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Alla scoperta del Parco della Grigna Settentrionale

Un parco dietro casa

A un'ora da Milano si stagliano le dolomiti lombarde, imponenti piramidi rocciose a picco sul lago. Natura incontaminata, sentieri, rifugi e sapori genuini!

Se abitate nel milanese o in Brianza, nelle poche ma straordinarie giornate di cielo terso, riconoscerete facilmente il doppio profilo piramidale dell'imponente massiccio delle Grigne che si staglia all'orizzonte e, se davvero non ci siete mai stati, siamo pronti a raccontarvi cosa vi siete persi o quante emozioni vi aspettano a un passo da casa.

Il Parco regionale della Grigna Settentrionale tutela un'area che si estende tra la Valsassina (10 minuti da Lecco) e il ramo lecchese del Lago di Como. Dai 500 metri di quota a salire, comprende due rilievi che tutti chiamiamo amichevolmente Grignone e Grignetta ma che, sulle carte, troverete indicati come Grigna Settentrionale, la più alta che raggiunge i 2.409 metri, e Grigna Meridionale (2.177 metri). Incredibile da pensare, eppure le origini di queste montagne hanno molto a che fare con il mare, l'oceano, precisamente! Proprio per questo motivo, tra le rocce (ma anche nel simbolo del Parco), non faticherete a riconoscere un gran numero di fossili che per il loro valore paleontologico, richiamano studiosi da tutto il mondo; oltre che lungo i sentieri, li potrete vedere comodamente al Museo di Esino Lario. Poi c'è un grande mondo sotterraneo di cavità e cunicoli. Forse non proprio a portata di tutti ma altrettanto suggestivo, con grotte profonde più di 1.000 metri o uniche, come quella del Moncodeno con stalattiti e stalagmiti perenni di ghiaccio.

Da piccoli ci hanno insegnato che si chiamano flora e fauna ma hanno un appeal del tutto diverso e quasi magico se li chiamiamo "con il loro nome"... Se si pensa a un parco, immediatamente si scatena la voglia di respirare il profumo dell'erba e dei fiori e di infilarsi in un bosco per scorgere tra le fronde la sagoma di un camoscio. E le Grigne di certo non fanno eccezione.
Dai piccoli insetti ai pippistrelli fino agli uccelli, queste montagne conservano una grande varietà. Non manca neppure la suggestione dei mammiferi: non è infatti raro avvistare la lepre in una sua fugace corsa tra i prati o la volpe che si spinge perfino nelle vicinanze dei paesi. In quota troverete gli eleganti cervi, i timidi caprioli e, sulle balze rocciose, gli splendidi camosci. Camminando tra gli alberi sentirete il lavorìo del picchio o il richiamo del gufo e del possente gallo cedrone, mentre alzando lo sguardo potrete scorgere l'aquila. I profumi del bosco vi aspettano all'ombra di carpini, querce, tra le sagome maestose dei castagni e nelle faggete o, più su, tra le conifere che discretamente lasciano spazio alle brughiere colorate dal rododendro, dal mugo e dal ginepro. In quota attraverserete le praterie alpine via via interrotte da ghiaioni e pareti rocciose. Ci sembra inutile farvi un elenco delle mille specie di fiori che disegnano prati e boschi; per scoprirlo vi basterà fare un salto da queste parti appena avrete la rivista tra le mani...

L'ambiente del parco è molto vario e comprende luoghi molto diversi: dai piccoli borghi in pietra della Valsassina o sulle sponde del lago in cui l'uomo ha modellato il territorio, si arriva in fretta alla tranquillità delle malghe e dei pascoli erbosi fino a raggiungere - ma solo camminando - il silenzio delle vette, in un paesaggio d'alta quota tra guglie, pareti di roccia e grandi panorami. Difficile dunque non trovare "l'idea giusta" per una giornata o un weekend da queste parti. Noi ve ne forniremo qualcuna mirata, cercando di accontentare tutti, o quasi.

Se non siete grandi amanti del trekking ma non frenate la curiosità, fate sosta in località Fiumelatte sulla sponda lecchese del Lario per una brevissima passeggiata fino alla sorgente del torrente più breve d'Italia, che compie il suo viaggio dalla nascita al lago in soli 250 metri di impetuosa lunghezza. Un sentierino vi porterà fino alla grotta da cui fuoriesce in maniera intermittente, proprio dalla "pancia" della Grigna. Andate poi fino a Varenna e salite al Castello di Vezio (se volete anche a piedi lungo un tratto del Sentiero del Viandante). Qui godrete di un'ottima vista sul lago e potrete visitare i giardini, i sotterranei e la cinta muraria di questo avamposto militare, oltre ad assistere a esibizioni di falconeria.

Una passeggiata decisamente a portata di tutti permette di arrivare all'incredibile arco roccioso della Porta di Prada. Per raggiungerlo si abbandona l'auto in località Cainallo (prati, giochi e ristoro a prova di relax), e si sale dal piazzale parcheggio lungo la mulattiera fino a un bivio dove si tiene la sinistra per il Vò di Moncodeno (1466 m). Si prosegue quindi a mezza costa lasciando la traccia che continua per il rifugio Bogani, per salire in maniera decisa verso destra, fino alla bocchetta di Prada (1626 m). Da qui raggiungete il rifugio Bietti o limitatevi a una breve deviazione fino ai Sass di Lumach, dove vedere i fossili.

Magari non "al primo giro" ma, se volete un'emozione grande quanto il panorama, salite fino alle vette. Su quella del Grignone trovate tutta l'accoglienza di un rifugio; sulla Grignetta solo un metallico riparo in caso di buio o maltempo. Le vie di salita sono molte. Vi consigliamo nel primo caso il sentiero che dal Cainallo raggiunge il rifugio Bogani e poi la vetta (3 ore, ultimo tratto attrezzato), oppure la comoda ma lunghisima salita da Pasturo (5 ore). Per la Grignetta arrivate in auto al Pian dei Resinelli e da qui seguite la Cresta Cermenati (2 ore e 15 min).

Piccoli frutti, insaccati, verdure e confetture, ma specialmente... formaggi e olio! Se i primi sono il risultato di storia e tradizioni, della ricchezza dei pascoli e della sapiente produzione, il secondo si gusta anche grazie al clima della riviera. Combinateli con i sostanziosi piatti tipici come la polenta taragna e diteci se valeva la pena passare da qui.

Nel Parco troverete alberghi e agriturismi ma, la notte più appagante, la trascorrerete in uno dei numerosi rifugi. Niente di meglio per incontrare gente e sapori "del posto", e godersi i colori caldi di alba e tramonto o la magia delle stelle.

 

Informazioni

Parco Regionale Grigna Settentrionale
Via Fornace Merlo, 2
Barzio (LC)
Tel. 0341.91.01.44
www.parcogrigna.it
www.valsassina.it

Come arrivare

Per la Valsassina, da Milano imboccate la SS36 sino a Lecco, seguendo le indicazioni che portano al tunnel; all'uscita dell'ultima galleria, a Ballabio, si percorre la SP72 scegliendo in base all'itinerario il punto di partenza migliore. Se decidete invece di salire dalla riviera, potrete restare sulla SS36 fino a Bellano; da qui tornate lungo la litoranea fino alle case di Varenna da cui si sale a Esino Lario e fino al Cainallo dove potrete trovare comodi parcheggi.

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