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Un giro per Parma e dintorni

Weekend alla scoperta del gusto

Si parte dalla visita alla città e si sconfina sui colli circostanti, per rincorrere, tra un castello e un museo, il sapori di queste terre: tortelli, gnocco fritto e prelibati salumi. Siete pronti?!?

Una domenica a spasso per Parma; ammirate prima di tutto lo splendido duomo romanico e l'altrettanto splendida cupola del battistero. Il primo risalente al 1100 e successivamente impreziosito con affreschi in stile gotico, vanta ben tre organi a canne, di cui uno posto nella cripta. A rendere straordinario il battistero, di forma ottagonale in marmo rosa di Verona, e consacrato nel 1270, è il suo corredo scultoreo e pittorico. Potete visitare duomo e battistero in autonomia, con una Smart-Guide inclusa nel biglietto cumulativo.
Passeggiando nelle vie del centro, vi colpiranno le architetture dei palazzi d'epoca, tra rinascimento e neoclassico. Quasi impossibile tralasciare la visita al Palazzo della Pilotta, sede museale, della biblioteca e, al primo piano, celato dietro un portone monumentale, del Teatro Farnese, un gioiello di architettura lignea che ospita manifestazioni culturali. Se amate la musica classica, i compositori, l'opera - e anche il Rinascimento - fate un salto a Palazzo Cusani, ovvero alla Casa della Musica: il Museo dell'Opera e il Museo casa natale di Toscanini sono visitabili gratuitamente. Se poi, anche con i migliori propositi - un museo, una villa storica, un itinerario letterario - non riuscite a non pensare alla buona tavola emiliana, ecco cosa potete trovare.

Parma a tavola: tortellini e parmigiano

Se arrivate in città in treno, le vostre papille gustative si metteranno in moto già dentro la stazione, dove troneggia la vetrina dello street food più tipico del luogo, i tortellini, qui serviti in un bicchierone di carta, per essere mangiati anche d'asporto. Il più antico e tradizionale tra primi locali, il tortello dei giorni nostri si è sdoppiato per accontentare tutti i palati: la versione classica con ripieno di prelibato Prosciutto di Parma è affiancata da quella vegetariana, ripiena di ricotta e spinaci o erbette.
Qualunque sia la ricetta, sopra tutto piove generoso il Parmigiano Reggiano. Potete infilarvi in uno spaccio del caseificio sociale per una degustazione e per scoprire quale stagionatura si abbina meglio ai vari piatti. E se Parma vi fa venire in mente la pianura, scoprirete che un eccellente versione di Parmigiano Dop è tutelata come Prodotto di Montagna.

Il Polesine parmense

Si identifica anche con le terre verdiane, o ancora con gli scenari di Guareschi. Ecco un buon pretesto per uscire dal capoluogo. A nord della Via Emilia scoprite, a Roncole Verdi e a Busseto, i luoghi in cui visse e compose Giuseppe Verdi: a Busseto il Teatro Verdi è accolto nella rocca del castello; a Roncole la semplicità della casa natale del compositore contrasta con la bellezza severa di Villa Verdi, racchiusa nel parco di Sant'Agata, non lontano. Lì, con l'aiuto di una guida, si visitano alcune stanze con gli arredi conservati del maestro e della moglie Giuseppina Strepponi. Restando in tema d'opera, a Busseto affianca i luoghi Verdiani il Museo Renata Tebaldi, allestito nello splendido scenario delle Scuderie di Villa Pallavicini.
A Roncole si percepisce un'altra famosa presenza, quella di Giovannino Guareschi; un giro da queste parti porta inevitabilmente dentro le piazze e le strade permeate delle storie di Don Camillo e Peppone. Poi, se avete voglia di tipicità, fermatevi davanti alle salsamenterie e cercate il prelibato Culatello di Zibello Dop: per produrlo si utilizza solo la parte alta del suino, che viene lavorata nei mesi freddi, tra ottobre e febbraio; la stagionatura varia dai 13 ai 20 mesi. Al culatello tradizionale si affianca la versione Presidio Slow Food, frutto di un rigido disciplinare; e poi lo strolghino, confezionato con le rifilature di carne della lavorazione del culatello miste a pancetta macinata e inumidite con Malvasia. Basta così? No di certo! se restate sulla Strada del Culatello di Zibello potete scoprire gli altri salumi locali non meno prelibati, la spalla cruda, la coppa e il fiocchetto, da bagnare con un Fortana, vitigno autoctono della Bassa Parmense a debole gradazione alcolica (per buona pace di chi guida!).

Verso le colline

Quindi scavalcate la Via Emilia e scendete lungo il corso del Parma. Spingetevi tra le mura del Castello di Torrechiara, per lasciarvi avvolgere dall'atmosfera da fiaba e dal mistero del fantasma. Poco oltre, a Langhirano fate un salto al museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma, che ha sede nell'ex Foro Boario, tra il centro storico e il torrente Parma. La visita è un percorso che consente di ricostruire le fasi della lavorazione dei salumi, partendo dalla conoscenza del territorio a quella dei suini, fino al confezionamento sotto disciplinare per ottenere la Dop. Tutto il territorio di Langhirano era, un tempo, puntinato di castelli, ora ridotti a pochi ruderi inghiottiti dalla vegetazione; tra questi, quello medievale di Castrignano, il Castello di Antesica, del X secolo, e quello di Mattaleto, del XIII secolo.
Per rientrare a Parma puntate su Felino, sì, proprio quella località famosa per il Salame. Raggiungete il castello, un massiccio edificio con quattro torrioni e un vasto cortile che, persa la funzione difensiva, divenne residenza nobiliare con il passaggio al Ducato di Parma. La visita, solo parziale, si conclude con una sorpresa nelle sale sotterranee, dov'è allestito il museo dedicato al prelibato salume.
Verso Parma, ancora una sosta alla Rocca di Sala Baganza, le cui sale, riccamente decorate da affreschi cinquecenteschi, ospitano la mostra permanente dello scultore Jucci Ugolotti. Nelle cantine, invece, ancora una sorpresa di gusto: il museo del Vino, un percorso espositivo e sensoriale che si può visitare con biglietto separato dall'ingresso al castello.

E finalmente, a tavola!

Gnocco fritto, che passione. Lo troverete in ogni ristorante, dal più raffinato al più rustico; preparato con farina di frumento impastata con acqua gassata, sale e una minima quantità di strutto, beneficia - e pure voi - di una lievitazione naturale, stimolata in parte dall'acqua gassata. Lo gnocco, tagliato a rombi o rettangoli, una volta cotto e portato caldo in tavola deve servire a contenere i prelibati salumi di cui sopra, che il calore dello gnocco esalterà al massimo. Semplice? Sì; eppure questa preparazione si è guadagnata il suo posto nell'elenco dei Prodotti Tradizionali Italiani. Mica poco...

Una sosta di gusto...

Ora che, ne siamo certi, vi abbiamo fatto venire l'aquolina in bocca, ci sembra giusto suggerirvi una storica trattoria, a coduzione familiare, dove poter gustare la cucina tipica parmigiana. Alla Trattoria Scarica, vengo riproposti i tradizionali piatti della cucina locale che, oggi come settant'anni fa, vengono preparati con amore e sapienza genuina. Qui potrete deliziarvi con la torta fritta con salume, gli anolini, i tortelli, le lasagne, la trippa, la punta al forno, la cacciagione e le squisite torte della "rezdora", accompagnati da ottimi vini regionali, di cui la cantina della trattoria è ben fornita. 

 informazioni

turismo.comune.parma.it

Trattoria Scarica
Via Martinella, 192
Tel. 0521.64.81.30
Cell. 339.74.39.326
www.trattoriascarica.it

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