'uscita Sesto Calende/Vergiate. Qui si imbocca la SS33 in direzione Laveno/Luino e si prosegue sulla SS629 fino a Leggiuno dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni.
In estate è attivo il collegamento con i battelli della Navigazione Laghi.

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