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Attorno al lago di Novate Mezzola

Weekend di scoperta in riva al lago

A un passo dal lago di Como eccoci sulle rive di un altro specchio d'acqua. Più intimo e segreto però con i suoi canneti, le pareti di roccia a strapiombo e una chiesetta meravigliosa. Eccoci pronti a esplorare il lago di Novate Mezzola, porta d'ingresso della Valchiavenna. A piedi o in barca e, perché no, anche in bici. Magari dall'alto lungo un sentiero mozzafiato.

Prendetevi una giornata, anzi due, e venite con noi per un weekend a respirare la bassa Valchiavenna dove il fiume Mera riversa le sue acque nel bacino di Novate Mezzola e le montagne sembrano curvarsi su di lui per specchiarvisi.

Il lago di Novate Mezzola

Spenta l'auto vi accoglierà la brezza che spettina i salici sulle rive del lago di Novate Mezzola, e vi basterà questo per sentirvi lontani da tutto. Che siate sportivi o meno, poco importa, un primo modo per scoprire il lago, nemmeno a dirlo, è scivolare sull'acqua. Cercate dunque il chiosco e il pontile di Campo Mezzola dove troverete ad aspettarvi Gianni, titolare dell'agriturismo Val Codera, che saprà consigliarvi sul noleggio di una canoa o accompagnarvi in barca mentre racconta qualche buona storia di lago. Potrete chiedergli di portarvi lentamente fino alla piccola radura con il tempietto di San Fedelino e concordare con lui l'ora e il giro del rientro, magari anche da un luogo diverso, se vi piace l'idea di fare una passeggiata nei dintorni.

In canoa

Tagliato lo specchio d'acqua verso la sponda opposta arriverete al monte Peschiera che spinge i suoi fianchi rocciosi a picco nelle acque verdi; lungo questa sponda  selvaggia potreste anche programmare una sosta nelle piccole baie e ammirare il salto delle capre, specie se avete optato per la canoa. Poi puntate l'imbocco del fiume Mera dove la meta imperdibile è il minuscolo tempietto di San Fedelino, romanico puro con le sue pietre grigie affacciate su un fazzoletto di prato bagnato dall'acqua. Se siete in canoa potrete poi fare rotta verso sud e armarvi di macchina fotografica avvicinandovi ai canneti della Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Novate Mezzola tra i numerosi richiami degli uccelli che la popolano.

In barca e a piedi

Se vi siete affidati a Gianni, le possibilità sono diverse ma, il consiglio è abbinare alla barca una passeggiata vista lago. Potrete per esempio farvi portare a Dascio per lambire i canneti della riserva e, da lì, raggiungere San fedelino a piedi dove poi arriverà la barca a prendervi. In questo caso, una volta sbarcati, seguite le indicazioni per il Sasso di Dascio, primo punto panoramico con panchina per la sosta; da qui procedete lungo lo storico percorso della Via Francisca attraverso boschi di castagni e fino a un ponticello in pietra. Lungo saliscendi proseguite fino a un secondo ponte e a un tratto gradinato che porta al dosso di Brentaletto oltre cui incontrerete una palina che indica due strade per raggiungere San fedelino. Quella di destra percorretela solo se avete dimestichezza con la montagna; è forse più spettacolare perché raggiunge un terrazzo sul lago ma scende in modo ripido ed esposto. Scegliendo invece la Via Francisca affronterete un percorso che perde quota più dolcemente fino a raggiungere la meta con vista sulla Piana di Chiavenna.
Se siete arrivati a San Fedelino in barca, un'altra idea potrebbe essere far a piedi lungo il sentiero pressoché pianeggiate che si snoda nel bosco parallelo al Mera in direzione nord fino al campo sportivo; qui prendete a destra e, subito alla fine del ponte, svoltate nuovamente a destra sulla ciclabile che vi porterà alla stazione di Novate Mezzola e quindi a Campo (circa 2 ore e 30 minuti).

Per tanti ma non per tutti, in bici

Infilatevi poi tra le montagne, proprio nel cuore della roccia. Da Verceia salite in valle dei Ratti, fino a incrociare il Tracciolino, antico e suggestivo percorso panoramico che si snoda in costa a 900 metri di quota fino alla vicina val Codera. Pedalate lungo i binari su cui un tempo viaggiavano le merci tra le piccole dighe delle due vallate e attraversate le 22 gallerie che rendono davvero unico l'itinerario. Tra un passaggio e l'altro godrete del panorama sul lago di Novate Mezzola e sul Lario. Il tracciato è lungo circa 14 km ed è stato recentemente ripristinato e messo in sicurezza per 8 km che non presentano alcuna difficoltà, e sono adatti a tutti.

Una chicca da scoprire

Già che siete su due ruote, se cercate mete insolite, imboccate la ciclopedonale che collega Valchiavenna e Valtellina e fate un salto a ritroso nel tempo fino al 1916 quando l'esercito italiano era impegnato nella costruzione della Galleria di Mina, un labirinto sotterraneo realizzato come opera di estrema difesa del territorio nazionale in caso di invasione da nord durante il primo conflitto Mondiale. Quattro diramazioni, diciotto derivazioni e sedici pozzi di mina; un pozzo di prelievo, sei camere, quattro cisterne e tre condotti di aerazione. Numeri da brivido se si pensa al loro scopo. Tutto perfettamente conservato e visitabile in qualunque momento con un tour prenotabile.

 

Informazioni

Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna
Tel. 0343.37.485
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.valchiavenna.com

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