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Escursione in Val Bodengo

Piccole storie

Finalmente una sgambata in montagna! Destinazione Val Bodengo per un bel giro su tre valli o semplicemente rilassarsi tra prati e torrente...

Se domani il cielo è azzurro e avete voglia di paesaggi sconfinati, respirare aria pura ma, soprattutto, di "fare andare le gambe"... preparate lo zaino e venite con noi!

La partenza

Partenza presto ma non troppo con l'idea di farsi un bel giro senza andare molto lontano (ndr da Milano) ma con la voglia di trovare una "montagna vera"; non solo prati e torrenti - che certo ci sono e sono veramente alla portata di tutti - ma anche sassi, ghiaioni e creste, grandi panorami e, perché no, silenzio. Dopo un po' di ricerca tra le carte puntiamo il dito sulle montagne della Mesolcina, in bilico tra Italia e Svizzera.

Lì si trova un sistema di quattro valli che convergono sullo spartiacque e stuzzicano la nostra voglia di sgambare un po'. Lasceremo le case di Gordona per infilarci in Val Bodengo e salire nella sua parte alta per poi "scollinare" nella solitaria Val Darengo o sconfinare nell'elvetica Val Cama. Arriviamo alla partenza dopo aver superato le quotidiane sfide che ogni buon milanese incontra inciampando nelle tangenziali, e già si respira un'aria nuova. Sosta caffè al bar del centro dove prendiamo il pass per entrare in valle con l'auto (6 euro, da aprile a ottobre) e le chiavi per il Rifugio Alpe Notaro dove probabilmente ci fermeremo una notte. Marco è più di un barista e ci riempie di consigli prima di tornare dietro il bancone.

La strada che entra in Val bodengo regala subito qualche scorcio da Tibet restando aggrappata alle pareti verticali mentre ai suoi piedi si sfogano ripide le acque cristalline del Torrente Boggia. Poi entriamo nel bosco ancora in ombra e arriviamo alle case di Bodengo. Se volete gustarvi con calma anche tutto questo tratto (tenete presente che sono circa 1.000 metri di dislivello in più da colmare), potete salire a piedi già da Gordona lungo una bellissima mulattiera che ricalca solo in qualche tratto la strada. Passerete così sull'antico ponte in pietra di Bedolina e nei presssi delle gole (dove i più sportivi potranno fare canyoning), per arrivare fin qui dove anche noi decidiamo di abbandonare il motore per accendere le gambe. A sinistra del torrente c'è l'infilata dei crotti che raccontano la sapienza di un tempo passato (ma sospettiamo nascondano tuttora sapori unici), mentre a destra sfilano baite "tirate a nuovo" intorno alla chiesa.

Inizia la salita

Zaino in spalla prendiamo il sentiero che si stacca a destra del piccolo parcheggio alla fine delle case ed entriamo nel bosco; fa fresco quel tanto che basta e ci godiamo l'erba bagnata sulle gambe. Breve sosta nei pressi dello sbarramento che regola l'acqua del torrente e forma qualche fantastica pozza... Qui tra qualche ora ci sarà "molta vita", forse troppa, almeno per noi. La valle si apre quando sbuchiamo nei prati di Corte Terza che con le sue baite occupa un pianoro a 1190 metri. Fin qui potete arrivare anche in auto trovando uno spiazzo per lasciarla. Un occhio all'orologio e si cammina sulla sterrata che sale delicatamente tra radure e prati fino a Corte Seconda (1369 m), decisamente più ruvida delle precedenti. Il pastore passa rincorso dai suoi cani che gli disegnano attorno traiettorie festanti mentre rincorrono le mucche. Da qui si sale tra pascoli e grandi massi ancora accompagnati dal torrente fino ai ruderi di Corte Prima a quota 1540 metri. Il sentiero inizia a tirare e fanno sentire il loro peso anche le "esigue" scorte stivate negli zaini.

Decidiamo allora di fermarci per un boccone così da rendere il carico più leggero e noi diversamente agili. La testata si avvicina e seguendo i segni sui massi saliamo senza più parlare troppo. La pendenza si fa marcata e tocchiamo i 1800 metri raggiungendo il bivio per l'Alpe e il Rifugio Notaro. Potremmo arrivarci con tutta calma in mezz'ora ma ci basta uno sguardo per decidere che la giornata è troppo bella per non toccare la cresta. La traccia s'impenna decisamente e lasciati gli ultimi ritagli di verde, ci spinge nel circo roccioso ai piedi della testata della valle. Il sole allunga le nostre ombre mentre ci districhiamo tra i grandi massi e saliamo alla base della cresta; qualche metro un po' verticale e ci sediamo nell'intaglio della Bocchetta di Correggia (2201 m). Guardiamo con soddisfazione alle nostre spalle e con curiosità al versante opposto dove culmina la selvaggia Val Darengo con il suo laghetto 400 metri sotto di noi. Scendiamo dritti nell'erba alta pettinata dal vento e poi a destra su grandi placche rocciose per aggirare dall'alto la conca glaciale e perdere quota lungo il costone che porta a Capanna Como.

Il silenzio è fantastico come le stelle che si accendono fino a farci tremare le gambe (forse era il freddo, però) mentre appollaiati sullo steccato rimaniamo lungamente a testa in su. Il rifugio è bello, accogliente e ben fornito e per fortuna, avevamo ritirato le chiavi anche di questo prima di partire. Non resta che accendere la stufa, prima di trascinarsi in mansarda per la notte. Lì faremo progetti per domani, per aggirare le creste e curiosare in Val Cama e goderci ancora un paio di giorni in quota.

 

  • SCHEDA TECNICA
  • Arrivo 
  • Capanna Como
  • Dislivello in salita:
  • 1170 m
  • Dislivello in Discesa:
  • 410 m
  • Tempo di percorrenza:
  • 5 ore
  • Difficoltà:
  • E/EE

Informazioni

Comune di Gordona
Piazza S. Martino,1
Gordona (So)
Tel. 0343.42.321
www.comune.gordona.so.it

Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna
Piazza Caduti per la Libertà
Chiavenna (SO)
Tel. 0343.37.485
www.valchiavenna.com

Come arrivare

Per raggiungere Gordona, punto di partenza del nostro itinerario, si percorre Viale Fulvio Testi fino a Monza dove si prosegue sulla SS36 in direzione Lecco fino a Colico e al trivio di Fuentes. Qui si continua in direzione Chiavenna fino a superare il lago di Novate Mezzola e la Piana di Chiavenna dove si svolta a sinistra per raggiungere la destinazione.

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