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Castello di Oramala

Tra mura leggendarie

Le strade tortuose dell'Oltrepò Pavese ci portano al maniero costruito dai Malaspina, signori di queste terre di confine tra quattro regioni e quattro province, tra i monti e il mare.

Finalmente c'è il sole ad asciugare le ossa dopo un lungo inverno durato fino a maggio!
Nemmeno il tempo di aprire gli occhi che i raggi caldi hanno già invaso la mansarda, spingendomi in strada, a cavallo della moto. Zaino leggero, due panini, acqua e... scarponi! Si parte in fretta, con le prime nuvole che ci rincorrono salendo dalle Prealpi e si punta verso sud, oltre la pianura, per "dondolarsi" sulle due ruote tra le colline, zigzagando sulla striscia grigia che si stringe avvicinandosi alla meta. Il Torrente Staffora ci corre a fianco, incidendo la vallata con la sua acqua ancora grigia e opaca che "sa di freddo". Le case di Rivanazzano, Godiasco e Ponte Nizza sfilano veloci; pochi chilometri e siamo a Varzi. Con una brusca svolta a sinistra saliamo per curve e stretti tornantini fino a Oramala, in un tripudio di verde e silenzio tutt'intorno.

Il castello di Oramala ci aspetta austero con sua strana forma, un po' circolare, un po' spigolosa, quasi a dirci che quel che vediamo è forse solo una parte del possente baluardo difensivo di un tempo. Durante lo sterrato in salita ci accompagna un grosso cucciolo scodinzolante che sembra conoscere bene il posto, probabilmente il miglior amico di uno dei tre abitanti del borgo, davvero poche case ai piedi del mastio.
Superiamo il portone e ci viene incontro Elisa che ci aspettava e ci porterà per mano tra gli ambienti e i sotterranei del castello e su fino alla cima.

Si comincia dal cortile, e si continua stanza dopo stanza in un susseguirsi di grandi camini, e strette scalinate tra storie e leggende conservate da mura tanto larghe da non riuscire ad abbracciarle. Il castello venne costruito dalla famiglia Malaspina che dominò lungamente la zona dell'Appennino Ligure. Molte sono le leggende che sorgono attorno al nome della casata; una di queste lo fa risalire alla vicenda che coinvolse Accino, capostipite dei Malaspina vissuto nel 549. Un episodio accidentale lo vede infatti protagonista inconsapevole quando una spina uccise per errore Teodoberto I, re dei Franchi, mentre insieme pianificavano un attacco contro un comune nemico.

Il maniero sorge su un colle e si distingue per la sua pianta quadrata che comprende un'enorme torre di forma semicircolare che risale alla prima metà del Quattrocento. Il portale d'ingresso della rocca - dotato di saracinesca - immette al cortile con la cappella di Sant'Eufemia, già esistente nel XIII secolo. Nell'ala settentrionale si trovano alcuni locali e un sotterraneo che fungeva da prigione. Sotto il pozzo, una stanza permetteva l'approvvigionamento anche in caso di attacco e un cunicolo scavato nella roccia, era la via di fuga più sicura qualora il maniero fosse caduto in mani nemiche. Dall'alto del castello la vista spazia su tutti i rilievi dell'Oltrepò con la torre di Varzi ai piedi dei boschi, mentre sul lato opposto, la vista arriva al Monviso e, ancora, alla pianura e a Milano.

Al termine della visita, niente di meglio di una buona passeggiata tra i boschi. Scendendo a piedi lungo la strada, una deviazione a destra porta sulla carrareccia che si inoltra presto nella boscaglia di castagni, querce e noccioli, e ci rimane per tenerci al fresco degli alberi per circa 2 ore di camminata fino a sbucare proprio di fronte alla chiesetta di Pietragavina, sovrastata dal maniero merlato (purtroppo privato) che domina il borgo, anch'esso dei Malaspina. L'abitato respira ancora l'impianto di un villaggio medievale, con stradine strette e abitati bassi; della chiesetta dedicata a San Giovanni Battista si hanno notizie fin dal 1200 e dal punto più panoramico si può osservare il sole che tramonta dietro i colli. In inverno le temperature sono rigide anche se, a una manciata di chilometri più a sud, c'è il mare...

 

 Informazioni

Spino Fiorito
www.spinofiorito.net

Provincia di Pavia
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.turismo.provincia.pv.it

Come arrivare

Per raggiungere il Castello di Oramala si imbocca l'autostrada A7 che si abbandona all'uscita di Casei Gerola per seguire la SS206 fino a Voghera. Da qui si continua sulla SS461 fino all'abitato di Varzi deviando a sinistra.

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