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In bici fra le campagne di Crema

Emozione continua tra mulini e fontanili

Secondo itinerario cicloturistico in una terra di borghi e scorci naturalistici in cui l'acqua è regina e tutto sembra scorrere tranquillo. Fra tradizione culturale e gastronomica locale.

Crema, Porta Serio: sotto il monumentale ingresso arcuato che immette nel cuore della città, affacciata sulla riva destra del Serio, studiamo la mappa dei dintorni in sella alla bicicletta. Il sole riscalda e inonda i marmi della porta in un accecante riverbero. Buttiamo gli occhi sui solenni guerrieri che ci osservano dall'alto. Come a dire: ci si rivede qui entro sera. E, infilati gli occhiali scuri, imbocchiamo a destra Via IV Novembre per passare sullo sterrato che costeggia il fiume Serio. Crema si allontana alla nostra destra, mentre prendiamo il ritmo della pedalata. 

La cittadina padana è situata al centro di un nodo fluviale strategico che, da ovest a est, comprende i corsi dell'Adda, del Serio (sulla cui sponda destra si innalza la dolce altura che ospita il borgo storico di Crema, l'antica Insula Fulcheria innalzata sull'area paludosa circostante) e dell'Oglio. Un immenso bacino di risorse idriche che, con i rispettivi parchi regionali, tesse un folto intreccio di rogge e canali, risorgive e fontanili. Regalando, dove l'intervento umano sull'ambiente è stato minimo, preziose oasi di biodiversità. Continuando a pedalare, raggiungiamo la periferia di Ripalta Cremasca, sottopassando le tangenziali e sfiorando il depuratore.

Dalla vicina Ripalta Nuova, la pista ciclabile prosegue verso Bolzone, fiancheggiando poi il canale fino alle prime case di Capergnanica. Non lontano, ci imbattiamo nelle ruote di un mulino ad acqua. Ce ne sono molti da queste parti, a testimonianza del secolare utilizzo del patrimonio idrico del suolo. Sin dal medioevo, infatti, la macinazione dei cereali e la torchiatura dei semi erano effettuate ricorrendo alla forza motrice dei mulini, azionati dall'acqua debitamente incanalata. Allo stop giriamo dunque a sinistra, per ammirare da vicino la pala che azionava la macina del Molino Chizzoli.

Rimontati in sella, tagliando i campi su sterrato facciamo rotta verso la cappelletta detta Madonna delle Suchéte. Attraversiamo la provinciale prima di approdare a Casaletto Ceredano e alla Parrocchiale di San Pietro Martire da Verona, una delle più antiche del Cremasco, edificata in stile rococò nel XVIII secolo. Ma eccoci ancora lungo la strada secondaria che ci conduce in direzione di Chieve.

Poco prima della rotonda ci portiamo sulla provinciale, e l'attraversiamo mantenendoci a sinistra, svoltando poi a destra per raggiungere Bagnolo Cremasco. Di nuovo sulla ciclopedonale, pedaliamo in scioltezza fino in Piazza Aldo Moro, cuore del paese. Ci sembra il posto giusto per una sosta, anche se purtroppo non è ancora il momento di dedicarci al sostanzioso menu di un ristorante... lasciamo quindi alla sera le prelibatezze della cucina locale, corposa e materna: già sentiamo l'acquolina per quei tortelli ripieni di amaretto cosparsi di scaglie di Grana che stanno servendo nel dehors.

Strade sterrate che all'orizzonte sembrano perdersi tra i campi coltivati ci guidano verso Vaiano Cremasco: il paesaggio è di nuovo movimentato da lievi ondulazioni oltre che dalle sagome di qualche campanile. Proseguiamo fino a imbatterci nell'ingresso arcuato di Villa Borromeo e al suo parco, quindi diritti in direzione del Canale Vacchelli e della pista ciclabile che ne segue l'argine.

Il paesaggio campestre colma ogni orizzonte, come un pensiero che non lascia spazio ad altro. Ogni profilo si capovolge nelle acque del canale. Come quello della cinquecentesca Chiesa di Santa Caterina al Moso, quasi misteriosa così isolata e avvolta da una fitta cornice di vegetazione ripariale. Poco più avanti scopriamo l'imponente opera idraulica che consente al fiume Moso di oltrepassare il Vacchelli, che superiamo attraversando un ponte.

La tappa successiva è Trescore Cremasco: una volta lasciato il paese, continuiamo sulla pista protetta fino a Cremosano e raggiungiamo finalmente i fontanili che ne caratterizzano i dintorni. Le acque affioranti dal suolo zampillano incessantemente da bocche metalliche (polle) mantenendosi a una temperatura di circa 10-15 °C: una condizione termica favorevole che consente il loro utilizzo per l'irrigazione dei campi coltivati anche in inverno, quando nei prati si formano le cosiddette marcite.

Tutt'intorno i dettagli si tingono di riflessi rossastri. Il sole sta ormai per tramontare e la pista ciclabile ci porta ora a chiudere l'anello che dalla città di Crema abbiamo percorso fin qui. Superato di nuovo il Canale Vacchelli e le frazioni San Benedetto e Mosi, la periferia della città si ridefinisce già in lontananza, con il torrazzo e il campanile del Duomo. È tempo di abbandonare la bicicletta, ebbri di stanchezza e di dolci immagini in cui la natura si fonde con l'arte e la storia.

Per chi viaggia in camper
Camper service
c/o Luna Parking
Via Leonardo da Vinci
Bagnolo Cremasco (CR)
Tel. 333.98.61.190

  • Scheda tecnica
  • Partenza/Arrivo
  • Crema
  • Lunghezza
  • 37 km
  • Tempo di percorrenza
  • 3 h
  • Fondo
  • Sterrato e asfalto

informazioni

come arrivare

Per raggiungere in auto la cittadina di Crema, dall'autostrada del Sole A1, uscire a Lodi, seguire le indicazioni Lodi-Riolo, immettersi sulla SS 235, superare Cascina Casaletti e seguire le indicazioni per Crema. La meta è raggiungibile anche in treno, lungo la linea Milano-Cremona.

 

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