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Campo dei Fiori, verde e sacro

Il parco a ridosso della città di Varese, e custode di un Sacro Monte

In una delle aree a più elevata densità urbana della Lombardia, un'oasi di verde dove riscoprire edifici storici e religiosi, boschi e specchi d'acqua sospesi nel tempo.

Un massiccio calcareo posto tra il Lago di Varese e la Valcuvia: un concentrato di grotte e cunicoli, biotopi tipicamente prealpini come le torbiere e i laghi di Ganna e di Brinzio, e ampi spazi occupati da boschi di faggio e castagno, alle quote più basse, abete rosso e larice a quelle più elevate.

Copre all'incirca 5400 ettari l'area del Parco Regionale del Campo dei Fiori. Sembra incredibile ritrovarsi nel cuore di un ambiente naturale di così accentuata caratterizzazione, quando pochi chilometri più a sud si stentava a divincolarsi dalle maglie della rete urbana e periurbana varesina. Ma lo stupore è solo un dettaglio, un pensiero che attraversa la mente per pochi istanti: è ben altro ciò che cattura l'attenzione, al cospetto di un parco dove gli spunti di visita sono inesauribili.

Perché questo non è solo un luogo di salvaguardia naturale, ricco di importanti elementi storico-architettonici quali santuari, ville e fortificazioni: è anche un punto privilegiato di osservazione del cielo, con la presenza di un Osservatorio Astronomico che sfrutta i 1226 metri di quota del Monte Tre Croci. Ed è una cornice paesaggistica traboccante di simboli della spiritualità e della devozione popolare, convergenti nell'itinerario religioso più suggestivo del territorio insubrico: quello del Sacro Monte. Dal capoluogo provinciale muoviamo quindi alla scoperta di questo lembo di Lombardia, sospeso al di là del tempo fra colli e pianura.

Il parco si può esplorare attraverso la rete di sentieri (18 in tutto) che ne percorre gli ambienti più caratteristici, descrivendone specificità geomorfologiche e caratterizzazioni floristiche e faunistiche. A questi, dotati di una puntuale segnaletica e nella quasi totalità dei casi facilmente percorribili, se ne aggiungono altri cinque "tematici", corredati anch'essi di pannelli informativi sui più importanti aspetti storici e naturalistici dell'area protetta.

Si può così scegliere se appassionarsi al fenomeno del carsismo e alla formazione delle sorgenti lungo il Sentiero delle Sorgenti di Luvinate, o se scoprire i segreti del travertino seguendo il Sentiero natura che parte in località Grotte di Valganna, a Induno Olona; e ancora, concedersi un interessante Percorso museale del castagno nell'area di Brinzio, sede del parco, ripercorrendo la storia di una delle coltivazioni più tradizionali delle Prealpi; o soddisfare le nostre velleità naturalistiche sul Sentiero natura del Lago di Ganna, tra l'omonimo abitato e l'Abbazia di San Gemolo, interamente dedicato allo studio delle zone umide dell'area e chiave di lettura privilegiata di uno degli ambienti naturali più rappresentativi del parco.

Il Lago di Ganna costituisce infatti, con la Torbiera del Pralugano, una delle più affascinanti componenti delle sei riserve naturali qui istituite. Di circa 100 ettari, comprende boschi igrofili e praterie che convergono sui due specchi d'acqua estendendosi lungo la Valganna fino a una vecchia miniera di piombo e raggiungendo, attraverso i campi che delimitano la parte settentrionale del Pralugano, l'abitato di Bedero.

Ancor più delicati sono gli ambienti che contraddistinguono la Riserva del Lago di Brinzio, comprensiva del piccolo bacino, della piana palustre che lo circonda, e dei prati umidi di fondovalle. Fra le altre zone umide significative del parco sono da menzionare anche quelle di Pau Majur e del Carecc, mosaici di prati magri e torbiere, mentre gli ultimi lembi di prato-magro ricchi di rarità di flora e fauna intervertebrata, sono l'oggetto di tutela della Riserva della Martica-Chiusarella, una vasta area (470 ha) estesa sul versante orientale dell'omonimo massiccio.

Con un complesso sistema carsico ipogeo, bruschi salti rocciosi di origine calcarea e fitti boschi di faggio e abete rosso, la maggiore area protetta del parco (735 ha) è però costituita dalla Riserva del Monte Campo dei Fiori. Comprensiva della parte più settentrionale dell'omonimo massiccio, ad eccezione della punta più orientale del crinale, è quinta scenografica attraversata da uno degli itinerari più battuti, il Sentiero n. 1: sia perché questo si sviluppa in gran parte lungo lo stesso tracciato della Via Verde Varesina (nota anche come 3V), un itinerario di trekking che permette di visitare in più giorni i laghi e le Prealpi varesine, sia perché è proprio in coincidenza dello stesso che si perviene al Santuario del Sacro Monte di Varese, meta spirituale, oltre che storico-artistica, tra le più significative della Lombardia, annoverata tra i beni Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Dal Sacro Monte l'itinerario prosegue elevandosi in quota fino a Monte Tre Croci (1096 m) e all'Osservatorio Astronomico Schiapparelli della Cittadella di Scienze della Natura: un piccolo comprensorio scientifico per lo studio delle costellazioni e della meteorologia. Ormai in cresta, in un alternarsi di bosco ceduo e abetaie raggiungiamo il Forte di Orino (1134 m): tardomedievale, è un punto panoramico di straordinaria ampiezza, che dalla pianura sale alle vette della vicina arcata alpina.

 Informazioni

Come arrivare

Varese è il punto di partenza ideale per esplorare il parco. Si raggiunge facilmente con l'Autostrada A8 (Milano - Laghi), uscita Varese. Seguendo le indicazioni per il parco, al bivio per il Sacro Monte (Sant'Ambrogio - Fogliaro), seguire i cartelli Rasa-Brinzio, Luino e prendere la SP62 fino a Brinzio.

 

Guarda anche Passeggiata al Sacro Monte di Varese per un altro itinerario nel parco

 

Passeggiata al Sacro Monte di Varese

Immerso nella natura del Parco del Campo dei Fiori, il Sacro Monte di Varese è uno dei più estesi e rappresentativi itinerari mariani della penisola.

La via al Sacro Monte di Varese, iscritta nella lista UNESCO, fu realizzata tra il 1604 e il 1680 per iniziativa del padre cappuccino Giovanni Battista Aguggiari. Il frate, sull'onda della Controriforma, dispose la costruzione di 14 cappelle...

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