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In bici lungo il Lambro

Una pedalata nel Parco della Valle del Lambro, alla scoperta di angoli di natura, ville e borghi storici.

Un Lambro più pulito, più vivo, più naturale. Ormai non è solo una speranza. Infatti ha un "corso nuovo". Un parco lo protegge e ne valorizza ambiente e paesaggi attraversati.

Dànzano mosse dal vento le chiome degli alberi protese sul fiume. Danzano come a compiere un saluto solenne, rivolto alla stagione calda che abbandona gli argini dove già si accumulano tappeti di foglie oro e rubino. L'autunno le ha avvolte in toto, in un acquarello che diluisce le tinte sgargianti dei mezzogiorni di sole nelle nebbie sottili delle albe alabastrine. La Brianza, del resto, è fatta così. Ha sbalzi d'umore un po' come una donna capricciosa. Che sa essere raggiante e luminosa quanto velata e misteriosa. Il fiume che la guarda e in cui si guarda è il Lambro. Un filo argentato che dalle Prealpi Lecchesi scivola verso la Pianura Padana fino a incontrarsi con il più grande fiume italiano.

Le sue sorgenti originano dai monti del Gruppo del San Primo, nell'area di Piano Rancio, poco a nord del Ghisallo. Nella sua corsa il fiume attraversa la Brianza, trovando in Monza una cittadinanza d'onore. Ed è lungo i territori compresi tra i Laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Reggia di Monza a sud che si estende dal 1983 la tutela del Parco Regionale della Valle del Lambro.

La sua superficie, successiva all'ampliamento del 1996 che ha portato a 35 (dai 33 iniziali) i comuni in essa compresi, è di 8107 ettari, di cui 4080 di parco "naturale". Già, perché l'area presenta caratteri differenti lungo i 25 km di scorrimento del Lambro: se da una parte ci sono le zone più interessanti dal punto di vista naturalistico – dai due laghi suddetti, già in parte tutelati dalla Riserva naturale orientata della Riva Orientale del Lago di Alserio, ed entrambi Siti di Interesse Comunitario (SIC), all'Oasi di Baggero, nata dal recupero di uno scavo per l'estrazione della marna riempito da acque naturali che formano altri tre graziosi laghetti – dall'altra ci sono le attrazioni monumentali e architettoniche di una delle regioni a maggior eredità storica, culturale e artistica della Lombardia. Dalle ville signorili circondate da raffinati giardini al ricco patrimonio di edifici sacri: la Rotonda di Tregasio, Santa Maria del Noce di Inverigo, la Basilica di Agliate.

Negli ultimi anni l'obiettivo del parco è stato quello di accrescere l'accessibilità e la fruibilità "lenta" delle rive del Lambro, ideali da percorrere a piedi e, ancora meglio, in bicicletta. Anche quando, tra autunno e inverno, la scenografia si fa carica di sottili suggestioni cromatiche. È nata così, passo dopo passo, la greenway che collega con un unico percorso le città di Erba e di Monza. Di cui il Sentiero Ecologico, tracciato tra la stazione di Macherio-Canonica e Ponte Albiate, rappresenta uno dei tratti più moderni e funzionali. Ma non è tutto: chi vuole davvero immergersi negli angoli più "selvaggi" del parco, tra boschi ombrosi che sfociano con i loro brevi intagli vallivi su campi coltivati segnati da secolari architetture rurali, non ha che da incamminarsi lungo l'itinerario delle Valli del Rio Pegorino e del Rio Cantalupo.

Ci si trova in località Canonica Lambro, celebre borgo nel comune di Triuggio, cuore del parco. Davanti, si prospetta la massiccia mole di Villa Taverna, la dimora cinquecentesca il cui fastoso ingresso lascia intuire l'irresistibile fascino del giardino all'italiana celato dalle possenti mura di cinta. Superato il ponticello sul Lambro, se si procede in sella a una bicicletta si approfitta subito dell'ottimo fondo della pista, che alterna tratti in sterrato battuto ad altri pavimentati se maggiormente esposti all'umidità. Paralleli alla ferrovia, ci si porta in località Molini Bassi, continuando poi tra cascine affacciate sul Lambro e resti di vecchie fabbriche.

L'asfalto ricompare nei pressi di Ponte Albiate. Bici a mano, si attraversa la strada e si risale la lunga scalinata di Vicolo Costa Corta arrivando ad Albiate. Quindi si lascia a sinistra Villa San Valerio per proseguire nuovamente su sterrato attraversando la campagna di Carate Brianza prima di piegare in discesa sulle rive del Lambro presso il vecchio Mulino Tagliabue. Da qui la via continua in leggera salita, quindi di nuovo in discesa fino alle Grotte di Realdino, dove la vegetazione si fa più fitta e l'ambiente più umido. Un brivido corre per la schiena ma non si è lontani, ormai, dal gioiello romanico di Agliate: ancora su sterrato e costeggiando il fiume si perviene infatti, con poche pedalate, al complesso della Basilica dei Santi Pietro e Paolo e del Battistero che l'affianca.

Se si desidera conoscere meglio le colline boscose che si innalzano sull'abitato di Canonica Lambro, un'interessante alternativa, soprattutto in mountain bike, può essere quella che segue le piste che affiancano i due brevi corsi d'acqua che confluiscono nel Lambro proprio in questo punto della valle. Si tratta del Rio Pegorino, che si getta nel fiume poco più a sud di Canonica, e di cui si può percorrere la valletta imboccando un itinerario ciclabile che ha inizio oltre una sbarra metallica, circa 200 metri dopo il ponte di Canonica. E del Rio Cantalupo, che invece nel Lambro si tuffa circa un chilometro più a ovest.

La Valle del Pegorino, umida e ombrosa, si risale mantenendosi sulla sinistra fino a raggiungere un poggio panoramico da cui si scorge dall'alto Tregasio. La Rotonda, uno dei monumenti più significativi dell'arte neoclassica della Brianza, è una delle grandi attrattive architettoniche della zona, meritevoli senz'altro di una sosta. A Tregasio si arriva scendendo verso ovest, passando da Cascina Gianfranco e da Cascina Antonietta, componenti di quel paesaggio rurale che è una delle dominanti del parco. È quindi la volta di intraprendere il ritorno verso Canonica. Ma attraversando ora la Valletta del Cantalupo. La si percorre tutta in discesa, sfiorando i sobborghi orientali di Triuggio e Villa Don Bosco. Il bosco ci riprende quindi fra le sue ali protettive fino a Canonica Lambro, punto d'arrivo dell'itinerario.

Informazioni

Parco della Valle del Lambro
Via Vittorio Veneto 19
Triuggio (MB)
Tel. 0362.97.09.61/0362.99.71.37
www.parcovallelambro.it

Come arrivare

In auto, si percorre la SS36 – superstrada Valassina – uscita Seregno San Salvatore. Seguendo le indicazioni per Triuggio si scende all'altezza del Lambro. Subito dopo il ponte sul fiume sulla sinistra si trova l'edificio in cui ha sede il Consorzio del Parco della Valle del Lambro.

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