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Il levante genovese su due ruote

Scorribanda tra le stradine alte sul mare

Se, da un lato, andare al mare con la moto semplifica il problema di code e parcheggi, dall'altro le due ruote fanno venire voglia di strade alternative, quelle tortuose più a monte, snobbate dal traffico veloce. Ecco, tra Sestri e Genova, la montagna da godere.

Sestri Levante; le due baie sono lì, a pochi passi l'una dall'altra. In mezzo una città graziosa, che fa piacere vivere, soprattutto la sera, all'ora dello spritz. La Baia del Silenzio, spoglia e silenziosa davvero, regala uno splendido fotogramma su quel frammento di mare da cui ci si allontana verso l'alto.
Già a Cavi la strada stretta e panoramica che conduce a Santa Giulia di Centaura è un invito a salire. Nemmeno tanto, ma una volta lassù, a 250 metri di altitudine sul Golfo del Tigullio, sembra di stare davvero in alto. Si parcheggia all'ombra di un maestoso leccio di 360 anni, annoverato tra gli alberi monumentali d'Italia. Accanto, una splendida composizione di ciottoli antichi disegna il sagrato della chiesa, generosa di affreschi e marmi.

Una miriade di curve dolci si srotola tra gli ulivi fino a Lavagna. Da lì, una breve deviazione porta a Cogorno, all'incantevole borgo dei Fieschi. Poi, appena superato il ponte sull'Entella, la città. Chiavari sorprende, quasi sbigottisce, col suo traffico sostenuto, i semafori, il caos vivace e le auto perennemente in cerca di parcheggio (mentre le piazzole riservate alle moto abbondano!) Ma una volta infilato il centro storico, Chiavari è una piacevole sorpresa. Piena di contrasti, anche; come la Piazza Mazzini, chiassosamente colorata, ma austera al tempo stesso, su cui si affaccia il vecchio Palazzo di Giustizia; come i negozi, zeppi di griffe attualissime e di tecnologia, ma che conservano struttura e arredi antichi. Come gli artigiani: infilati in botteghe strette e lunghe che resistono sotto i palazzi ristrutturati, continuano, oggi come un tempo, un sapiente lavoro di intaglio e restauro. E, curiosando con attenzione, tra legno e trucioli, tra scalpellini e bozzetti, salta fuori la sedia di Chiavari, un design vecchio di due secoli, ma ancora ricercatissimo. Persino Gio Ponti ne trasse ispirazione per la sua Superleggera, disegnata nel 1955.

Vera montagna

Un tratto di Aurelia che, finalmente, si sviluppa attorcigliata e alta sul mare, unisce Chiavari a Rapallo. Qui, si inforca volentieri la prima vera deviazione di montagna: è la provinciale della Crocetta che porta, in 10 tortuosi chilometri, al Santuario di Montallegro. Si percorre in perfetta solitudine, nonostante la strada funga da collegamento tra Rapallo e la Val Fontanabuona, "buona" da guidare e che presenta un sacco di opportunità per fare indigestione di curve. Montallegro è, prima di tutto, un luogo di culto e di pace; ma incanta per la bellezza del contesto naturale in cui è inserito e per il magnifico panorama.

Dalla montagna vera, alle gobbe dolci, mediterranee e famose del Promontorio di Portofino. La porta d'ingresso è Santa Margherita, bella e vivace, stesa tra il porto turistico e i bei negozi spalancati sul sole, le case e i locali aperti da cui sfuggono profumi di buona cucina e l'allegria della gente. Protetto dal monte omonimo, il borgo di Portofino non ha bisogno di presentazioni: trendy, ma informale, tanto tipico quanto internazionale, gremito di turisti in estate e, forse, un po' troppo in disarmo negli altri mesi, quando la piazzetta e la strada centrali sono occupate da necessari interventi di manutenzione.

Poco prima di arrivare a Camogli, le indicazioni per raggiungere San Rocco sembrano attraenti; ma il minuscolo pugno di case affacciate sulle acque cristalline dell'area marina protetta, si può raggiungere con i mezzi privati solo fuori stagione, mentre in estate occorre servirsi del posteggio 500 metri prima e proseguire a piedi. Tra le case, uno storico panificio dispensa le gallette del marinaio, focaccine secche che si conservano a lungo e che vanno consumate "in insalata" con pomodori, tonno e cipolle dopo averle lasciate qualche ora ad assorbirne il sugo.

I colori riflessi sul mare

Poi Camogli. Tanto colorata da stordire, è forse la località più affascinante, dove la moto si dimentica volentieri per la passeggiata accanto al porticciolo e lungo la spiaggia di ciottoli. Nell'acqua si specchiano le tinte vivaci delle facciate dei palazzi, delle decorazioni sulle case, delle barche dei pescatori. Si cammina fino all'Isola - ora attaccata alla terraferma - dove sorge il Castel Dragone, e si curiosa nel borgo fino a scoprire le pareti coperte di ex voto e conchiglie della Madonna dei Gotti - così si chiamavano i bicchieri di vino consumati dai marinai nell'osteria accanto alla chiesa.

Ancora stradine

A Recco, una stradina difficile da individuare sale a Polanesi, grazioso borgo che pare una balconata sul mare, che regala una magnifica visione del promontorio di Portofino prima di precipitare verso Sori. Ora l'Aurelia, staccata dal mare, corre in alto quanto basta per offrire scorci dei borghi e ampi panorami sul golfo di Genova. La prospettiva più elevata seduce; allora non si può fare a meno di inforcare la salita a Pieve Ligure Alta, appena sopra Bogliasco e da lì, snobbando un segnale che ragguaglia sulla carreggiata limitata (davvero!) e sulla pendenza, si percorre fino alla fine il tracciato panoramico immerso negli uliveti.

Il borgo storico di Nervi, stretto attorno al porticciolo, è un invito ad abbandonare per poco casco e giacca. Ci si sgranchisce lungo la passeggiata dedicata ad Anita Garibaldi, che tocca la cinquecentesca torre Groppallo, quindi ci si tuffa nel fresco dei Parchi di Nervi, un sistema complesso di giardini inseriti uno dentro l'altro come matrioske, ognuno singolare per le specie di flora presenti e per le architetture.
Il mare si saluta nella pittoresca baia di Boccadasse; due passi in salita lungo le creuze, un gelato consumato accanto alle barche in secca, a origliare velatamente le chiacchiere dei pescatori, in dialetto stretto. Prima di tuffarsi nella vita e nella vitalità di Genova e decidere di lasciarsi avvolgere dalle sue mille sfaccettature, di suoni e colori, di carattere, di etnie, di fragranze, di ricchezza culturale.

  • SCHEDA TECNICA
  • Partenza
  • Sestri Levante
  • Arrivo
  • Genova
  • Lunghezza
  • 134 km.
  • Tappe
  • Cavi, Santa Giulia, Lavagna, Chiavari, Rapallo, Santuario di Montallegro, Santa Margherita, Portofino, Camogli, Recco, Polanesi, Pieve Ligure Alta, Nervi, Boccadasse

 

Informazioni

Parco di Portofino
www.parcoportofino.com
Parchi di Nervi
www.parchidinervi.it
Santuario di Montallegro
santuarionsmontallegro.com

www.visitgenoa.it

 

Come arrivare

Sestri Levante è raggiungibile dalla A12 Genova- Roma; Genova si raggiunge con la A10 da Ventimiglia, la A12 da Roma, Livorno, la A7 da Milano.

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