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In moto al Passo Mauria

Risalita lungo il Tagliamento

Si parte dal Friuli, si guida negli scenari della Carnia, poi giù verso Cortina d'Ampezzo, per chiudere in bellezza un itinerario che sa di storia, profuma di sapori tipici e culmina nella meta più trendy delle Dolomiti venete.

Lasciata la città, è subito fiume. Il Tagliamento in questo tratto dà origine all'affascinante ambiente protetto del Greto del Tagliamento, in cui le acque scorrono a canali intrecciati. Questi vasti ghiaioni in cui vegetano solo piccoli arbusti e, sulle isole tra un canale e l'altro pioppi neri e salici bianchi, prendono il nome di magredi: l'acqua spesso scompare del tutto per riaffiorare più a valle dando vita alle risorgive.

Scorrendo lungo il fiume

A Spilimbergo bisogna posare la moto per spingersi nella centrale via storica fino al Palazzo degli Spilimbergo di Sopra, splendido edificio la cui facciata è completamente affrescata. Sull'altra sponda del Tagliamento, a imporre una sosta è una questione di gusto: a San Daniele, i prosciuttifici si possono visitare, per imparare tutto sul prosciutto di San Daniele Dop e finire con una degustazione del pregiato salume di cui vengono proposte le varie stagionature. Per la spesa da trasportare in moto è d'obbligo il sottovuoto!

Il Lago di Ragogna

Minuscolo, appartato e interamente circondato da boschetti di pioppi e ontani e da canneti: ecco un punto dove sgranchirsi le gambe e ascoltare il silenzio. Il lago è naturale, alimentato da una sorgente e animato solo da diverse specie di uccelli migratori e pesci; da annotare tra i siti per gli amanti del bird watching.
Bisogna fare ancora un po' di strada e superare Gemona del Friuli prima che il letto del fiume si restringa. Succede al cospetto del Monte San Simone; la salita è imperdibile, per la vista esagerata che si gode una volta in cima. Ma bisogna fare attenzione: la strada è molto stretta e con l'unica protezione di una folta vegetazione; la caratterizzano 28 tornanti, di cui quasi tutti quelli a sinistra ricavati in brevi gallerie. Sotto il monte, il Lago di Cavazzo, con il suo "strano" monumento all'isolatore antisismico che rappresenta l'onda distruttiva, è un luogo della memoria del terremoto del 1976. Una memoria positiva, però: il viadotto di Somplago, costruito secondo una speciale tecnologia ingegneristica, resistente a scosse violentissime, è un vero e proprio monumento alla prevenzione.

La porta della Carnia

Oltre il monte, ecco il borgo di Venzone: oltre ad essersi aggiudicato il titolo di "Borgo dei borghi 2017" è un tripudio di lavanda, essenza che spicca dentro e fuori dalle vetrine, compare come ingrediente nelle conserve, nei distillati e nei menù dei ristoranti e la sua graziosa tinta colora le case, le finestre e molti oggetti d'arredo.
Poi è Carnia. A Tolmezzo, l'ultima sosta prima di affrontare il tratto alpino si fa per visitare il Museo Carnico delle Tradizioni Popolari, trenta stanze che accolgono, secondo il sistema della ricostruzione degli ambienti, oggetti e arnesi della tradizione locale di un arco di tempo compreso tra il IX e il XIX secolo. A Enemonzo, già nella beata solitudine delle Alpi Tolmezzine, se è l'ora giusta si può fare un pic-nic direttamente sui tavoli nel prato del Caseificio Val Tagliamento: tome, ricotte fresche e affumicate e stracchini sono prodotte con latte di provenienza strettamente locale e affiancano un genuino gelato artigianale.

Le deviazioni

Tutte da programmare, nella conta del tempo che occorre per questo giro. Attorno al Monte Verzeghis si può compiere un entusiasmante anello da Tolmezzo, mentre percorrendo il Canale di Gorto, tra Tolmezzo ed Enemonzo, si raggiunge la Val Pesarina, da cui si può sconfinare nel Cadore e riprendere la strada maestra attraverso il passaggio al Lago di Sauris e i borghi fiabeschi della Carnia più appartata e pittoresca. Anche la Sella di Razzo, che mette in comunicazione la Val Pesarina con Vigo di Cadore, è una meta cui difficilmente i motociclisti rinunciano: in cima, un vasto altopiano adibito a pascolo, a quasi 1800 metri di altitudine, con vista mozzafiato.

Il Passo della Mauria e il Cadore

Si supera Ampezzo e più si scorre verso l'alto, più le case e i luoghi si diradano, più si dilata la percezione di questo magnifico territorio. Poco sotto il Passo, che segna il confine tra il Friuli e il Veneto, ovvero tra la Carnia e il Cadore con il Gruppo delle Marmarole e la Valle Ampezzana, si possono individuare le sorgenti del Tagliamento, indicate da un segnale marrone al bordo di un tornante.
Per raggiungere Cortina si può scegliere la strada che corre a nord del Gruppo delle Marmole, così da affrontare il Passo Tre Croci, all'ombra del Monte Cristallo. Oppure puntare verso il Lago di Pieve di Cadore e guidare sotto l'Antelao e il Sorapiss, nel maestoso contesto delle Dolomiti più famose e spettacolari. Per altre cento curve, in moto da Cortina d'Ampezzo c'è solo l'imbarazzo della scelta!

  • SCHEDA TECNICA
  • Partenza
  • Udine o Pordenone
  • Arrivo
  • Cortina d'Ampezzo
  • Lunghezza
  • 250 km. circa + deviazioni
  • Tappe
  • Spilimbergo, San Daniele del Friuli, Lagi di Ragogna, Colleredo, Gemona, Venzone, Monte San Simone, Tolmezzo, Ampezzo, Forni di
           Sopra, Passo Mauria

 

Informazioni

carnia.it

turismofvg.it

www.dolomiti.org

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