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In bici sul Naviglio Pavese

Pedalata lungo il canale antico

Fuga dalla città nella scenografia del celebre canale che unisce la provincia di Milano a quella di Pavia. In bici, per assaporare al meglio i caratteri unici e inconfondibili del paesaggio.

Voglia di aria, voglia di bici. Pedalare è un modo per catturare frammenti di paesaggio che altrimenti sfuggono all’osservazione. La pedalata lungo il Naviglio Pavese rappresenta quasi un viaggio attraverso la storia, la cultura, e le tradizioni lombarde che si sono susseguite e affermate nel corso dell’ultimo millennio nella pianura a Sud di Milano. E il fermo immagine restituisce scorci che suscitano curiosità, voglia di sapere, di vedere da vicino.

La partenza

Si parte dalla Darsena di Porta Ticinese, per scorrere lungo quella che fu, fino a un tempo non lontanissimo, una delle più importanti vie di trasporto sull’acqua che collegava Milano a Pavia e, quindi, al Ticino. La ciclabile corre per oltre 35 chilometri quasi perfettamente rettilinei; il distacco dalla città è netto e avviene, quasi senza accorgersi, sfilando accanto ai vecchi barconi ormeggiati alla periferia urbana, che oggi ospitano i caratteristici dehors di ristoranti e birrerie.

La città alle spalle

Basta superare il primo tratto un po’ caotico all’altezza della tangenziale, ed è subito campagna. Le vaste risaie e i campi coltivati sono il risultato dell’opera iniziata secoli orsono dai Cistercensi di Bernardo di Chiaravalle che, per primi qui, introdussero le marcite.
La fama di Binasco, il primo grande centro che si incontra, è legata al maestoso Castello Visconteo, oggi sede municipale. Abbandonare per poco il corso del Naviglio e addentrarsi nel grazioso centro storico, fuga per sempre l’idea che la località sia solo la porta d’ingresso dell’autostrada per il mare.
Oltre Casarile si scorre accanto agli specchi d’acqua delle risaie; immense, circondano, alternate solo da campi di granoturco, la meravigliosa architettura della Certosa di Pavia.
Dedicata a Santa Maria delle Grazie, fu fondata da Gian Galeazzo Visconti nel 1396 che la volle come monumento funebre. L’immenso complesso comprende la chiesa, gli edifici dei monaci e l’antica residenza estiva dei Visconti e Sforza che oggi ospita il Museo della Certosa. Per raggiungere la Certosa, si imbocca il viale alberato accanto alla imponente struttura, recentemente restaurata, dei Molini Certosa, i cui nuclei antichi macinavano sfruttando la ruota ad acqua. Una fascia boschiva separa la Certosa da Borgarello; è l’ultimo dei centri agricoli che si superano prima di raggiungere l’abitato di Pavia. La città, sede universitaria e scrigno d’arte e di storia, si fa notare da lontano per le sue altissime torri. L’alzaia del Naviglio circonda alle spalle il Castello Visconteo, prima di raggiungere le sponde del Ticino a sud-est dell’abitato.

  • SCHEDA TECNICA
  • Partenza
  • Milano, Porta Genova
  • Arrivo
  • Pavia
  • Lunghezza
  • 36,9 Km
  • Difficoltà
  • Facile

 

 Informazioni

www.turismo.regione.lombardia.it 
www.naviglilombardi.it 

Come arrivare

Consigliamo di raggiungere la partenza dell'itinerario utilizzando i mezzi pubblici, treno o metropolitana, che fermano a Porta Genova.

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